Home arrow Speciali arrow Venezia 66 - Tutto il cinema bizzarro

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '397' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'397\'\n AND `published` = \'1\'
Venezia 66 - Tutto il cinema bizzarro
Scritto da Caterina Gangemi   
Monday 14 September 2009

Festival di Venezia 2009, tutto il cinema bizzarro in concorso e fuori concorso: Tetsuo the bullet man, Survival of the Dead, Repo Chick, The hole, Metropia e tanti altri...

 

Il festival

Basta soltanto considerare i premi assegnati, per avere conferma di quell’inesorabile declino del quale già da anni si aveva sentore. Già funestata dalla spietata concorrenza degli altri festival, più veloci nella corsa ad accaparrarsi le pellicole più ambite (vedi Cannes), questa 66esima edizione della Mostra Internazionale del cinema di Venezia, si è infatti conclusa così com’è iniziata: all’insegna di un’ottusa e massonica autoreferenzialità. Dei troppi – ben quattro – e tendenzialmente mediocri, italiani in concorso, merita tuttavia una segnalazione La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi, lodevole quantomeno per il coraggio di proporre un imperfetto ma suggestivo noir dalle atmosfere lynchiane. Decisamente più accattivante l’offerta estera, che ha visto in competizione una variegata offerta di titoli interessanti: è il caso del tetro The Road dell’australiano John Hillcoat (storico collaboratore di Nick Cave), col suo scenario post-apocalittico di rara crudeltà e un Viggo Mortensen da Oscar; dello humor caustico e perturbante di Todd Solondz che in Life during the wartime ripropone i personaggi dell’acclamato Happiness; o dell’avvincente action-movie Accident, prodotto da Johnny To e affidato alla regia di uno dei più promettenti talenti di Hong Kong, Soi Cheang. Se ne parla più dettagliatamente qui sotto, ma meritano comunque una menzione due grandi ritorni dal forte impatto: quello di George Romero e di Shinya Tsukamoto, e l’insolita doppietta di Werner Herzog che ha concorso con ben due film, Bad Lieutenant: Port of call New Orleans, con la rivelazione Nicholas Cage, e il visionario My son, my son..what have you done, prodotto da David Lynch. Tra le anteprime internazionali presentate fuori concorso, come non citare la strana coppia Clooney-McGregor nell’esilarante e grottesca satira lisergica di The men who stare at goats, del regista-attore Grant Heslov e, sempre in tema zoologico, Yonayona pengin, delizosa “pinguina” del genio dell’animazione Rintaro. Particolarmente ricca di suggestioni bizzarre è stata poi la sezione Orizzonti, che ha visto succedersi sullo schermo un po’ di tutto: dal delirio camp di Alex Cox, all’animazione filosofeggiante di Metropia; dal documentario sperimentale (Villalobos, di Romuald Karmakar, e The one all alone di Frank Scheffer), alla video arte di Peter Greenaway (presente con The marriage, dedicato al dipinto Le nozze di Cana) e dell’esuberante Pepperminta di Pipilotti Rist. Insomma, non si può certo dire che siano mancate piccole chicche e opere gustose, seppur spesso coperte dai titoli più strombazzati, tanto che il dubbio sorge spontaneo: è il Leone che ha smesso di ruggire, o gli hanno solo messo la museruola?

 


 

I FILM

 

THE HOLE

Regia Joe Dante Paese Usa
Genere Horror

Che il 3D sia ormai destinato a rappresentare la nuova frontiera dell’intrattenimento commerciale e della sperimentazione cinematografica, è ormai indubbio. E non vi si poteva certo sottrarre un vecchio volpone come Joe Dante, che non ha esitato a fare ricorso alla terza dimensione nel suo attesissimo The Hole. Solido horror per famiglie, il film si caratterizza immediatamente per un approccio vintage che rimanda, per stile e storia, alle migliori produzioni anni ’80 del regista. La storia, semplice e lineare, racconta di due fratelli che scoprono nella cantina della nuova casa un misterioso buco senza fondo dal quale sembrano scaturire fenomeni inquietanti. Dante dirige con abilità e astuzia all’interno di una sceneggiatura classicamente solida, riuscendo a tenere il ritmo e dosando humor e suspence, ma senza tuttavia sfruttare appieno le potenzialità della terza dimensione, relegata ad una funzione decorativa, scenografica, più che registica e narrativa.
Non particolarmente terrificante ma spassoso, The Hole, non avrà certo le carte per segnare l’immaginario orrorifico di una generazione, ma si offre comunque come un buon film per giovanissimi e teen-agers, grazie anche a un sottotesto edificante ma non scontato.

