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Torino Nera
Scritto da Alessandra Sciamanna, Daniele 'Danno' Silipo   
Wednesday 28 October 2009

Regia Massimo Russo

Genere Noir, Grottesco

In breve Messe nere, polizia corrotta, detective trasandati e dottori malati di mente, in un mix di generi che tocca noir, commedia grottesca e horror.

 

Genere Noir, Grottesco Regia Massimo Russo
Cast Gualtiero Sacco, Federico Bava, Carlo Salandin, Andrea Maltese
Paese Italia, 2008 Durata: 90'
web: www.torinonera.it

 

Recensione

Durante una messa nera ci scappa il morto. Ad assistere al fatto, suo malgrado, si trova per caso il barbone Carlo - detto “lo Zozzo” – che finisce inseguito dagli assassini e per poco non ci rimette le penne anche lui. Sul caso, dopo un’iniziale resistenza, indagheranno il fascistoide e cocainomane vicecommissario Megretti e lo strambo detective privato, Teo Marchesi (conosciuto nell’ambiente come “il Laido”)…

È un mondo squallido e corrotto quello messo in scena dal regista Massimo Russo. Un mondo di poveracci inascoltati, di poliziotti arroganti, di detective arraffoni, di medici folli e nobili bastardi. Una galleria di personaggi borderline tratteggiati con gusto e tantissimo senso dell’umorismo, che un po’ provocano repulsione, un po’ smuovono pietà, un po’ suscitano simpatia. Personaggi che rappresentano il nucleo del film e supportano un impianto narrativo avido di generi, capace di mescolare assieme il noir con la commedia grottesca, l’horror con la parodia più chiassosa. Il tutto avvalorato da una regia sicura e di polso, che trova la sua massima espressione nell’adrenalinica e incredibile sequenza d’inseguimento automobilistico. E pensare che tutto ciò e costato solo 5000 euro. Per quanto ancora non del tutto compiuto e perfettibile, vale sicuramente qualche zero in più. (Daniele 'Danno' Silipo)

 

CONVERSAZIONE CON IL REGISTA MASSIMO RUSSO

Raccontaci qualcosa della lavorazione del film: come nasce Torino Nera, difficoltà e soddisfazioni.
Torino Nera nasce dall'incoscienza e dall'inconsapevolezza più assoluta, dalla necessità di realizzare un prodotto artistico, dalla voglia di raccontare una storia e soprattutto dei personaggi. Le difficoltà sono state infinite: il film è nato come un lavoretto tra amici, ma pian piano è diventato una cosa enorme, di cui si è perso presto il controllo. Un film come Torino Nera necessitava di una produzione grossa, esperta e con spessore economico. Invece ci siamo dovuti arrangiare, realizzando il tutto a budget zero, senza alcuna esperienza e senza mezzi. Le soddisfazioni sono state tante: ogni volta che superavamo una difficoltà, ogni volta che facevamo un passo in più, era un piccolo traguardo raggiunto. E poi il riscontro positivo del pubblico, tante risate, applausi e entusiasmo, è stata la soddisfazione più grande.

I personaggi del film hanno tutti un carattere ben definito, quasi fossero usciti dalle pagine di un libro. Come sono nati?
Ognuno dei personaggi rappresenta una sfaccettatura della cultura e della società italiana. Da questo punto di vista Torino Nera è una sorta di allegoria della nostra società: ognuno dei personaggi rappresenta una metafora politica, sociale e economica. Rappresentano anche una critica (deridente e scherzosa) alle brutture umane. Per creare questi personaggi ho osservato la gente, il mondo che mi circonda: mi sono ispirato a fatti reali, aneddoti e persone comuni. Ho anche parodiato e sovvertito degli stilemi cinematografici: non mi piace l'eroe lindo e pulito, è una figura noiosa (che palle Superman, è meglio Paperino), che non esiste. È più credibile che ogni persona abbia un difetto. Volevamo dei protagonisti cattivi e graffianti, come non se ne vedono ormai da anni nel cinema italiano, che fossero simpatici proprio perché estremamente eccessivi e difettosi.

