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Cinejoystick - parte 3
Scritto da J. Coccia, D. Silipo, R. Fontana   
Wednesday 07 April 2010

Il miglior cinema a tematica videoludica. In questa terza parte: Gamer, Arcade - Impatto Virtuale, Evolver, Wargames, Stay Alive.

 

 

GAMER

Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor (USA, 2009)
Durata: 95'


Kable è un ergastolano dal fisico possente. Nel 2037, per quelli come lui, esiste un’alternativa al normale decorso della pena: partecipare a Slayers per vincere la libertà. Slayers è un videogame, in cui viene creata un’autentica guerra all’ultimo sangue: grazie alla nanorobotica avanzata, ogni videogiocatore può collegarsi in tempo reale con la mente del personaggio scelto, pilotando il proprio avatar semicosciente attraverso il fake-world che fa da scenario alla battaglia, e tutto senza dover alzare il culo dalla poltrona. Il livello di difficoltà di questa nuova forma di intrattenimento (simile a una “realtà virtuale con conseguenze reali”) è parecchio alto, e la norma vuole che i personaggi vadano incontro a morte certa. Ma Kable è un osso duro e rivoluzionerà la società corrotta e sadica divenuta schiava della nuova tecnologia. Tutto ciò funge da filo conduttore all’interno del film Gamer che, trama a parte, si impegna a costruire un mondo dove il mercato videoludico ha un comportamento totalitario, in quanto influisce sull’economia, sugli stili di vita, e sulla moralità delle persone. Un mondo in cui è possibile, ad esempio, noleggiare il proprio corpo, mettendolo a disposizione per un videogame in stile Second Life, dove i comportamenti degeneri (risse, stupri e ogni sorta di eccesso) sono all’ordine del gioco. Insomma, un futuro poco auspicabile che vede la società fondersi con la realtà virtuale, in cui neppure un abile sociologo sarebbe in grado di distinguere la realtà dalla finzione. (Roberto Fontana)

TRAILER

 


 

ARCADE - IMPATTO VIRTUALE

Regia Albert Pyun (Usa, 1993)
Durata: 85' Edizione italiana: fuori catalogo


Ad alcuni ragazzi viene proposto di testare un innovativo videogame denominato Arcade, che promette di far avvicinare il vasto pubblico alle meraviglie tecnologiche della realtà virtuale. Difford (John de Lancie), l'incaricato della società, affida le consoles ad Alex Manning (Megan Ward) - una ragazza segnata dall'aver assistito al suicidio della madre - e ai suoi amici Nick, Greg, Bens, Laurie e Stilts, tutti accaniti videogiocatori. Ma Arcade non è un normale videogioco. Prodotta fuori tempo massimo della premiata ditta Full Moon, da sempre più in sintonia con prodotti di natura horror o fantasy, l'opera del navigato Pyun semplifica frettolosamente (e malamente) le basi stesse del mondo videoludico, fondate sull'imprevedibilità e molteplicità che caratterizza il susseguirsi degli eventi. Tutto appare pressappochistico, quasi soffocante, tanto nella realtà virtuale (resa attraverso sequenze di computer grafica imbarazzanti) quanto in quella quotidiana dei sei ragazzi. Girato quasi totalmente in interni, fotografato da insostenibili faretti incrociati e appesantito da dialoghi enfatici (obiettivo, un metraggio minimo di 85') Arcade si permette persino citazioni visive, dal primo Poltergeist (il monitor-prigione cyberspaziale di Greg) e dal disneyano Tron, prodotto ben undici anni prima eppure infinitamente più moderno. Interessante invece la presenza di un giovane Seth Green, all'epoca nemmeno ventenne, in una delle primissime prove attoriali extra-televisive. Nell'assoluto marasma insomma, convitato di pietra resta proprio il videogioco. (Jacopo Coccia)

TRAILER

 


 

 

