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Top of the pop corn: Machete
Scritto da Redazione   
Monday 04 July 2011

Top of the pop corn: i film più attesi e discussi (della stagione 2010/2011) dalla redazione di BC. Si parte con Machete di Robert Rodriguez: ecco cosa ne pensano i nostri redattori.

 

Machete

Genere Azione
Regia Robert Rodriguez e Ethan Maniquis Con Danny Trejo, Steven Seagal, Michelle Rodriguez, Jessica Alba, Robert De Niro
Paese Usa, 2010
Distribuzione Lucky Red

Sinossi: Sembrava un contadinotto qualsiasi venuto dalla strada, il tipo perfetto da usare per un falso omicidio politico. Invece era Machete, leggendario ex-Federale con un’inclinazione per gli omicidi e tutte le carte in regola per compierli. Dato per morto dopo uno scontro con il re della droga messicano Torrez, Machete fugge in Texas per cercare di far perdere le proprie tracce e per dimenticare un tragico passato. Ma ciò che vi trova è invece una fitta rete di corruzione e di disonestà, con il risultato che un senatore si becca un proiettile e Machete un mandato di cattura. Machete decide allora di dimostrare la sua innocenza e di smascherare la cospirazione. Ma dovrà vedersela con Booth, uno spietato uomo d’affari con un numero infinito di killers sul suo libro paga; con Von, un vigilante di frontiera fuori di testa a capo di un piccolo esercito privato; e con Sartana, una bellissima agente per l’immigrazione, combattuta tra il compito di far rispettare la legge e il desiderio di fare ciò che è giusto. Ad aiutare Machete a portare a termine il suo regolamento di conti ci sono invece Luz, una venditrice di tacos molto sexy dotata di uno spirito ribelle e di un cuore rivoluzionario, e Padre, un prete bravo nelle benedizioni ma ancor più bravo con il fucile. Lasciando al suo passaggio una scia di sangue, proiettili e di cuori spezzati, la ricerca di Machete finirà col condurlo ancora una volta da Torrez per un’epico scontro finale in cui si intrecciano vendetta e redenzione.

 

 

Le opinioni

 

Gli ingredienti per cavalcare l’onda del cinema d’exploitation secondo la moda lanciata da Tarantino e dallo stesso Rodriguez ci sono tutti: la storia sconclusionata e violenta all’inverosimile, un mucchio di ragazze toste e sexy, le musiche cool, un protagonista inossidabile e quanto di più esagerato e tamarro si possa immaginare. Però non tutto gira come dovrebbe: presi nel loro piccolo gli elementi sopra citati sono gustosi e accattivanti, ma nell’insieme ci si trova di fronte a un lavoro autoreferenziale con numerosi momenti morti. Laddove Planet Terror riusciva ad evocare con spirito e stile citazionistico i grandi classici dell’horror anni ’80, qui ci si ferma a un’autocelebrazione da parte di Rodriguez dei propri lavori precedenti, senza alcun valore aggiunto: sicuramente alcune scene sono già cult ma nel complesso le aspettative generate dal fake-trailer non sono state soddisfatte. (Alessandro Cruciani)

 

Dopo aver scritto una parte della sceneggiatura già nel 1993, e dopo averne realizzato un fake-trailer nel 2007, Robert Rodriguez decide, con Machete, di imbracciare ancora una volta la macchina da presa e di ritornare nella sua patria natìa, per raccontare, a modo suo, una società - com’è quella messicana ancora oggi - dilaniata da soprusi, razzismi e contrabbandi di ogni genere. Un film sociale, è vero, con un occhio di riguardo particolare alla condizione messicana, fatta di cittadini alla ricerca di riscatto e libertà. Il tutto condito da un (anti)eroe come Machete, interpretato da un Danny Trejo al massimo della sua forma, rozzo, umile, greve ma allo stesso tempo pronto a tutto per la sua patria. In poche parole il (super)eroe perfetto per una pellicola di Rodriguez! (Luna Saracino)

 

 

