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Futurismo cinematografico: un mondo agitato
Scritto da Jacopo Coccia, Emanuele Rauco   
Tuesday 19 January 2010

In occasione della rassegna "Un mondo agitato: il Futurismo e il cinema" (tenutasi il mese scorso al Cinema Trevi di Roma), siamo andati alla (ri)scoperta dei più curiosi corti futuristi, e non solo...

 

IL FUTURISMO E IL CINEMA

Nel 1916 venne pubblicato il Manifesto della Cinematografia Futurista firmato da Marinetti, Corra, Ginna, Balla, Chiti e Settimelli. Si sosteneva come il cinema fosse "per natura" arte futurista. Un'espressione artistica libera, mobile e inafferrabile, che rispecchiava in pieno lo spirito del movimento: un cinema, come sottolineeranno gli stessi futuristi, fatto di "viaggi, cacce e guerre", all'insegna di uno spettacolo "antigrazioso, deformatore, impressionista, sintetico, dinamico, parolibero". Il Futurismo fu la più grande corrente avanguardista che l’arte e la cultura italiana abbia prodotto nel dopoguerra, o meglio l’unica corrente propriamente strutturata, riunita attorno a delle figure chiave e con un programma e una serie di manifesti – fin troppi – attorno ai quali organizzare le proprie pratiche. E in Italia, il rapporto tra le teorie avanguardiste e la pratica - come fosse riflesso di un’indole nazionale – è deficitario, lento e spesso poco proficuo, se è vero che il maggiore impulso al cinema futurista (e in parte anche alla letteratura e alle altre arti) viene soprattutto dall’Unione Sovietica.

Ma l’interessante tre giorni che la Sala Trevi ha dedicato al Futurismo e al suo rapporto con il cinema, è riuscita anche a illuminare appassionati, studiosi e spettatori sulla via italiana al cinema d’avanguardia, che ha preso due strade diverse: quella della libertà espressiva di un cinema che gioca con immagini, suoni, ritmi e quella opposta, ma altrettanto coerente, che ricerca gli ideali della società e della cultura futurista nella civiltà contemporanea. Ciò che tuttavia sorprende è il gusto esplicito, quasi divertito, per storie e situazioni legate - non solo per tematiche - al mondo della settima arte (come Una tragedia al cinematografo del 1913). Si parla di cinema nei cinema. I personaggi si incontrano al cinematografo, ne apprezzano senza superficialità la magia, vi ricercano emozioni che presuppongono la conoscenza stessa del mezzo. Si delinea in sostanza il ruolo dello “spettatore” cosciente: non l'ingenuo operaio che fugge spaventato di fronte all'arrivo del treno alla stazione di La Ciotat, bensì un attento fruitore di meccanismi narrativi (spesso di natura comica) di cui si comprende in profondità il senso.

Le brevissime pellicole – cortometraggi, estratti, cinegiornali, esperimenti – che la rassegna ha presentato, più che illustrare i fiori della poetica futurista, hanno tracciato un percorso tra le tendenze e le correnti tematiche interne. Le poetiche e le teorie del Futurismo influenzarono la civiltà e la società coeva, come dimostrò l’aggregazione – spesso interessata e fraintesa – al Partito Fascista, l’amore per la guerra e altri dati contraddittori. Alcuni cinegiornali dell'epoca mettono tutto ciò nella giusta prospettiva, aiutandoci a capire come il ciclone futurista, se non riuscì a dare i frutti sperati, riuscì però a estendersi presso la popolazione e la cultura “media”, grazie proprio all’appoggio del regime: significativo il cinegiornale dell’Istituto Luce in cui si racconta enfaticamente l’impresa transoceanica di Italo Balbo, o l’altro in cui si romanza sfacciatamente il volo su Vienna di D’Annunzio.