 


 

TETSUO - THE BULLET MAN

Regia Shinya Tsukamoto Paese Giappone
Genere Fantascienza, Azione

Disturbante e disperato, allucinato e sgradevole: l’uomo d’acciaio è tornato, ancora più potente, ancora più pericoloso. A vent'anni esatti di distanza dal primo capolavoro che l’ha reso maestro incontrastato del cybermovie d’autore, Shinya Tsukamoto aggiunge un terzo capitolo alla saga di Tetsuo, portando all’estremo la mutazione del suo personaggio qui trasformato in una mostruosa arma umana.
Sorretto da un impianto narrativo più solido rispetto ai precedenti, non esente da un certo didascalismo che probabilmente deluderà i fans più rigorosi, Tetsuo: The bullet man radicalizza il pessimismo post-atomico con l’innesto di una paranoia metropolitana da 11 Settembre, sullo sfondo di una Tokyo livida e alienante. Da ciò la scelta di un attore americano (Erick Bossick) e dell’inglese come lingua parlata nel film. Quanto alla trama, The bullet man rimanda direttamente al primo episodio, affidando ancora una volta a un mortale incidente automobilistico il compito di innescare, in un uomo educato a reprimere la propria rabbia, quell’impulso di vendetta che lo tramuterà in un grottesco groviglio di protuberanze e inserti metallici. Ma l’aspetto più affascinante resta l’immutata abilità di Tsukamoto nel disarticolare il corpo del film assieme a quello del protagonista, attraverso una destrutturazione visiva e sonora dal dirompente impatto. Montaggio sincopato, inquadrature rapide ed essenziali, musica martellante e clangori: Tetsuo si conferma portavoce di un’audace prassi estetica che trova la sua essenza nella metamorfosi e nella manipolazione, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza pre-cognitiva e sensoriale.

Trailer

 


 

SURVIVAL OF THE DEAD

Regia George A. Romero Paese Usa
Genere Horror

È riuscito a sorprendere ancora una volta, George Romero, aggiungendo alla sua saga dei “morti viventi” un nuovo, straordinario capitolo, rivelatore, a dispetto del tema trattato, di una ritrovata vitalità espressiva. I fatti hanno luogo in una piccola isola al largo del Delaware, dove un gruppo di soldati si trova nel mezzo di una sorta di faida che vede contrapposti i due clan dominanti, gli O’Flynn e i Muldoon. A scatenare le ostilità è l’atteggiamento da tenere nei confronti di “coloro che ritornano”: i primi caldeggiano lo sterminio per evitare contagi, mossi da compassione cristiana, i secondi vorrebbero invece tenerli legati e insegnar loro a mangiare carne non umana. Una storia cupa e spietata che chiude il dilemma morale (sparare ai vivi per risparmiare i morti, o viceversa) con un epilogo di raro pessimismo. Romero usa infatti il pretesto degli zombies per mettere in scena l’abbruttimento di un’umanità regredita a uno stadio di brutale e primitiva pre-civilizzazione, e lo fa attraverso un linguaggio che non è più quello dell’horror bensì del western classico, con tanto di duello finale. Quasi superfluo sottolineare l’impeccabilità della regia, che non risparmia immagini di memorabile truculenza, in un ritmo che non perde un colpo, al servizio di un’opera che forse non è un capolavoro, ma sicuramente ci si avvicina parecchio.

