Home

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '1027' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'1027\'\n AND `published` = \'1\'
Viva La Muerte! #1
Scritto da A. Ettorre, A. Avvenengo, C. Petrazzi, Dr. Satana, E. Rauco   
Tuesday 15 March 2011

Viva La Muerte, viaggio nel miglior cinema dei morti viventi. In questa prima parte: Dead Snow, Doghouse, I Zombie, Zombie of mass distruction, Zombi 2 e un focus su La notte dei morti viventi.

 


 

In collaborazione con:
Viva la muerte!
Rassegna permanente sul cinema dei morti viventi

 


 

LEGENDA

 

Scenario apocalittico Sexy Comedy
Splatter Politicizzato Zombi che corrono
Trash Realistico Cult

 


 

Doghouse

Regia: Jake West (UK, 2009)
Edizione Italiana: Inedito in Italia

Trasferitosi in un piccolo villaggio di campagna per aiutare un amico a riprendersi dal trauma del divorzio, un gruppo di vecchi compari scopre di essere finito nel bel mezzo di un laboratorio a cielo aperto, dove una speciale tossina ha trasformato tutte le donne del luogo in indemoniate zombie mangiatrici di uomini... Ennesimo, discreto rappresentante della via inglese alla zombie comedy post Shaun of the Dead, giusto per non complicarsi la vita con sceneggiature troppo rognose Jake West non fa altro che prendere la sua banda di cockney, buttarla in pasto a orde di donne cannibali e lascia fare, sedendosi a vedere l'effetto che fa. Non si grida al miracolo ma l'idea di virare in splatterosa lotta per la vita lo scontro tra i sessi funziona, pur senza mai scadere in grevi trattati di misoginia, perchè se Venere è cannibale, Marte è un represso discretamente sfigato. Doveroso e azzeccato look a là Evil Dead e splatter a go-go, Doghouse non incanta, ma porta allegramente a casa la pellaccia, insieme - forse - a quella dei suoi protagonisti. (Andrea Avvenengo)

TRAILER

 


 

Zombi 2

Regia: Lucio Fulci (Italia, 1979)
Edizione Italiana: Inedito in Italia

Quando trovano lo yacht del padre di lei, Ann e Peter partono alla ricerca dell'uomo su un'isola dei Caraibi, un luogo nel quale una maledizione voodoo sta facendo risorgere i morti. Dopo anni di thriller più o meno erotici e commedie più o meno scollacciate, Lucio Fulci approda nel '79 all'horror puro e tenta di sfruttare il successo di Dawn of the Dead di Romero. Ma Zombie 2 con l'originale non c'entra nulla e permette a Fulci di cominciare quel percorso che, tra alti e bassi, lo porterà a essere un nome di culto del cinema horror. Il sole e l'aria aperta delle Antille diventano “un claustrofobico luogo di morte” (Mereghetti) e il regista riesce a ribaltare i luoghi comuni del cinema dei morti viventi e crearne un'efficace versione nostrana. Suspense curatissima, effettacci splatter, violenza a fiumi e idee di regia come raramente capita di vedere in “serie B”. Fulci gioca col tempo, ammicca ai dettami del genere (morte ed eros) e sfoggia notevole tecnica: la scena dell'occhio trafitto da una scheggia di legno sta allo splatter come la scena della doccia in Psycho al thriller. (Emanuele Rauco)

TRAILER

 


 

Dead Snow

Regia: Tommy Wirkola (Norvegia, 2009)
Edizione Italiana: Inedito in Italia

Apertura sulle note della famosa In The Hall Of The Mountain King di Edvard Grieg, con una ragazza che fugge nella notte inseguita da loschi individui mostruosi. Subito dopo situazione classicona della cricca di amici che per le vacanze di Pasqua raggiunge in carovana una baita sperduta nelle montagne innevate. Come tutti ci aspettiamo, dopo un divertentissimo pomeriggio di spensieratezza, al calar delle tenebre arriva l’uomo saggio delle montagne, che alloggia in una tenda vicina. Con maniere poco garbate si accomoda e racconta della maledizione che incombe su quei luoghi: una brutta storia di soldati tedeschi risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Nessuno gli crede ma poi, come è ovvio, comincia a scomparire qualcuno… Il resto del film è puro divertimento per i cultori degli zombie movie. Il regista pare avere una predilezione particolare per gli intestini, che usa come corde da scalata, collari, o motivi decorativi durante tutta la pellicola. I personaggi si dividono e ognuno combatte la propria guerra personale contro il battaglione mortifero nemico, a suon di mitragliatrici, motoseghe (omaggio a Raimi), amputazioni che hanno del teatrale, giochi di sguardi e gag con gli zombie e musiche spassose di condimento. La battaglia finale è tragicomica e le battute scontate che si scambiano i personaggi non rovinano l’azione, rendendo divertente il loro persistere: inesausti, combattono imperterriti fino all’ultima manciata di neve morta. Una commedia-horror decisamente all’altezza, con trucco ed effetti speciali quasi tutti realizzati come ai vecchi tempi. (Claudia Petrazzi)

