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Chi vuol esser Jesus Christ: nozioni di christploitation
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo, Roberto Fontana   
Tuesday 23 March 2010

Chi vuol esser Jesus Christ: la storia della christploitation cinematografica e i migliori film di "cristologia alternativa"

 

LE ORIGINI DELLA CHRISTPLOITATION

 

Intorno alla fine degli anni ’60, in ambito cinematografico, si diffuse il termine "christploitation" (già in uso in letteratura). Con tale espressione, veniva indicato un nuovo genere di film che sfruttava i messaggi e i precetti del cristianesimo, per veicolare tutta una serie di messaggi intrinseci.

Tra i pionieri della christploitation, si ricorda il regista Ron Ormond, che approdò al genere quando la sua carriera era ormai al tramonto. Sopravvissuto ad un incidente aereo, costui si avvicinò alla chiesa Battista, e in particolare alla figura del ministro Estus W. Pirkle, il quale approfittò della disponibilità di Ormond e della sua casa di produzione Ormond Organization, per tradurre in pellicola qualcosa di molto simile ad un manifesto del battismo. La prima conseguenza di questa immacolata collaborazione, fu il film del 1971 If footmen tire you, what will horses do?, ispirato alle prediche del reverendo Pirkle. Il film si sviluppa lungo tre episodi, e lancia un serio allarme sui pericoli derivanti dall’edonismo e dalla dissolutezza, imperanti nella cultura occidentale, profetizzando l’avvento del Comunismo Sovietico come punto di rottura, con tanto di cristiani perseguitati e torturati. Il film è cruento e sensazionalista, tanto da non risparmiarci stupri, percosse e strane operazioni col macete. In una sequenza del secondo episodio, tanto per capirci, un soldato russo afferra un bambino americano e gli innesta due canne di bambù nelle orecchie, così che in futuro non possa ascoltare i messaggi di Dio; il bambino, giustamente, vomita a più non posso dimenticandosi che la faringe è un organo delicato. Un altro frutto marcio dell’associazione a delinquere Ormond & Pirkle, è il film The burning hell (1974) che voleva incutere orrore tramite una visione dell’inferno di chiara matrice biblica, insomma, integralismo puro. Si tratta comunque di film poveri, in cui l’attenzione alla qualità della regia non è contemplata.

 

Nello stesso periodo, il cineasta Donald W. Thompson, di scuola evangelica, marciò sul fenomeno della christploitation, pensando bene di dare alla luce ben quattro film in serie, scritti da Russell S. Doughten Jr., produttore del noto cult The Blob. Siamo di fronte a prodotti più raffinati rispetto ai precedenti, tanto che l’impianto narrativo alla base della tetralogia risulta decisamente più complesso. A differenza di Ormond, che andava dritto al sodo, qui la morale religiosa è inserita in un contesto metaforico più delicato e meno invadente. La serie ha inizio nel 1972 con il fantareligioso A thief in the night, prosegue con A distant thunder (1978) e Image of the beast (1980), e termina nel 1983 con The prodigal planet, tutti collegati dalla successione cronologica degli eventi. Il terreno comune su cui si muove la serie, è la fine del mondo cristiano e l’inizio dell’era dell’Anticristo, quando “l’Assunzione” (fine ultimo dei giochi terreni secondo il fondamentalismo evangelico) ha portato in cielo i cristiani e lasciato i miscredenti sulla terra, a sorbirsi un nuovo impero di terrore e minacce. Ogni film ingrana una marcia diversa. I primi tre si focalizzano sul personaggio di Patty, donna profondamente razionale che non ne vuole sapere di inginocchiarsi di fronte a Cristo, mentre l’umanità (quando non può essere convertita) viene sottomessa dall’UNITE, una forma di governo totalitario. L’ultimo capitolo presenta uno scenario post-apocalittico in cui, i sopravvissuti (tra i quali qualche mutante e alcuni agenti del neo-governo), attendono che Cristo faccia la sua ultima mossa.