Trailer

 


 

REPO CHICK

Regia Alex Cox Paese Usa
Genere Grottesco, Commedia

Per chi ancora non lo conoscesse, potremmo descrivere il regista Alex Cox come un eccentrico gentleman britannico, dalla vaga somiglianza con l’attore William H. Macy. Più difficile da inquadrare è invece il suo cinema, che parte con la fulminante sperimentazione visiva e di genere di Repo Man, poi ripresa nell’insolito western Straight to hell, per poi cimentarsi nel documentario, nel bio-pic (l’ottimo Sid&Nancy che lanciò un giovanissimo Gary Oldman) e nella commedia, sempre all’insegna di uno stile originalissimo e coraggioso che non perde mai la sua caustica irriverenza. E conferma le migliori aspettative, l’attesissimo Repo Chick, che - come tiene a precisare Cox - non è un seguito del film d’esordio dell’84, nonostante i personaggi svolgano la stessa attività. Qui la protagonista è Pixxi De La Chasse (Jaclyn Jonet), rampolla di una ricchissima famiglia di Los Angeles: vanesia, egocentrica, viziata e spendacciona, che dopo esser stata diseredata si trova per caso a lavorare come recuperatrice rivelando un’abilità inaspettata. I guai però non tardano ad arrivare: proprio nel mezzo della missione più difficile, Pixxi e il suo sgangherato staff si ritrovano infatti al centro di un intricato complotto politico che coinvolge il governo e un improbabile gruppo terroristico.
Il film è interamente in green screen, per consentire la ricostruzione di una L.A. giocattolo, fatta di case di plastica, macchinine e trenini elettrici, al tempo stesso realistica quanto straniante come una sorta di Legoland o mondo di Barbie deformato e grottesco, in cui si muovono personaggi stravaganti ed eccessivi. Coloratissimo, un po’ bubble-gum, un po’ cartoon, Repo Chick nasconde, sotto l’involucro apparentemente frivolo della commedia e di un immaginario weird-pop (la stessa Pixxi è una sorta di caricatura di Paris Hilton), una sferzante satira politica e sociale degna del miglior John Waters. Spassosissimo e intelligente, con una straordinaria interprete femminile: un cultissimo da non perdere.

 


 

PEPPERMINTA

Regia Pipilotti Rist Paese Svizzera, Austria
Genere Commedia

Fantasmagoria, è forse il termine più appropriato per descrivere Pepperminta, ultimo lavoro dell’artista svizzera Pipilotti Rist. Impossibile da classificare, o anche solo osservare secondo i canoni del cinema narrativo “tradizionale”, il film si muove piuttosto nello spazio tra video arte, videoclip e performance, in un vortice caleidoscopico di corpi in movimento, situazioni paradossali e tanto, tantissimo colore, al centro del quale si trova la protagonista, Pepperminta. Occhi verdi e i lunghi capelli rossi: un ciclone di vitalità ed eccentricità. Un po’ Pippi Calzelunghe (da cui viene anche lo pseudonimo dell’autrice, all’anagrafe Elizabeth Charlotte), un po’ Cappuccetto Rosso, Pepperminta parla con la nonna attraverso uno strano carillon, ama la frutta e gli oggetti in tinta con la sua chioma, e ha un obiettivo: portare la felicità attraverso la liberazione dalle costrizioni mentali e sociali. Volendo azzardare un riferimento in ambito mainstream, si potrebbe paragonare il personaggio all’Amelie Poulain di Jeunet - sebbene il suo mondo, al cospetto, non sia poi così fantastico - per la visione ottimista e naif della vita, in assenza totale, però, di ogni stucchevolezza o leziosità. Pepperminta ha infatti un rapporto sensoriale con ciò che la circonda, e tocca, lecca, gusta e annusa, è a suo agio con ogni tipo di nudità, perfino quelle sfatte o senili, e suggella patti di amicizia con bevute di sangue mestruale. Una fiaba lisergica alla quale abbandonarsi senza troppa cerebralità.

Trailer

 


 

