| SauroMovie #4 |
| Scritto da D. Silipo, E. Rauco | |||||||||||||||||||
| martedì 24 maggio 2011 | |||||||||||||||||||
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Sauromovie, viaggio nel miglior cinema di ambientazione preistorica. In questa quarta (e ultima) parte: Sul sentiero dei mostri, Fire and Ice, Quando gli uomini armarono la clava e... con le donne fecero din-don, Grunt!
Cos'è SauroMovie: SauroMovie: itinerario a puntate dedicato al miglior cinema di ambientazione preistorica, genere sottovalutato ma prodigo di visioni bizzarre. L’uomo ha mai convissuto con il dinosauro? Le cavernicole erano davvero bionde e strafighe? Nella preistoria esisteva già la voce fuori campo? Se tali questioni vi arrovellano togliendovi anche il sonno, Sauromovie è proprio quello che fa per voi...
LEGENDA
Sul sentiero dei mostri
Regia: Hal Roach (Usa, 1943) Alcuni escursionisti si perdono tra le montagne e in una grotta incontrano un ricercatore alle prese con vecchi graffiti preistorici. Quegli antichi disegni raccontano una storia avventurosa, che il ricercatore “tradurrà” ai dispersi escursionisti. Ed ecco comparire sullo schermo il cavernicolo Tumak e la bella fanciulla preistorica Loana, alle prese con i pericoli tipici dell'epoca: mammuth, dinosauri e, ovviamente, armadilli giganti. Curiosa opera degli anni 40 (remakata da Don Chaffey nel 1966 con il titolo italiano di Un milione di anni fa), uno dei primi film preistorici “puri” (se si eccettua la parentesi iniziale) della storia del cinema. Visto oggi, sembra un reperto fossile pure lui, ma riesce a stupire nella sua retro-spettacolarità, facendo la gioia di chi adora gli effetti vecchissima scuola (tra dinosauri di gomma e rettili ingigantiti). Pare che alla regia abbia collaborato (non accreditato) il “papà” del cinema narrativo D.W. Griffith. (Daniele 'Danno' Silipo)
UNA SCENA
Quando gli uomini armarono la clava e... con le donne fecero din-don
Regia: Bruno Corbucci (Ita, 1971) Due tribù preistoriche, i Cavernicoli e gli Acquamanni (così chiamati perché a differenza dei primi abitano su palafitte), sono in perenne lotta tra loro. Le donne, capitanate dalla bella Listra, per richiamare l'attenzione dei loro uomini indicono uno sciopero del sesso. Il classico film di troppo: dopo il successo di Quando le donne avevano la coda e il comprensibile ma inferiore sequel Quando le donne persero la coda (entrambi di Pasquale Festa Campanile), ecco iniziare in contemporanea lo sfruttamento selvaggio di un filone “vincente”. Corbucci riadatta alcuni spunti presi dalle commedie di Aristofane ai tempi della clava, ammicca al film originale anche se non c'entra nulla, mette insieme un discreto cast, si assicura il culo della Cassini come protagonista e fallisce miseramente. Una copia della copia che non riesce a trovare ragion d'essere, sostituendo la comicità con la noia. (Daniele 'Danno' Silipo)
Fire and Ice
Regia: Ralph Bakshi (Usa, 1983) Ralph Bakshi, reduce da flop che avrebbero steso un bue come Il signore degli anelli ('78) e American Pop ('81), si getta a capofitto in un'altra impresa fallimentare in partenza: quella di adattare per il grande schermo i personaggi creati assieme a Frank Frazetta. A una tecnica affascinante non corrisponde la stessa resa cinematografica. La storia – scritta da Gerry Conway e Roy Thomas – è quella dell'eterna lotta tra il bene, incarnato dal regno del fuoco governato da Jarol, e il male, ossia il regno del ghiaccio di Nekron: quando quest'ultimo distrugge i villaggi e rapisce la figlia di Jarol, il valoroso Larn si unisce al regno del fuoco per salvarla e sconfiggere il male. Fantasy preistorico e avventura animata si fondono in un'opera che vorrebbe coniugare un certo realismo di ambientazione alla rilettura magica e superomistica cara a Frazetta: ma il film è datato tanto nel disegno - che anticipa i "Masters of the Universe" - quanto nel racconto che accumula stereotipi e tocchi erotici un po' risibili. Il ritmo poi diventa sostenuto solo nel finale, prendendo il posto di un curioso simbolismo tra ghiaccio e fuoco e di una rappresentazione della preistoria nella quale il protagonista è bello, biondo e muscoloso, e tutti gli altri grugniscono a malapena. Interessante comunque la tecnica acquarellata e gli amanti del kitsch epico troveranno pane per i loro denti. (Emanuele Rauco)
TRAILER
Grunt!
Regia: Andy Luotto (Ita, 1983) Scene di vita parodico-preistorica e lotte tra cavernicoli per la conquista di un uovo magico. Andy Luotto, all'apice della sua notorietà, sembra voler rifare Il Cavernicolo di Carl Gottlieb in salsa italiana, ma senza tenere in giusto conto una cosa: il confine tra demenzialità e sciocchezza è molto, molto labile. Così labile che Luotto (apparentemente l'uomo giusto per un'operazione simile) non lo vede, e sbaglia tutto nell'unica cosa che poteva salvare il film, la comicità e le trovate surreali, sostituite da gag bambinesche e idee che sembrano arrabattate alla bell'e meglio. E se la comicità latita e la sceneggiatura pure, anche la regia non è da meno, “galvanizzata” da un cast di attori che si limitano a fare facce buffe. Sia chiaro, Luotto ci piace ed è davvero un peccato che al cinema non abbia mai ingranato come si deve, ma questo Grunt è davvero insalvabile. (Daniele 'Danno' Silipo)
INVENZIONE 5
SOMMARIO: 1- SauroMovie - PARTE 1
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