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Portlandia
Scritto da Enrico Costantino   
Tuesday 03 April 2012

In breve Una delle comedy più divertenti e surreali degli ultimi anni, un po’ Little Britain, un po' Saturday Night Live, indubbiamente apprezzabile per quanto riguarda originalità e raffinatezza. Tra le guest star Steve Buscemi e Gus Van Sant...

 

Genere: Comedy
Creato da Fred Armisen e Carrie Brownstein Regia: Jonathan Krisel
Con Fred Armisen, Carrie Brownstein
Paese/Anno Usa 2010

 

Recensione

“The dream of the 90’s is alive in Portland” così si apre la prima serie (ad oggi siamo a due, con buone probabilità di rinnovo) di una delle comedy più divertenti e originali degli ultimi anni; prodotta da Lorne Michaels e in onda su IFC dal Gennaio dello scorso anno.

Le menti dietro al progetto, nonché i due interpreti principali sono Fred Armisen (Saturday Night Live, Easy Girl, Anchorman) e Carrie Brownstein (ex cantante e chitarrista delle Sleater Kinney), soli davanti alla macchina da presa per la quasi totalità dei venti minuti a puntata, in un susseguirsi di situazioni, personaggi e gag comiche senz’altro altalenanti quanto a risultati comici, ma indubbiamente apprezzabili per quanto riguarda l’originalità e la raffinatezza.

Un po’ Little Britain (soprattutto per quanto concerne lo stile comico, il gusto e la ricerca del travestimento) un po’ SNL (retaggio imprescindibile per quanto riguarda Armisen, uno degli autori, ma punto di riferimento costante per un certo tipo di comicità statunitense), “Portlandia” si sviluppa attraverso un susseguirsi di sketch, senza un’apparente linea logica, senza un filo temporale, con il solo fattore comune dell’ambientazione: Portland appunto, la città dove gli anni ’90 non sono mai finiti. Indossare pesanti camicie di flanella rimanendo a casa, sdraiati sul divano fino a mezzogiorno è ancora “Cool” come nel 1997.

Un universo di freaks più o meno divertenti e credibili, un po’ Slacker, un po’ Clerks: dalla coppia di lesbiche alla guida di una libreria specializzata in letteratura femminista, a una serie di camerieri che dire disturbati è poco, fino al primo cittadino di Portland (interpretato da quel Kyle McLachlan, che la maggior parte di voi ricorderà come attore-feticcio del buon David Lynch), continuamente ossessionato dalla rivalità con la ben più famosa e conosciuta Seattle, la regina del nord della costa ovest. Armisen e Carrie Brownstein sono bravi, ma la formula sul lungo periodo perde un po’ di incisività, donando al tutto un andamento piuttosto irregolare: momenti esilaranti alternati a situazioni che sanno più di riempitivo, minuti utili per raggiungere la durata richiesta dal formato televisivo scelto.

Ad arricchire il tutto, guest stars di altissimo livello: il già citato McLachlan, Steve Buscemi, Heather Graham, Gus Van Sant e molti altri, inseriti perfettamente in un ingranaggio ben oliato, funzionale allo scopo e senz’altro originale, che fa della surrealtà estrema la sua arma più tagliente. Sia chiaro infatti che il grande pubblico di massa troverà Portlandia di una stupidità disarmante, a tratti incomprensibile, ma questo non toglie che l’operazione sia da elogiare, soprattutto in un panorama comico terribilmente livellato in basso, drasticamente privo della benché minima idea. (Enrico Costantino)

 

 

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