LA HORDE

Regia Yannick Dahan, Benjamin Rocher Paese Francia
Genere Horror

Delude e infastidisce, l'esordio nel lungometraggio dei francesi Yannick Dahan e Benjamin Rocher, con il loro La Horde, adrenalinico zombie-movie dalle derive particolarmente grand-guignolesche. La storia è quella di un gruppo di poliziotti corrotti (tre uomini e una donna) che, per vendicare l'uccisione di un loro collega, decidono di rendere pan per focaccia ai responsabili, andandoli a stanare dal loro rifugio situato in un palazzo fatiscente della banlieu parigina. Il piano, però, non funziona alla perfezione, e i quattro si ritrovano a dover fronteggiare non solo dei rivali particolarmente spietati, ma anche l'invasione di mostruosi esseri immortali e affamati di sangue. Braccati all'interno dell'edificio, le due bande non hanno altra scelta che fare fronte comune e combattere con ogni mezzo il misterioso nemico. Prematuramente bollato come cult dagli appassionati, La Horde è in realtà un modesto prodotto di genere, girato con diligenza in stile videoclip, dal plot telefonatissimo e dai personaggi inconsistenti. Un susseguirsi di urla e squartamenti che trova ed esaurisce la sua essenza nella continua carneficina, offrendo un’azione (se così si può chiamare il continuum di grida e frattaglie) fine a sè stessa, senza altre implicazioni o sottotesti.

Trailer

 


 

METROPIA

Regia Tarik Saleh Paese Svezia, Danimarca, Norvegia
Genere Animazione, Fantascienza

Stoccolma, 2024. Il mondo è sull’orlo del collasso energetico e, in Europa, l’unica rete di trasporto è costituita da una colossale metropolitana che collega le capitali. Una società alienante e disumana, dove il sistema economico è nelle mani di un’unica, grande multinazionale e dove la principale fonte di intrattenimento è Asylum, un inquietante reality-show il cui vincitore è premiato con un permesso di soggiorno. Qui vive Roger, impiegato in un call-center, la cui tranquilla esistenza viene a poco a poco sconvolta da strani episodi: dalla gelosia ossessiva verso la fidanzata, all’attrazione morbosa per la bellissima e irraggiungibile modella Nina. E poi ci sono le voci, sempre più insistenti, che si affollano nella sua mente impartendogli ordini contro la sua volontà. Allucinazione paranoica o cospirazione politica?
Inquietante e suggestivo incubo apocalittico tra Orwell e Kafka, Metropia, che segna l’esordio nel lungometraggio di finzione dello svedese Tarik Saleh, è un piccolo capolavoro dell’animazione che impiega le più avanzate tecniche di cut-out animation, al servizio di un’estetica retrò ispirata ai lavori di Yuri Norstein e ai primi film Disney. Notevole e di grande impatto il lavoro sullo scenario urbano, caratterizzato dal fumoso grigiore scandinavo che richiama atmosfere alla Blade Runner, e straordinaria l'espressività sui volti dei personaggi, a cui prestano le voci Vincent Gallo, Juliette Lewis e Udo Kier.

Trailer

 


 

MR. NOBODY

Regia Jaco Van Dormael Paese Canada, Belgio, Francia Genere Fantastico

Ha solo 9 anni, Nemo Nobody, quando i genitori decidono di separarsi, ponendo la sua esistenza di fronte a un bivio: seguire la madre in un altro paese, o restare col papà. Una scelta che, qualunque essa sia, avrà delle implicazioni ineluttabili sul suo futuro. E se invece avesse preferito l’altra opzione? Costato ben 37 milioni di euro, cifra spropositata per il mercato europeo, Mr. Nobody è un kolossal fantascientifico-sentimentale sul tema delle infinite possibilità della vita, diretto dall’eclettico belga Jaco Van Dormael. Straordinari e perfetti effetti speciali al servizio di una regia virtuosistica e ricca di trovate, creano un primo impatto di inaspettata spettacolarità e suggestione sul piano visivo e “sensoriale”. L’idillio, purtroppo, dura poco, dissolvendosi dopo mezz’ora dietro un pastrocchio superficiale dalle ambizioni filosofiche, che arriva a scomodare fisica quantistica e teoria della relatività per innescare triti sub-plot romantici dalla melensa prevedibilità. Niente peraltro, che non si sia già visto al cinema, da Donnie Darko a Sliding Doors, passando per Apri gli occhi e The Butterfly effect, perfino con qualche spruzzatina del Big fish di Burton. Vorrebbe essere visionario e onirico, risulta invece un pretenzioso esercizio di stile.