Con il passare del tempo, il dominio della christploitation si è esteso, e oggi con questo termine si tende a indicare tutti quei film che propongono versioni alternative e/o alterate della figura di Cristo, anche e soprattutto in chiave umoristica. Specie in questi ultimi anni, grazie anche alle produzione indipendenti, il fenomeno sta vivendo una nuova giovinezza fatta di “Cristi” danzerini, zombizzati o esperti di kung fu. Continuare a leggere per credere…

 


 

 

I CAPOLAVORI MODERNI

 

JESUS CHRIST VAMPIRE HUNTER

Regia Lee Demarbre (Canada, 2001)
Home video: inedito in Italia


Pura idiozia e infinita goliardia in una produzione “amatoriale” provenite dal Canada. I vampiri hanno scoperto come resistere alla luce del sole senza rimetterci le penne: basta indossare pelle di lesbica. Il risultato? Le lesbiche stanno sparendo dalla faccia della Terra e i vampiri se ne vanno in giro a mezzogiorno. Ma non tutto è perduto: Gesù (mandato a chiamare da un prete preoccupato) risolverà la situazione a suon di kung fu grazie anche all’aiuto di un wrestler messicano chiamato Santos. Jesus Christ Vampire Hunter è un novello z-movie con tutti i tratti distintivi del caso: trama improponibile, diffusa povertà di mezzi e tante idee malsane per sopperire alla generale lacunosità. Un must della christploitation moderna.

 

Trailer

 


 

ULTRACHRIST!

Regia Kerry Douglas Dye (Usa, 2003)
Home video: inedito in Italia


Cristo torna sulla Terra e scopre che siamo diventati tutti dei peccatori. L’ordine deve essere ristabilito ma serve un’idea nuova, un’idea moderna che lo renda appetibile anche in questi anni oscuri. Così, Cristo, vede la luce: indossa mantellina, tutina attillata e mutanda azzurra e si trasforma in un supereroe pronto a scontrarsi contro il male per il bene dell’umanità. Il demonio, dal canto suo, si sente minacciato dalla nuova venuta e cerca di frenare Ultrachrist scagliandogli contro i più pericolosi peccatori di tutti i tempi: Dracula, Hitler, Nixon e Jim Morrison. Ce la farà il nostro eroe a elargire il suo nuovo messaggio di pace e amore? Commedia demenziale low budget assurta al rango di cult in breve tempo, si pone nello stesso solco grossolano tracciato da Jesus Christ Vampire Hunter ma, rispetto a quest’ultimo, risulta molto più professionale e concreta. Tra citazioni di Terminator, coppie lesbiche, angeli ciccioni e super-gadget (come quelli di Batman, ma più cristologici), Ultrachrist si barcamena come può per non far mancare sorprese allo spettatore.

 

Trailer

 


 

JESUS CHRIST SUPERSTAR

Regia Norman Jewison (Usa, 1973)
Home video: DVD Universal


Da uno dei più famosi musical teatrali, uno dei più famosi musical cinematografici: Gesù Cristo, versione hippy, canta e balla con tutti gli apostoli a ritmo di rock, ripercorrendo tutte le tappe principali della sua vita. Trascinante, visionario, intelligente e mai effettivamente blasfemo è uno dei pochi esempi cinematografici di cristologia alternativa che può andar bene anche per un pubblico piuttosto vasto. Il ballettino semi-charleston intrapreso dal cicciottello nonché parecchio vanesio Erode e dal suo gruppo di drag queen, è un pezzo di cinema da antologia. Per film come questi c’è solo un aggettivo valido: capolavoro (della musica e della settima arte). [vai alla scheda completa]

 

Trailer

 


 

BRIAN DI NAZARETH

Regia Terry Jones (UK, 1979)
Home video: DVD Sony Pictures Home Entertainment


Ma lo sapevate che vicino alla stalla di Gesù bambino c’èra un’altra stalla con un altro pargolo di nome Brian? E lo sapevate che costui ha ripercorso in maniera quasi pedissequa la vita del Cristo, tirandosi addosso tutte le sfighe di questo mondo? A portare alla luce l’evento, disperso nei meandri della storia, sono i miticissimi Monty Python e quando ci sono loro di mezzo, si sa, lo spettacolo è garantito. Ironie a tutto spiano su religione, politica e famiglia, frammiste a improvvisi raptus di follia creativa e ingiustificata (a un certo punto compaiono pure gli alieni), il tutto condito da inarrivabili dialoghi non sense. Una delle più intelligenti e folgoranti ‘parodie’ della storia del cinema.

