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SauroMovie #2
Scritto da A. Avvenengo, E. Rauco, J. Coccia, D. Silipo   
Tuesday 30 November 2010

Sauromovie, viaggio nel miglior cinema di ambientazione preistorica. In questa seconda parte: Quando le donne avevano la coda, 10.000 AC, La guerra del ferro – Ironmaster, I padroni del mondo.

 

Cos'è SauroMovie:

SauroMovie: itinerario a puntate dedicato al miglior cinema di ambientazione preistorica, genere sottovalutato ma prodigo di visioni bizzarre. L’uomo ha mai convissuto con il dinosauro? Le cavernicole erano davvero bionde e strafighe? Nella preistoria esisteva già la voce fuori campo? Se tali questioni vi arrovellano togliendovi anche il sonno, Sauromovie è proprio quello che fa per voi...
Buona lettura!

 


 

LEGENDA

 

Anacronismi Pin up preistoriche Parodia
Azione brutale Convivenza uomo/dinosauro Elementi fantasy
Cavernicolo incompreso Tentativo di verosimiglianza Senza parole

 


 

Quando le donne avevano la coda

Regia: Felice Festa Campanile (Italia, 1970)
Edizione Italiana: DVD 01 Distribution


Soggetto di un insospettabile Umberto Eco e sceneggiatura firmata Lina Wertmuller (curiosamente i due doppiatori dei protagonisti sono Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, interpreti due anni dopo del suo cult Mimì Metallurgico). Sette grotteschi uomini preistorici si arrabattano come meglio riescono nelle quotidiane incombenze dell'età della pietra, tra ricerca di cibo, scoperta del fuoco e invenzioni che non vogliono funzionare. A far saltare gli equilibri, la cattura della conturbante preistorica Senta Berger e la sua iniziazione del bel Ulli (Giuliano Gemma) ai piacere sessuali. L'invidia degli altri uomini comporterà la fuga dei due amanti e mille altre peripezie, ma l'happy end ormonale è dietro l'angolo per tutti. Quando le donne avevano la coda è l'avanguardia della commedia sexy trasportata in una preistoria fatta nel cortile di casa, con un paio di bestie prese in prestito dallo zoo cittadino e scenette tanto camp quanto leggere. Mai volgare, nonostante il divieto imposto ai minori di 14 anni, gioca con le tematiche sessuali con fare ludico e allegro, dialoghi costruiti intorno a un gramelot preistorico tanto triviale quanto divertente, e il mestiere comico dei vari Lino Toffolo, Renzo Montagnani, Lando Buzzanca e Aldo Giuffrè. Anche se, bisogna dirlo, una sforbiaciata di venti minuti in sala montaggio non avrebbe fatto che bene. Vanta un sacrosante sequel: Quando le donne persero la coda, reprise dove i nostri affrontano gli scogli dell'evoluzione sociale. (Andrea Avvenengo)

TRAILER

 


 

10.000 AC

Regia: Roland Emmerich (Usa, 2008)
Edizione Italiana: DVD Warner Bros


D’Leh è riuscito a conquistare la donna della sua vita e lo scettro di capo della tribù: ma deve il tutto più alla fortuna che al coraggio. Troverà pane per i suoi denti quando i demoni neri rapiranno e stermineranno la tribù, e il nostro eroe dovrà partire alla ricerca della bella Evolet. Ambientato in un’epoca senza tempo, checché ne dica il titolo, il film racconterebbe un mondo senza frontiere né distanze culturali, senza sovrastrutture economiche o politiche, in cui gli unici valori a vincere sono l’amore e l’onestà: si possono fare guerre per amore e non si può morire se aiutati dalle forze dell’animo e degli spiriti. Se già i temi in sé sono abbastanza stucchevoli, la realizzazione è a dir poco scadente: un prodotto di banalità e ripetitività notevoli che spreca la ricchezza della produzione e le occasioni di spettacolo con una messinscena puerile e un tono narrativo scadente, che copia ovunque sia possibile (da Apocalypto a Jurassic park) con immagini e “invenzioni” (se così si possono chiamare tacchini giganti che danno la caccia) atte a stupire ad ogni costo. Un bignami di stupidaggini più che un film d’avventura, in cui la depressione del livello cinematografico non è aiutata da un cast di attori che sembrano molto svogliati. (Emanuele Rauco)