Che tipo di lavoro hai fatto con gli attori, e che atmosfera si respirava sul set?
Gli attori sono tutti non professionisti: molti sono amici che si sono prestati volontariamente. Abbiamo fatto moltissime prove per ogni singola scena, finché non sono diventati tutt'uno con il personaggio che interpretavano. Abbiamo fatto anche delle sedute di psicodramma: gli attori seduti in cerchio raccontavano il passato del proprio personaggio, o meglio quelli che, secondo loro, erano i trascorsi del proprio personaggio ("in seconda media ho ucciso mamma e papà" - Riccardo Rosina nel personaggio di Jean Claude), scambiandosi anche i ruoli. Nelle prime scene li ho diretti per impostare i caratteri poi, una volta assimilati, non ho dovuto dir loro quasi più nulla, sapevano già cosa fare e come farlo. E in questo frangente hanno anche improvvisato gesti, dialoghi, movimenti, mosse, sguardi, tic. È stato davvero molto bello fare questo tipo di lavoro. Certo, se dicessi che sul set era tutto idilliaco e rose e fiori, sarei un bugiardo. Spesso eravamo molto tesi, per le difficoltà tecniche e produttive, per i tempi, per la stanchezza, per l'assenza dei permessi e così via. E io, nella veste di regista e produttore, ero il più teso di tutti. Oltretutto, nessuno di noi aveva mai fatto prima questo lavoro per cui si sbagliava e si imparava sul campo. Ma questa tensione positiva (e creativa), spesso lasciava spazio anche allo scherzo, alla battuta e alla risata.

Fase produttiva e distributiva di Torino Nera.
Era impossibile realizzare Torino Nera seguendo i classici iter produttivi: non avevamo i mezzi tecnici, organizzativi ed economici di una grossa produzione. Abbiamo così deciso di frammentare il processo produttivo e produrre scena per scena. Realizzata la prima si ricominciava da zero la produzione della seconda, dalla più semplice (il dialogo nell'ufficio di Megretti) alla più difficile (la festa). È come se avessimo realizzato 95 cortometraggi che alla fine sono stati montati insieme. Ci è capitato di rifare una scena più volte, per via di errori o di un risultato poco soddisfacente: con l'esperienza del primo errore abbiamo corretto il tiro e ricreato meglio la situazione. Per quanto riguarda la fase distributiva, il film è stato proposto a molti festival, ma non è mai stato selezionato. Probabilmente il genere crossover è difficile da piazzare. O più probabilmente, ogni volta, c'era gente più brava di noi. Ad ogni modo abbiamo fatto un anteprima il 7 marzo 2009 a Torino, all'interno del Piemonte Movie Festival e abbiamo avuto un enorme successo di pubblico (pagante) e di gradimento. Successivamente, abbiamo iniziato a organizzare un po' di proiezioni: siamo riusciti ad arrivare anche a Roma il 4 Ottobre, e devo dire che il film riscontra sempre il favore degli spettatori. Quando ci stancheremo di fare proiezioni pubbliche realizzeremo il dvd, con tanto di extra come si conviene, lo venderemo sul sito internet oppure organizzeremo lo street sale. Una distribuzione in sala, o in home video, credo sia un obiettivo al momento irraggiungibile, purtroppo.

Presto tornerai sul set...
Si, sarò di nuovo sul set tra pochissimi giorni, per il mio primo cortometraggio: 2 di Picche, un episodio pilota di genere gangster/comico, scritto da Luca Gabriele. In seguito, proveremo a realizzarne una serie - sempre se riusciamo a farcela produrre - per la tv o per internet. Abbiamo iniziato a scrivere anche un altro lungometraggio, e il sogno più grane sarebbe riuscire a girarlo. Ma senza una produzione reale, che ci consenta di lavorare al meglio, francamente, non so se continuerò su questa strada. Fare film mi piace molto, mi rende vivo e felice, ma se non c'è la possibilità di crescere non so che senso abbia continuare. Torino Nera è stato un caso, un'alchimia che difficilmente si potrà riprodurre. Idee per il futuro ce ne sono davvero molte, spero di riuscire a realizzarle un giorno.

 

A cura di Alessandra Sciamanna

 

Trailer

 

 
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