 

Trailer

 


 

TOTÒ CHE VISSE DUE VOLTE

Regia Ciprì e Maresco (Italia, 1998)
Home video: DVD Medusa


Un film “vietato a tutti” dalla censura italiana poiché accusato di oscenità blasfeme e quindi bloccato alla vigilia della sua uscita in sala per poi essere “liberato” con un vietato ai minori di diciotto anni: ecco quello che succede quando Ciprì e Maresco decidono di parlare del Cristo inserendolo nel loro tipico contesto decadente, scatologico e funereo… che goduria! Il film si compone di tre episodi ed è nel blocco finale che, i due registi palermitani, rileggono gli ultimi giorni di vita del messia. Totò, sorta di vecchio e malandato Gesù siciliano, si trova invischiato in una storia di mafia in cui Lazzaro è stato sciolto nell’acido dal boss locale e Giuda vuole il miracolo di trovare una donna. Visione forte per palati robusti dove il profano non si contrappone al sacro ma, sacro e profano, sono la stessa cosa.

 


 

 

ALTRE CRISTOLOGIE ALTERNATIVE

 

Mettersi a censire tutti i titoli che presentano figure cristologiche “alternative”, è davvero un'impresa ardua. Tuttavia, vale comunque la pena soffermarsi su alcuni titoli parecchio curiosi. Primo fra tutti, merita sicuramente una menzione J.C. di William F. McGaha (1972), in cui Gesù, rinato sulla terra come figlio di un fervente cattolico, durante l’adolescenza diventa un ribelle, si unisce a un gruppo di motociclisti e inizia un pellegrinaggio a base di LSD. Il tema della droga ritorna anche in un’altra produzione made in Usa, il disastratissimo e serioso J.C. in tha hood di Dale Stelly (2008). Nel film, quattro peccatori (una prostituta, un pervertito, un drogato e un alcolizzato), verrano salvati da Gesù. Film molto vicino alla christploitation delle origini: utilizzando un linguaggio giovanile rifila edificanti moralette e condanna i vizi dell’umanità (specie se non cristiana).

Anche in Italia ci siamo divertiti di brutto quanto a cristologie apocrife, è il caso di due piccoli cult “dispersi” come Povero Cristo di Pier Carpi (1975) e White Pop Jesus di Luigi Petrini (1980). Il primo - onirico, surreale e ambizioso - è interpretato da Mino Reitano (uno dei motivi che hanno reso il film così ricercato) che deve trovare le prove dell’esistenza di Dio ma scopre Gesù Cristo in se stesso. Il secondo è invece una sorta di musical cristologico all’italiana coreografato da Don Lurio. Un’opera delirante fin dalla trama: un pazzo è convinto di essere Gesù e, una volta fuggito dal manicomio, riuscirà anche a trovare degli apostoli. Altro titolo italiano di più facile reperibilità è Cercasi Gesù di Luigi Comencini (1982), interpretato da un Beppe Grillo che si troverà a fare il Cristo per caso. Generalmente considerato come la più clamorosa caduta di stile del noto regista di Pane, amore e fantasia.

Altro fenomeno particolarmente degno di nota è lo zombie-movie cristologico che annovera due titoli piuttosto espliciti: Zombie Christ di Andrew Whitwell Larrison e Zombie Jesus! di Steve Miller. Si tratta di due cortometraggi simili nel titolo ma diversi nella sostanza oltre che nella realizzazione: il primo è una produzione amatoriale, mentre il secondo ha un aspetto sicuramente più curato e professionale. In Zombie Christ viene riletta la resurrezione di Cristo in chiave zombica (con gli apostoli che devono difendersi e combatterlo), in Zombie Jesus!, invece, un Gesù claudicante e decomposto semina il panico in una piccola cittadina dei giorni nostri. Ma non finisce qui: un altro Gesù-zombi compare nel cortometraggio Beaster di Vin Morrone, in cui il messia, ritornato come morto vivente tre giorni dopo la crocifissione, si aggira in cerca di vendetta. Ancora zombi e ancora “cristi” anche in Gory Gory Hallelujah di Sue Corcoran (2003), horror-commedia musicale dove ben quattro Gesù si troveranno coinvolti in una situazione piuttosto zombesca.

 


 

 

VARIE DEGENERAZIONI VIDEO

Il fenomeno della christploitation è piuttosto sviluppato in quel di you tube dove, tra fake trailer e microfilm a tema, c’è veramente da perdersi. Di seguito i migliori.

 

Kung Fu Jesus

 

Terminator vs Jesus

 

Jesus will survive

 


 

Edizioni home video disponibili

 


 

A cura di Daniele 'Danno' Silipo, Roberto Fontana

 

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