Una serie di documenti introvabili e curiosi che, sebbene estremamente ricettivi al lato formale dell'arte cinematografica (il montaggio sempre curatissimo, talvolta sperimentale, è indicativo) e ricchi anche di originali analisi sociali e antropologiche del proprio contesto storico, sottolineano però i limiti di una tendenza artistica e culturale che non è riuscita a costituirsi come movimento vero e proprio (a differenza delle altre avanguardie storiche). Non è riuscita a sopraffare la mancanza di una scuola artistica – almeno in campo cinematografico – che gli consentisse di crescere coerentemente.

 


 

LE OPERE

 

L'ILLUSTRE ATTRICE CICALA FORMICA
(1920, 30' regia di Lucio D'Ambra)
Tratta dalla celebre favola di Jean De La Fontaine, l'opera scritta e diretta dal romano D'Ambra, rielabora (con il dovuto umorismo) il cliché narrativo dell'artista incompreso che raggiungerà, dopo tante delusioni, l'agognata notorietà. Cicala Formica (Lia Formia) vuole diventare un'attrice cinematografica. Inizialmente la famiglia tenterà di distoglierla dall'obiettivo ma, dopo aver compreso la forte determinazione della ragazza, diverrà complice di un progetto incredibile: acquistare una cinepresa e girare finalmente il capolavoro cui sarà protagonista l'aspirante attrice. Tutto sembra funzionare ma, alla proiezione pubblica dell'opera, un problema tecnico farà girare la pellicola al contrario. Il film, da drammatico, si trasformerà imprevedibilmente in una commedia. L'opera, il cui metraggio supera di gran lunga i prodotti coevi, inizia come le più banali commedie familiari: presentazione dei personaggi (piuttosto caricaturali), schermaglie, amori e delusioni. Eppure dal momento in cui fa capolino il meta-cinema tanto amato dai futuristi – un film nel film, girato con invidiabile auto-ironia – la vicenda prende respiro e l'asse comico incentrato sui personaggi, si sposta progressivamente verso una bonaria satira nei confronti dell'embrionale star system nazionale. La regia, per nulla superficiale nonostante si tratti di una commedia brillante, regala incredibili soluzioni visive, incentrate soprattutto su frequenti inquadrature che “incorniciano” i volti degli attori negli oggetti scenografici.


AL CINEMATOGRAFO GUARDATE... MA NON TOCCATE
(1912, 5', regista sconosciuto)
Eccellente esempio di opera comica ambientata quasi totalmente in una sala cinematografica. Un uomo della media borghesia si invaghisce di una elegante dama incontrata per caso all'angolo di una non precisata cittadina. La pedinerà da una boutique di abiti femminili fin nel buio di un cinema, dove inavvertitamente il corteggiatore farà le proprie avances proprio al fidanzato della bella signora. Incredibile constatare la modernità delle gag, costruite per lo più su equivoci grotteschi, e il sottile erotismo che accompagna tutta la vicenda rappresentata. Il nobile, interpretato dall'attore Enrico Vaser, delinea senza mezze misure una figura maschile immatura, impacciata e invadente, antesignano insospettabile della caratteristica deriva maschile nell'ancora lontana commedia sexy.

 

CRETINETTI E GLI AEROMOBILI NEMICI
(1915, 16’, André Deed)
Cinema tipico degli albori che, pur non sperimentando le vie indicate da Marinetti e soci, ne prende gli influssi per adattarli a forme più popolari e di massa. Come il personaggio di Cretinetti, interpretato da André Deed (nella foto), che in una comica del ’15 si protegge dall’attacco degli “aeromobili nemici” distruggendo il proprio matrimonio e l’edificio dove si svolge il banchetto.

 

UN MATRIMONIO INTERPLANETARIO
(1910, 13’, Enrico Novelli)

Divertente e quasi straniante film del 1910 diretto da Enrico Novelli a un anno dal manifesto del futurismo e sei anni prima del manifesto della cinematografia. Un matrimonio interplanetario rilegge le splendide fantasmagorie di George Meliés applicandovi i canoni tutti italiani del melodramma (pur ironico) e la nascente ossessione per le macchine, i marchingegni, i meccanismi, ma anche sperimentando l’uso di un montaggio analitico ancora agli albori in Italia.