TRAILER

 


 

I, Zombie

Regia: Andrew Parkinson (UK, 1999)
Edizione Italiana: DVD Mondo Home

Un prodotto quasi amatoriale questo low budget di Andrew Parkinson, che riesce però a sviluppare tematiche originali all'interno di un genere ormai povero di idee. Assistiamo quindi a un'innovativa rivisitazione dello zombie, visto come malato cosciente della sua condizione e del bisogno di nutrirsi, dando persino una giustificazione al cannibalismo: dopo quattro giorni senza carne lo zombie subisce dolori e spasmi che rischiano di portarlo alla follia. Quanto accade al protagonista David, morso da una zombessa e destinato a cambiare radicalmente la sua vita (?). Abbandona la fidanzata Sarah, prende un appartamento in periferia e inizia a dedicarsi ai suoi appetiti carnivori. La differenza sta nel fatto che per David questa condizione rasenta la tossicodipendenza, accentuata da una progressiva decomposizione che raggiunge il suo apice quando, in un tentativo di masturbazione, gli si stacca l'uccello. Ogni tanto il film vira nel mockumentary con interviste varie, in particolare a Sarah che stufa di attendere il ritorno di David, nelle ultime scene, abbandona il sacco coi suoi vestiti in strada, mentre il poveretto ormai ridotto ad un ammasso putrido, incapace anche di camminare, si abbandona sul letto in un sonno senza ritorno. Nonostante una fotografia grossolana e alcune lungaggini, il film sviluppa con dolorosa empatia la progressione del morbo su uno zombie dotato d’anima, e alla fine l'affresco complessivo ci lascia dentro quell’amaro che solo i grandi film riescono a regalare. (Dr. Satana)

 


 

ZMD: Zombies of Mass Destruction

Regia: Kevin Hamedani (USA, 2009)
Edizione Italiana: Inedito in Italia

La vita scorre placida sull'amena isola di Port Gamble, tra i problemi della quotidianità e i piccoli, grandi drammi di ognuno. Ma un misterioso cadavere (?) portato lì da chissà quale mare riuscirà ad accomunare nella lotta per la sopravvivenza tutti gli abitanti dell'isola, in una battaglia senza quartiere contro un'orda di zombie che porterà alla luce tutte le tensioni di quell'apparentemente placida comunità. Non si può certo dire che commercialmente Zombies of Mass Destruction sia partito con il piede giusto: il contemporaneo esordio di Zombieland ha decisamente spostato l'epicentro dell'hype verso la pellicola di Ruben Fleischer e agli altri non sono rimaste che le briciole. Non che dal punto di vista qualitativo Hamedani abbia fatto qualcosa per spiccare sulla concorrenza: basato su una classica impostazione da horror comedy con una particolare predilezione per una leggera e disimpegnata satira sociale, il film non aggiunge nulla di nuovo al genere, sveglia una sceneggiatura pigra con fiondate di splatter ben fatto e vive di rendita su un paio di situazioni efficaci. Da vedere e dimenticare seduta stante. (Andrea Avvenengo)

TRAILER

 


 

 

La notte dei morti viventi
Night Of The Living Dead (Usa, 1968) di G.A. Romero

Nella sconfinata filmografia orrorifica di tutti i tempi non sono molte le pellicole che possono annoverarsi come opere seminali, pietre miliari che hanno lasciato un segno. E un po’ come per alcuni episodi, spesso traumatici, dell’infanzia o dell’adolescenza che possono segnare il destino di un individuo, così l’ancora sconosciuto Romero ha lasciato una traccia indelebile nella storia del cinema horror. L’opera prima del maestro George Andrew Romero non è stato quindi solo un indipendentissimo esordio che ebbe un inaspettato successo. Night Of The Living Dead ricrea l’horror contemporaneo ricodificandolo e caricandolo di modernità e innovazione linguistica. Dar vita a un nuovo genere è un merito riservato a poche grandi opere della cinematografia mondiale. Per la serie “mai più niente sarà come prima!!”.