Ci si diverte esattamente come nel fake-trailer che tanto ci aveva fatto sognare in Grindhouse - Planet Terror. Niente di più, niente di meno. Rodriguez lo sa, ci fa l’occhiolino mentre prendiamo visone del suo film un po’ cafone, consapevoli del fatto che si tratta di uno scherzo tra amici, di puro intrattenimento. Goliardia, blasfemia che non si prende troppo sul serio, tanta azione per tutti i gusti. E forse un po’ di insoddisfazione all’uscita dal cinema: ora che i nostri palati avidi di spacconate sono stati saziati, ci rendiamo conto che forse sarebbe stato più bello fantasticare sul film mai realizzato, invece che vederlo completo “a grande richiesta”. A volte è meglio mantenere l’acquolina in bocca piuttosto che soddisfare tutte le attese: poi non resta più nulla. (Claudia Petrazzi)

 

Robert Rodriguez omaggia il cinema action degli anni Settanta e Ottanta realizzando un’opera interamente basata sul dinamismo ipercinetico dei corpi attoriali, mettendo in scena un mix esplosivo di polvere da sparo, arti marziali, lame taglienti e pupe calienti. Il tutto innaffiato con un’abbondante dose di tequila. Nonostante una regia a tratti priva della grinta necessaria e alcuni cali nella tensione narrativa, Machete offre un menu ricco di sangue, citazioni (speghetti western, rape and revenge, nunsploitation, blaxploitation, gore), deliranti sequenze cult (il prologo è memorabile per la sua compiaciuta brutalità) e personaggi sopra le righe (la suora Lindsay Lohan e il prete Cheech Marin sanguinari e vendicativi, Robert De Niro istrionico senatore razzista e Michelle Rodriguez passionaria piratessa). Inoltre è un vero piacere rivedere sul grande schermo Steven Seagal, pachidermico ma sempre letale e l’ottimo Jeff Fahey. Menzione speciale per il redivivo Don Johnson che, dando vita a un villain sadico e very cool, ci regala una figura che entra di diritto nella galleria dei migliori bad guys del cinema contemporaneo. I loro volti marmorei, aggiunti all’iconica presenza scenica del protagonista Danny Trejo, sono il vero punto di forza di un film che rimane comunque un’opera minore all’interno della variegata filmografia del suo ideatore. (Edoardo Favaron)

 

 

Rodriguez continua a sbandierare il suo orgoglio tex&mex, con un pulp sanguinoso e comico: non gli mancano né l’ironia, né la fantasia splatter (l’intestino usato come fune per una fuga) ma difetta di sincerità e calore. Disinteressandosi alla storia e ai personaggi, si ritrova ad accumulare soltanto goliardiche strizzate d’occhio. Una sorta di scherzo che non sa come e quando finire. (Emanuele Rauco)

 

Basandosi su una trama volutamente prevedibile, Robert Rodriguez realizza Machete chiamando in ballo i capisaldi dei generi più svariati: dai nostrani spaghetti western ai violenti action- horror di John Woo, passando per i sadici splatter americani, e arricchendo il tutto con la musica più trash e coatta che conosce. I cinefili incalliti rimarranno intrappolati nel gioco multicitazionistico iniziato dall’autore, divertendosi non poco a sentirsi parte integrante dell’azione. Rodriguez sfodera brillanti attori hollywoodiani che dimostrano destrezza nei movimenti e maestria nella recitazione: le eroine femminili sono delle veline incazzate che sanno usare le armi e maneggiare il machete (!), mentre gli eroi maschili tra muscoli, sudore e sangue pensano al sesso ma sposano la causa. E che dire di Danny Trejo, ex galeotto e attore per ironia della sorte? Rodriguez non poteva scegliere uomo migliore, un 66enne capace di reggere la tensione per gli oltre cento minuti della pellicola, nascondendo il fiatone e non risultando mai ridicolo. Un uomo che non si accontenta più del suo status perché, ancor prima che ce ne accorgessimo, era già diventato una leggenda. (Martina Calcabrini).

 

 

 
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