LUCI DI STAZIONE e STRAMILANO PRESENTATO DA ZA BUM
(1929, 15’, Corrado D’Errico)
Alcune delle opere più significative si pongono sulla scia dell’avanguardia russa (che del Futurismo farà la propria bandiera), segnando la più evidente eredità tanto del futurismo quanto del kinoglaz di Vertov. Cineocchi meno radicali e sperimentali, ma molto interessanti per la composizione plastica del materiale visivo (vetri, luci, fumi e riflessi) che non deriva da una ricerca di verità (pravda, per dirla come il maestro sovietico), ma dall’amore per la città e la civiltà tipicamente futurista.

 

VELOCITÁ (1930, 12’, Tina Cordero, Guido Martina, Pippo Oriani)
RADIOGIORNALE N°5 (1933, 10’, Giorgio Simonelli)
Sinfonie libere e genuinamente sperimentali, vere e proprie costruzioni ritmico-musicali, che giocano con le tecniche del cinema ma anche con teorie ardite della musica concreta per sfruttare al massimo le possibilità del montaggio sonoro e visivo, nonché il controllo stilistico/formale sull’opera.

 

LA STORIA DI LULÚ
(1909-10, 7’, Arrigo Frusta)

Il film più sorprendente, un’ironica sperimentazione che nulla ha a che vedere col Futurismo in senso stretto. La vita di una donna condensata in 7 minuti, vista solo attraverso i suoi piedi e le sue scarpe. Come a dire: altro che velocità e cosmogonie tecnologiche, ciò che fa andare avanti il mondo è solo la forza dei nostri piedi.

 


 

IL PROGRAMMA DEL CINEMA TREVI

(21-23 Dicembre '09)

 

"Un mondo agitato: il Futurismo e il cinema"

 

lunedì 21
ore 16.30
Il cinema: antigrazioso, deformatore, impressionista, sintetico, dinamico, parolibero
Una tragedia al cinematografo (1913, 5');
Al cinematografo guardate… ma non toccate (1912, 5')
Copie provenienti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino

a seguire
L'illustre attrice cicala formica di Lucio D'Ambra (1920, 30')

ore 17.20
Futurismo & Futuristi. Palazzo Grassi di Gianni Amico(1986, 39'); Futurismo, che passione di Silvana Palumbieri (2009, 38')
Per gentile concessione di Rai Teche

Serata cinefuturista
ore 19.00
La Conquista delle stelle
Un matrimonio interplanetario di Enrico Novelli (1910, 13' )
Copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino

a seguire
Poupées électriques
La storia di Lulù di Arrigo Frusta (1909-1910, 7')
Copia proveniente dalla Cineteca del Friuli

a seguire
Guerra sola igiene del mondo…
La paura degli aeromobili nemici di André Deed (1915, 16')
Copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino

a seguire
Les Dieux s'en vont, D'Annunzio reste
Volo su Vienna (192?, 5')

a seguire
Milano tradizionale e avanguardista
Stramilano presentato da Za Bum di Corrado D'Errico (1929, 15')
Per gentile concessione di Cinecittà Luce

a seguire
Zang Tumb Tumb
Velocità di Tina Cordero, Guido Martina, Pippo Oriani (1930, 12')

a seguire
Un mondo agitato
Radiogiornale n. 5 di Giorgio Simonelli (1933, 10')
Copia ritrovata e restaurata dalla Cineteca Nazionale

a seguire
Il paesaggio e l'estetica futurista della macchina
Terra, mare, cielo: Velocità (1934, 5')
Copia proveniente dall'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa di Ivrea

ore 20.30
Marinetti, De Amicis e Majakovskij
I poeti e gli scrittori futuristi ed avanguardisti donano a Marinetti un'automobile a Torino (Cinegiornale Luce, maggio 1934, 18")
Per gentile concessione di Cinecittà Luce