Una compagnia indipendente di amici, la Latent Image Inc. che, nei primi anni sessanta produceva spot televisivi e film industriali, decise di scommettere sulle proprie capacità per avventurarsi nell’autoproduzione di un lungometraggio. L’horror fu una scelta casuale legata al fatto che era di più facile distribuzione (la censura americana considerava allora il genere come “film per bambini”, quindi non soggetto a censura!). L’idea nasce da un breve racconto scritto dallo stesso Romero ispirato al romanzo I am Legend di Richard Matheson e diviene sceneggiatura con la collaborazione di John Russo, con una particolare variante: il mondo è popolato da morti viventi affamati di carne umana anziché da vampiri assetati di sangue.

Lo zombie haitiano impresso su pellicola con White Zombie nel 1932 dai fratelli Halperin, in un’epoca di estremo fermento culturale e politico come gli anni sessanta americani, non aveva più nulla da dire. Gli inquietanti ed esotici racconti incentrati sulle pratiche voodoo appartenevano ormai al passato e a un altro mondo (quello caraibico). I nuovi zombi, oltre ad essere morti viventi, sono “vicini di casa” (ma anche familiari stessi) affamati di carne umana che, nell’apparente semplicità del film, assediano un’abitazione in cui varie umanità cercano riparo. L’entertainment diventa allegoria e propone diversi livelli di lettura che, nell’immediato, sono un semplice racconto horror mirato a impressionare attraverso colpi di scena ed efficaci effetti grand guignoleschi. La scelta del bianco e nero, dettata da esigenze di budget, contribuì involontariamente a rendere il film ancora più forte e immediato visto che ogni singolo fotogramma resta impresso come le tavole di un fumetto. Questa caratteristica lo colloca inoltre di diritto tra i classici del cinema in bianco e nero, piuttosto che nell’Olimpo dei B-movies di culto. Le atmosfere del film abbandonano i goticismi e manierismi del passato per divenire crudo realismo che, seppur inverosimile, è diretto come fosse cinéma veritè.

La crew di Romero forse non sapeva ancora che avrebbero dato vita a un film sovversivo unico ed… eterno! La critica alla società statunitense degli anni sessanta (Vietnam e questioni razziali) emerge dal racconto del film. Il profilo psicologico dei protagonisti, conditi sapientemente da buone dosi di grand guignol, ne fanno un’opera unica che vanta svariate revisioni e remake, ma nessun sequel (lo Zombie 2 di Fulci è un’altra storia). Anzi, se vogliamo, tutto il filone zombie movie degli anni a seguire è una sfilata interminabile di sequels. Night Of The Living Dead ha cambiato il corso di un certo cinema ed è per questo un film imprescindibile dalla cultura di qualsivoglia cinefilo. Le opere successive di Romero sono l’estensione di un’allegoria contemporanea senza precedenti.

Il terrificante zombie romeriano fa parte non solo di un immaginario orrorifico tanto caro al mondo dei nerds, ma soprattutto fa parte della realtà che viviamo quotidianamente e che non possiamo ignorare. Non più fantasmi dal passato o demoni provenienti dagli inferi. Gli zombi non sono mostri provenienti dallo spazio. Sono creature provenienti dal nostro stesso quotidiano e Romero con Night Of The Living Dead ce lo ricorda senza mezzi termini mettendoci di fronte alle nostre paure più profonde.

Per negligenza della casa di distribuzione che, nel 1968, non mise l’avviso di copyright sul titolo definitivo del film, Night Of The Living Dead è straordinariamente di dominio pubblico. Ragione per cui si contano diverse decine di edizioni in DVD e VHS. Il film, tra l’altro, è tra i pochi classici che può essere “legalmente” scaricato dal web. (Anthony Ettorre)

 


 

Paris by The Night Of The Living Dead
di Grégory Morin(Francia 2010,12’)

 

 

CONTINUA...

 

 

 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '46' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'46\'\n AND `published` = \'1\'

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU

 

 


 

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '48' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'48\'\n AND `published` = \'1\'

Cinema Bizzarro

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '43' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'43\'\n AND `published` = \'1\'

Ultimi commenti

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT eco.`id`, eco.`contentid`, eco.`comment`, ct.`title` as ct_title FROM `jos_easycomments`as eco INNER JOIN `jos_content` AS ct ON ct.`id` = eco.`contentid` WHERE eco.`published` = '1' ORDER BY eco.`date` DESC LIMIT 6

Chi e' online

Abbiamo 4 visitatori online