TRAILER

 


 

La guerra del ferro – Ironmaster
(aka Vindicator - La guerra del ferro)

Regia: Umberto Lenzi (Italia, 1982)
Edizione Italiana: DVD Cecchi Gori


In un momento imprecisato della preistoria, il guerriero Vud, capitato per caso nei pressi di un vulcano in eruzione, scopre il ferro e le sue proprietà belliche. Tornato indietro con un’arma invincibile rispetto a quelle di legno, guida la sua tribù alla conquista della vallata, sottomettendo le altre comunità per renderle schiave. A metà fra il virile Conan il Barbaro (1982) e il cerebrale La guerra del fuoco (1981) di Jean Jaques Annaud, il fantasy-preistorico del bravo Lenzi non delude le aspettative, dando forma originale all’ispirato soggetto di Luciano Martino e Alberto Cavallone. Il cast artistico, bizzarro come pochi, vanta al fianco dei veterani George Eastman (Luigi Montefiori), William Berger e Nello Pazzafini, personaggi come Pamela Prati (accreditata come “Pamela Field”) e il culturista Sam Pasco, comprensibilmente sparito nel nulla dopo questa pellicola. Escludendo l’epilogo tediosamente pacifista, lo script brilla qua e là di momenti azzeccati: uno per tutti, la scoperta involontaria del prezioso metallo, idolatrato come una divinità ed origine suo malgrado di inarrestabile violenza. Le riuscite scenografie di Antonello Geleng (Cannibal Holocaust) compensano con abilità l’anonima fotografia, punto dolente di un budget evidentemente risicato all’osso. Tuttavia il prodotto presenta una propria, definita forma filmica. Non poco, considerando l’annus horribilis in cui fu girato. (Jacopo Coccia)

TRAILER

 


 

I padroni del mondo

Regia: Alberto Cavallone (Italia, 1983)
Edizione Italiana: fuori catalogo


Ultimo incredibile film del regista di culto Alberto Cavallone (Spell, dolce mattatoio, Blue movie) che si conferma autore imprevedibile e fuori da ogni logica di mercato. Questo suo I padroni del mondo si muove sulla falsariga del più noto La guerra del fuoco (1981) di Jean Jaques Annaud, tentando di ricostruire qualcosa di altamente verosimile e proponendosi come una sorta di documentario sulla vita nelle caverne (e sotto quest’ottica, l’assoluta povertà di mezzi con cui il film è stato girato, è un punto a favore). La storia (molto esile) riguarda un giovane cacciatore che, rimasto in fin di vita dopo uno scontro, verrà curato e riportato in forze da un gruppo di neanderthaliani; una volta guarito si unirà al nuovo gruppo per combattere una tribù avversaria molto selvaggia. Il tutto raccontato senza che venga proferita mai parola (se si eccettua la voce fuori campo introduttiva), con lunghi intermezzi di vita quotidiana e con la macchina da presa che, in perfetto stile documentario, è sempre vicinissima all’azione e attenta ai particolari. Cavallone mette in scena una preistoria ripugnante e brutale, un mondo dominato dalla superstizione, dalla violenza e dai grugniti, dove i cavernicoli si muovono guerra a vicenda urlando come ossessi e decapitando i nemici per poi mangiarne il cervello. Ma alla fine, pur applaudendo il coraggio di Alberto Cavallone, la noia domina su tutto. Musiche di Dario Baldan Bembo (quello che cantava L'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è). (Daniele ‘Danno’ Silipo)

 


 

 

INVENZIONE 3
Il bagno in tasca


Visto in: Gremlins
Tutto quello che serve per l'igiene personale in una comoda scatoletta multiuso. Attenti al dentifricio... schizza!

 

CONTINUA...

 

 

SOMMARIO:

1- SauroMovie - PARTE 1

 

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