a seguire
Il sogno del futuro di Italo Moscati (1986, 56')
Per gentile concessione di Rai Teche

a seguire
La signora e il teppista di Evgenij Slavinskij, da La maestrina degli operai di Edmondo De Amicis, con Vladimir Majakovskij (1918, 35')

ore 22.10
Totò, Bonaventura e Petrolini
Il medico per forza di Campogalliani. Petrolini prova il finale del film (Rivista Cines n. 1, 1'40"); Provino di Totò (Rivista Cines n. 4, 1'33"); Il Sig. Bonaventura e Pierino, il fantoccio automatico oltremanica (Rivista Cines n. 18, 3'); Petrolini di Alessandro Blasetti e Carlo Campogalliani (1949, 71')

martedì 22
ore 17.00
Documentari sul Futurismo
Il futurismo di Emilio Lavagnino (1959, 10'); La pittura di Boccioni di Maria Cristina Gagliardo (1994, 11'); Fantapittura di Prampolini di Carlo Di Carlo (1972, 10'); I pittori con le ali. Dall'aeropittura allo spazialismo di Paolo Scaglietto (1972, 10')

ore 18.00
Più belle della Vittoria di Samotracia
Sfilata di vetture Fiat a Ferrara (1909, 1'11"); Gran Premio vetturette di Monza (1922, 4'); La Fiat vince il Gran Premio di Francia (1922, 4'); Circuito di Brescia:la vittoria di Alessandro Cagno su Fiat 803 (1923, 2'46")
Copie provenienti dall'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa di Ivrea

ore 18.20
Futurismo e Fascismo
Mussolini agli stabilimenti Fiat (1923, 30'); Mussolinia di Sardegna di Raffaello Matarazzo (1933, 10'); Milizie della civiltà di Corrado D'Errico (1940-41, 14')

ore 19.30
Guerra sola igiene del mondo...
La presa di Zuara di Luca Comerio (1912, 10'); La guerra degli animali di Luca Comerio (1912, 17'); Sogno patriottico di Cinessino di Gennaro Righelli (1915, 9')

a seguire
Duello allo shrapnel di Enrico Vaser (1913, 11')
Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna

a seguire
La guerra e il sogno di Momi di Segundo de Chomon e Giovanni Pastrone (1917, 45')
Copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino

ore 21.30
I due Bragaglia
Vele ammainate di Anton Giulio Bragaglia (1931, 62')

ore 22.40
O la borsa o la vita di Carlo Ludovico Bragaglia (1933, 68')

mercoledì 23
La civiltà delle macchine
ore 16.30
Col ferro e col fuoco
Stabilimenti Fiat di Corso Dante (1911, 8'); Sotto i tuoi occhi (1931, 6')
Copie provenienti dall'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa di Ivrea

ore 17.00
Un mondo agitato
Capriccio di miliardario (1914, 58')
Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna

a seguire
Excelsior di Luca Comerio (1913, 12')

ore 18.20
Creature meccaniche e bambole elettriche
Amor pedestre di Marcel Fabre (1914, 10'); Le avventure di Pinocchio di Giulio Antamoro (1911, 54'); L'uomo proiettile (1927, 13'); L'uomo torpedine (1907, 6'); Il risveglio delle marionette (1914, 14'); Gek e Pompon (1921, 5'); La notte insonne di Topolino di Goffredo Alessandrini (1931, 41'); La bambola vivente di Luigi Maggi (1924, 40')

a seguire
L'uomo meccanico di André Deed (1925, 26')
Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna

ore 22.40
Totò, Bonaventura e Petrolini
Fermo con le mani di Gero Zambuto (1937, 73')
Per gentile concessione di Ripley's Film

 

 

SPECIALE A CURA DI JACOPO COCCIA, EMANUELE RAUCO

 

 
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