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Via Selmi 72 - Cinemastation
Scritto da Jacopo Coccia   
mercoledė 22 aprile 2009

Regia A. Ettorre, G. Cacace, M. Diciocia

Genere Documentario

In breve Cinemastation, la videoteca più sovversiva della capitale, raccontata in viva voce da chi la frequentava. Incontri surreali del terzo tipo.

 

VIA SELMI 72 - CINEMASTATION

Genere Documentario Regia Anthony Ettorre, Giuseppe Cacace, Mauro Diciocia
Cast Angelo Puzzutiello Paese Italia, 2008
Produzione: Rueto Durata 53 min
web: www.rueto.it/viaselmi72.html

 

 

Ponte Mammolo, quartiere della periferia nord-est di Roma, i toni di grigio che sembrano avvolgere ogni cosa: edifici, negozi, strade, persone. In un contesto drasticamente lontano da feste del cinema, proiezioni all'aperto e cineclub d'autore il burbero e singolare Angelo Puzzutiello, cinefilo e collezionista incallito della "vecchia scuola", apre, col coraggio che solo un vero irresponsabile può vantare dentro di sé, la videoteca alternativa "Cinemastation", sita in via Selmi 72. Tra un whisky, una sigaretta e le chiacchiere accalorate di Angelo e compagni, svettano montagne di vhs e dvd impensabili: dalla filmografia di Takashi Miike a Takeshi Kitano, dalle follie di Jess Franco al trash divertito di John Waters. Un'oasi underground in uno dei quartieri più popolari di Roma, dove persino una catena come Blockbuster ha tentennato per anni prima di aprire un proprio centro di videonoleggio.

Angelo è stato un agguerrito e (forse) inconsapevole sostenitore delle potenzialità sociali e pedagogiche che una videoteca, nonostante la natura privata, possa vantare. Da Cinemastation passavano nell'arco della giornata - persino a notte fonda, considerando le proiezioni notturne - clienti appartenenti alle classi sociali ed economiche più disparate, incuriosite dalla possibilità di condividere con nuovi amici la visione di pellicole imprevedibili, lontane anni luce dai blockbuster americani, talvolta persino sottotitolate in inglese per la totale assenza di edizioni italiane.

A due anni dalla chiusura definitiva della videoteca, Angelo torna in Via Selmi e incontra nuovamente i volti, le voci, i sorrisi dei clienti che furono più fedeli a Cinemastation. Una sequela di testimonianze sospese tra il grottesco, lo spassoso e il malinconico che, anche senza il supporto di immagini originali della storica videoteca, lasciano immaginare ad occhi aperti il valore immenso e necessario della preziosa attività del grande Angelo. (Jacopo Coccia)

Scena del film

 

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