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Wonder Stories #9
Scritto da A. Cruciani, L. Saracino   
Tuesday 13 December 2011

Film di genere fantastico (quindi horror, fantascienza e dintorni) di produzione recente e ancora inediti in Italia. In questo numero le recensioni di Another Earth, Hellraiser: Revelations, Cherry Tree Lane, World of the dead...

 

Cos'è Wonder Stories:

Wonder Stories è uno speciale a puntate dedicato a tutto quel cinema di genere fantastico (quindi horror e fantascienza con annessi e connessi) proveniente da ogni parte del mondo e di produzione recente ma che ancora non si è visto sugli schermi italiani. Un appuntamento necessario dato che, grazie alle community di fansubbing e alle meraviglie dell'import home video, molti dei film che tratteremo possono essere recuperati e goduti anche da chi parla a malapena l’italiano.

 


 

Another Earth

Regia Mike Cahill (Usa, 2011)
Genere Fantascienza, drammatico

Rhoda, in procinto di essere ammessa al MIT, rientrando da una notte con gli amici, per un momento di distrazione, causa un incidente in cui perdono la vita la moglie e il figlio di John Burroughs. Rhoda è stata distratta dall’apparizione in cielo di un nuovo pianeta che verrà chiamato Terra 2 poiché identico al nostro. Uscita di prigione, Rhoda tenterà di rifarsi una vita lavorando umilmente e avvicinandosi a John e cercando di rientrare tra i fortunati vincitori che potranno salpare verso il nuovo pianeta e conoscerne i misteri. Un piccolo film indipendente dal taglio sofferto ed intimo che gioca con la fantascienza più riflessiva stile Solaris per raccontare una storia fatta di paure, colpe e perdono: elementi molto poco extraterrestri e decisamente universali. La presenza nel cielo di Terra 2 (inevitabile il paragone con il pianeta Melancholia di Lars Von Trier) è l’elemento iniziale da cui prende avvio la vicenda, ma è anche lì sullo sfondo per ricordare ai protagonisti che c’è sempre una seconda chance e che basta semplicemente guardare avanti e continuare a vivere. L’inquietudine che serpeggia nella vicenda non è dovuta semplicemente alla scoperta di un pianeta identico al nostro ma alla possibilità che vi siano altri come noi e la paura del confronto non è mai così grande come quando dobbiamo fare i conti con noi stessi. A completare un quadro sicuramente positivo sono l’ambientazione fredda della provincia, la colonna sonora minimale firmata Fall On Your Sword e l’interpretazione misurata dei due protagonisti. (Alessandro Cruciani)

 


 

Hellraiser: Revelations

Regia Victor Garcia (Usa, 2011)
Genere Horror

Nel 1987 Clive Barker dirige Hellraiser, uno dei film horror più interessanti ed innovativi della storia del cinema. A quasi 25 anni di distanza, e dopo 8 sequel, Victor Garcia si mette dietro la macchina da presa con un progetto più che ambizioso: riportare sulla scena, per l’ultima volta, il mito di Pinhead, il Cenobita divenuto famoso grazie alla saga di Hellraiser. La dinamica è pressoché identica ai precedenti: lo sventurato di turno riceve “in dono” una scatola misteriosa, in grado di evocare inquietanti forze del male – i Cenobiti – capaci di far provare ad ogni essere umano esperienze reali di estremo dolore. Seppur con premesse interessanti, che ricordano in qualche modo quelle di Cloverfield, Hellraiser: Revelations non può in nessun modo sostenere il peso dei capitoli precedenti della saga (in particolar modo i primi 4 film) che sono dei veri e propri capolavori. L’unica nota a favore risulta essere l’animo volutamente splatter del film (presente ampiamente anche nei primissimi episodi), che rende la pellicola fortemente disturbante e, quindi, a suo modo “divertente” (nel senso più stretto del termine). Il problema, tuttavia, sta proprio nella trama: sembra quasi che Victor Garcia utilizzi la scatola – e i Cenobiti – come mera giustificazione per mettere in scena sequenze intere di puro gore, senza dover spiegare niente a nessuno. (Luna Saracino)

 


 

Cherry Tree Lane

Regia Paul Andrew Williams (Gran Bretagna, 2010)
Genere Thriller

Christine e Mike, coppia decisamente in crisi, si appresta a cenare mentre il figlio Sebastian ancora non è di ritorno. La “normale” quiete viene interrotta dall’irruzione di tre giovani che vogliono regolare un conto con il figlio e nell’attesa del suo ritorno sequestrano la coppia... fino alle estreme conseguenze. Negli ultimi anni il cinema entra nelle mura domestiche per mostrare l’orrore e la paura, molti sono gli esempi e questo film non è da meno: girato con un budget ridottissimo all’interno di un appartamento gioca bene le sue carte lasciando la violenza più estrema fuori dal campo visivo dello spettatore e facendo immaginare le cose più terribili. L’influenza di un modo di fare cinema stile Funny Games è evidente già dalla storia presentata, in questo caso però vi è un certo messaggio d’allarme rivolto al tranquillo e indifferente ceto medio come a dire che la violenza delle gangs adolescenziali non è relegata ai telegiornali della sera ma può irrompere nel nostro quotidiano. Una regia minimale, le musiche firmate Unke, la scelta di mostrare quasi tutta la vicenda secondo l’unità di tempo e di chiudere, diciamo, sul più bello, segnano l’originalità della pellicola e convincono decisamente lo spettatore. (Alessandro Cruciani)

 


 

World of the dead – The Zombie Diaries 2

Regia Michael Bartlett, Kevin Gates (Gran Bretagna, 2011)
Genere Horror

Bei tempi quelli in cui i film horror erano ancora in grado di generare inquietudine. Con il passare del tempo però, sembra quasi che questa attitudine sia stata sostituita da un desiderio di “adrenalina” e di “emozioni forti”. Colpa della saturazione visiva dell’uomo moderno, ma anche di una “nuova scuola” troppo legata ai videoclip, al mockumentary e, soprattutto, ai videogiochi. Ecco quindi che al posto della visione si predilige l’azione, al posto della macchina da presa fissa si preferisce la macchina a mano e il protagonista non è più un personaggio in cui potersi identificare, ma un collettivo di persone che condividono tutte lo stesso obiettivo. Benvenuti nell’era degli horror-videogames, dunque. Nell’era di film come Rec, Cloverfield, District 9, ma anche, e soprattutto di film come World of the dead, un interessante quanto dubbio esperimento cinematografico che mescola esperienze videoludiche come Call of Duty (e i suoi “temibili” Nazi Zombies) e Resident Evil. Indiscutibilmente ben girato, visivamente adrenalinico, ma anche facilmente prevedibile (specie per chi è abituato ad FPS come Call of Duty), World of the Dead è un film dalle buone premesse che arriva goffamente e frettolosamente alle conclusioni sbagliate, instillando nello spettatore un unico desiderio: ritornare alle tradizioni. Al più presto. (Luna Saracino)

 


 


 

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