| Greek Erotica #2: Gisella Dali |
| Scritto da Nicola Roumeliotis | |
| martedì 23 febbraio 2010 | |
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Greek Erotica, alla scoperta di alcune pagine disperse del cinema greco. In questa seconda parte: il 'sogno proibito' Gisella Dali e suoi film più piccanti.
Gisella Dali
Donna fortemente sensuale, la Dali, è riuscita a imporsi facilmente nel filone erotico greco che, all'epoca, era dotato di grande seguito nei cinema ellenici e spaziava tra vari generi: dal thriller al poliziesco, tutti rigorosamente conditi con molte scene di sesso (le sale erano quelle mainstream visto che la vera pornografia era vietata in Grecia). Per la verità Gisela Dali non ha iniziato la sua carriera pensando al cinema erotico: pur interpretando quasi sempre l’oggetto del desiderio, i suoi primi film erano delle commedie popolari. Alta, formosa e maliziosamente bionda, Gisela era sempre la donna “facile” oppure l'ammaliatrice che, alla fine del film, veniva sconfitta dalla protagonista mora, brava e (possibilmente) vergine.
I film
Nel 1970 gira ben due film: Oso yparhei erotas (t.l. Fin che l'amore esiste) ed Erotas dihos synora (t.l. Amore senza frontiere), due melodrammi erotici senza particolari meriti. Il regista del primo, Omiros Efstradiadis, il guru del cinema greco softcore, nota l'attrice (piuttosto disponibile) e la dirigerà in Kynigimenoi erastes (t.l. Amanti in fuga, 1972), uno dei suoi film più spinti, dove la Dali riprende il personaggio di mangiatrice d’uomini e ha una scena molto hot con il protagonista Phaedon Georgitsis. L’attrice ha lavorato con tutti e tre i registi più interessanti del softcore greco. Dopo Efstradiadis segue, nel 1971, Ilias Milonakos con il quale gira il fondamentale O kyklos tis Anomalias (t.l. Il cerchio della perversione) accanto ad Antonis Liotsis. Interpreta una moglie che uccide il marito ricchissimo e vuole scaricare la colpa sulla figliastra. Thriller erotico con alcune scene di sesso in cui pero', la nostra, non si leva mai gli slip!
Prima del suo ritiro dagli schermi in un'isoletta dell'Egeo (come quelle che spesso diventavano cornici dei suoi film), è l'interprete de I spilia tis amartias (t.l. La caverna del peccato, 1978) di Giorgos Papakostas, uscito nelle sale in doppia versione: quella hard oggi si trova in dvd con il titolo Kaftes Diakopes (t.l. Vacanze calde). La Dali è ovviamente insertata da una controfigura e ha una scena di sesso molto calda dentro un barile! Da allora e per più di vent'anni, non si è più vista né sentita. Fino al 2004, quando la troviamo nel cast della satira erotica e d'autore Testosterone firmata dal bravo Giorgos Panousopoulos. Un film che parla di erotismo: Gisela Dali, la più peccaminosa di tutte, non poteva certo mancare.
A cura di Nicola Roumeliotis
PRIMA PARTE - Greek Erotica #1: Anna Fonsou
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Marco Giusti, sull’ormai fondamentale dizionario di "Stracult", nella scheda del film Lesbo di Edoardo Mulargia - pellicola girata proprio sull'isola del mare Egeo - citando il cast si chiede chi fosse una delle protagoniste: Gisela Dali. Forse è arrivato il momento di svelare a Giusti, e non solo, che la signora Dali è stato il sogno proibito e particolarmente peccaminoso di ogni greco dai venti ai sessant'anni, generazione verso la quale, la bella Gisella, è stata particolarmente generosa.
Il tutto è cominciato nel 1969 quando il suo compagno di allora, il regista Dimis Dadiras, la lancia come simbolo del sesso con Kafti ekdikisi tou sex (t.l. La calda vendetta del sesso, 1969). Pura sexploitation, la pellicola ha avuto anche un remake italiano per la regia di Joe d'Amato dal titolo Emanuelle e Francoise le sorelline.
Ma Gisela Dali ha dato il meglio di sé lavorando con Pavlos Parashakis, che l'ha diretta in ben tre film: Mirella, i sarka tis idonis (t.l. Mirella, la pelle della lussuria, 1973), Daimones tis vias kai tou sex (t.l. Demoni della violenza e del sesso, 1973) e Aimilia, i diestrammeni (t.l. Emilia, la perversa, 1974). Sono tre thriller con molta violenza e parecchio sesso in cui la Dali si trova estremamente a suo agio sia con le scene d'azione che con quelle piccanti. Nel primo interpreta una moglie che uccide il marito ricco per trovare la felicità con l'amante, nel secondo rimane invischiata in una storia di ricatti e rapine, nel terzo (s)veste i panni di una maestra con un'intensa vita sessuale, che la porta a uccidere i suoi amanti.



