STAY ALIVE

Regia William Brent Bell (USA, 2005)
Durata: 100' Edizione italiana: Medusa

Tutti i giovani che giocano al survival horror Stay Alive, muoiono come mosche. Hutch McNeil e la sua cricca di amici, decide di indagare sul mistero rischiando la pelle. La ghost story incontra la tematica videoludica e ne viene fuori un videogame “stregato” che miete giovani anime. Come in ogni cinejoystick dalle tendenze horror che si rispetti (vedi Impatto Virtuale e, in un certo senso, anche Evolver), l’unico modo per arrestare l’incubo è finire la partita. Tentativo interessante, risultato molto meno. La variante videogame poteva effettivamente dare un valore aggiunto al solito impianto da film slasher ma, piuttosto che sfruttare le strutture anomale della “narrazione” videoludica, il regista/sceneggiatore William Brent Bell sceglie di “sperimentare” vie più comode e per nulla interessanti, come l’utilizzo di un villain completamente e dichiaratamente in digitale. Inoltre, come si fa a non sentirsi presi in giro di fronte a una sceneggiatura così incoerente da cambiare continuamente “le regole del gioco” a suo piacimento? È un po’ come giocare a Resident Evil sapendo che il computer imbroglierà spudoratamente. (Daniele 'Danno' Silipo)

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EVOLVER - UN AMICO PERICOLOSO

Regia Mark Rosman (USA, 1995)
Durata: 95' Edizione italiana: fuori catalogo


Evolver è un videogioco in realtà virtuale dove, per vincere, bisogna uccidere alcuni robottini piuttosto bastardi. Kyle Baxter, teenager videomaniaco, vince il torneo indetto dalla casa di produzione del gioco, e come premio riceve la versione reale di uno dei robottini presenti nel videogame. Un giocattolone che spara palline di plastica e pare anche piuttosto imbranato ma che, ben presto, si rivelerà pericolosissimo scatenando il panico. Kyle e una sua giovane amichetta tenteranno di risolvere la situazione. Poco da dire sul versante videoludico (nel film è poco più di un pretesto), abbandonato quasi subito per entrare in un altro e più nutrito sottofilone della fantascienza, quello dello scontro uomo-macchina. C’è una discreta suspense, qualche dialogo maldestro e una fase finale troppo di mestiere ma, tutto sommato, come b-movie, si lascia guardare. (Daniele 'Danno' Silipo)

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WARGAMES - GIOCHI DI GUERRA

Regia John Badham (USA, 1983)
Durata: 108' Edizione italiana: Metro Goldwin Meyer


David è un talentuoso appassionato di informatica. Un giorno, dopo aver smanettato col suo pc, si collega a “Joshua” (l'evoluto calcolatore della Difesa degli Stati Uniti) che lo sfida a “giocare” alla guerra nucleare. David, ignorando chi sia in realtà il suo pericoloso interlocutore, accetta, salvo poi interrompere la partita quando comprende la gravità della situazione. Ma il super-computer, non sapendo distinguere il reale dal virtuale continua il gioco, mettendo in crisi tutto l'apparato difensivo americano. Campione assoluto d'incassi e film-manifesto per una futura generazione di geek informatici, il film di Badham (La febbre del sabato sera, Corto circuito) affronta il nascente boom videoludico attraverso una duplice lettura critica: da un lato si denuncia l'invasività sociale dei sistemi automatizzati, i cui limiti analitici rappresentano il maggior rischio per gli stessi artefici, d'altro canto si disamina, con profetica lucidità, la rivoluzione sociale delle reti di telecomunicazione (delle quali Internet diverrà negli anni icona storica e sociale). A tutt'oggi, una pellicola intrisa di ottime intuizioni e preziosi rimandi culturali (la guerra fredda, le prime sale giochi cittadine e soprattutto la paura del nucleare) che ben discostano dalle incongruenze di una fiaba dai risvolti pacifisti. A tal proposito, leggenda racconta che, in sceneggiatura, il ruolo del professor Falken fosse originariamente pensato per l'ex-Beatles John Lennon, purtroppo assassinato poco prima che il progetto cinematografico andasse in porto. (Jacopo Coccia)

TRAILER

 


 

L'ANGOLO DEL FAKE TRAILER parte 1

(Falsi film ispirati a noti videogame)

 

PAC-MAN: THE MOVIE

 

 

 

SOMMARIO:

1- CINEJOYSTICK - PARTE 1
2- CINEJOYSTICK - PARTE 2

 


Presto una nuova puntanta di Cine-joystick: ancora mondi vituali, ancora retrogaming, ancora videoincubi...

 


 

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