Trailer

 


 

IL CATTIVO TENENTE

Regia Werner Herzog Paese Usa
Genere Poliziesco

Definirlo soltanto cattivo, in questo caso è poco. Drogato, sessuomane frequentatore di prostitute, cinico e bugiardo: il cattivo tenente che Werner Herzog cuce addosso a un sorprendente Nicholas Cage, è piuttosto l'apoteosi della mostruosità. Accantonata l'iperrealistica crudezza dell'originale di Abel Ferrara (che sembra non aver gradito troppo il remake), del quale viene ripresa a grandi linee la trama, il regista tedesco si avvale magistralmente dell'impianto poliziesco convenzionale per insinuarvi uno sconcertante apologo sulla moralità, dal dirompente nichilismo. Terrence McDonagh è un reietto della società, un eterno perdente di stampo chandleriano, l'ultimo dei tanti outsiders che hanno affascinato l'autore, immerso in una New Orleans post-uragano particolarmente sordida e spietata, e circondato da un'umanità disperata e orrenda. E se Cage, ancora una volta, dopo Via da Las Vegas e Il ladro di Orchidee, si conferma perfetto antieroe, smentendo finalmente la fama di raccomandato, non da meno è il resto del cast impegnato in una galleria di personaggi altrettanto sopra le righe, abominevoli quanto compiaciuti della propria abiezione. Val Kilmer si riscopre con piacere, in un ruolo, seppur piccolo, finalmente all'altezza del suo talento, e il fido Brad Dourif si riserva una parte da sbirro disonesto. Un film formidabile: avvincente se si guarda al plot investigativo, spassoso per lo humor caustico che permea ogni battuta del protagonista, colto per chi vuol coglierci all’interno gli indizi del miglior Herzog.

Trailer

 


 

GORDOS

Regia Daniel Sánchez Arévalo Paese Spagna
Genere Commedia

Annunciato da un inappropriato clamore intorno alla presunta presenza di esplicite scene di sesso tra obesi, lo spagnolo Gordos, diretto dal versatile Daniel Sanchez Arévalo, è in realtà una godibile commedia dal retrogusto amaro, che affronta con garbo ma senza tabù, il rapporto di un gruppo di persone sovrappeso, col proprio corpo e la propria identità. Un divo della pubblicità in declino, dal confuso orientamento sessuale; una giovane promessa sposa, le cui pulsioni sessuali contrastano col fervente cattolicesimo del futuro marito; una donna in carriera che ha rinunciato all’amore e un poliziotto dal turbolento ménage familiare: in comune qualche chilo di troppo e tanta voglia di ritornare in forma. A farli incontrare saranno le sedute di terapia con l’empatico psichiatra Abel, attraverso il quale, ognuno di loro, cercherà di comprendere l’origine dei suoi disturbi alimentari. Diciamolo subito: Gordos non è solo un film sulla gente obesa. Approfittando del personaggio di Abel, Sanchez Arévalo stabilisce un legame tra il dimagrimento e la consapevolezza di sé: attraverso i chili di troppo i personaggi perdono infatti pian piano quelle sovrastrutture sociali, che fino ad allora ne avevano appesantito le esistenze, riuscendo finalmente a trovare il proprio Io. In alcuni casi, al prezzo di amare sorprese. Ottima la prova degli attori, al servizio di una sceneggiatura raffinata e sottile, che riesce a dosare con misura e intelligenza temi non banali come sessualità, religione e condizionamenti sociali, e di una regia abile nel gestire l’alternanza tra tempi comici e risvolti più drammatici.

Trailer

 

 

 

SPECIALE A CURA DI CATERINA GANGEMI

 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '46' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'46\'\n AND `published` = \'1\'

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU

 

 


 

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '48' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'48\'\n AND `published` = \'1\'

Cinema Bizzarro

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments` WHERE `contentid` = '48' AND `published` = '1'Table \'jos_easycomments\' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT count(*) FROM `jos_easycomments`\n WHERE `contentid` = \'48\'\n AND `published` = \'1\'

Ultimi commenti

DB function failed with error number 1194
Table 'jos_easycomments' is marked as crashed and should be repaired SQL=SELECT eco.`id`, eco.`contentid`, eco.`comment`, ct.`title` as ct_title FROM `jos_easycomments`as eco INNER JOIN `jos_content` AS ct ON ct.`id` = eco.`contentid` WHERE eco.`published` = '1' ORDER BY eco.`date` DESC LIMIT 6