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L'uomo fiammifero
Scritto da Caterina Gangemi   
Tuesday 11 May 2010

Regia Marco Chiarini

Genere Fantastico

In breve Una storia delicata e fantastica che fonde riprese dal vero e deliziosa animazione naif, capace di affascinare e stimolare.

 

Genere Fantastico Regia Marco Chiarini
Cast Marco Leonzi, Greta Castagna, Davide Curioso, Tania Innamorati, Francesco Pannofino
Paese Italia, 2009 Durata: 81'

 

Recensione

Simone (Marco Leonzi) ha undici anni, tanta fantasia, e davanti a se una lunga e calda estate abruzzese che sembra non finire mai. Tra le quotidiane baruffe col burbero padre (un ottimo Francesco Pannofino) e i lavoretti, svolti a malavoglia, nella tenuta di campagna che offre una vita modesta e frugale, il vivace bambino ammazza il tempo girovagando nel bosco alla ricerca del leggendario Uomo Fiammifero, le cui mitiche gesta gli venivano narrate dall’amatissima madre prematuramente scomparsa. Così, tracciando mappe dei luoghi in cui è apparsa la misteriosa figura, raccogliendo indizi del suo passaggio e sgominando i nemici, Simone si butta a capofitto nella sua avventura. Lo aiuteranno nell’impresa i suoi amici immaginari: Dina Lampa, che si illumina ad ogni emozione, e suo fratello Giulio Buio, visibile solo nell’oscurità; il piccolo gigante Armando Armadio e Ocram, con le sue azioni al contrario; più gli adulti buoni, Mani grandi, dalle enormi e argentee mani capaci di far rivivere i ricordi, e lo zio Disco, che vive in una bizzarra casa blu piena di trabiccoli di ogni sorta, e parla solo attraverso i dischi. Alla strampalata compagnia si aggiunge la bellissima Lorenza, cugina del cattivo Rubinio, i cui dolci occhi verdi fanno scoccare in Simone la scintilla del primo amore.

Sarà il successo riscosso nei vari festival nazionali ed esteri (Premio Internazionale della giuria al Cairo International Film Festival for children; Premio per la migliore opera prima al Busto Arsizio Film Festival), saranno le peculiari modalità produttive – è stato realizzato con i proventi della vendita dell’omonimo libro illustrato dell’autore - sarà per il coraggio di rischiare con un genere, il fantasy, assolutamente inedito in un contesto, come quello nostrano, ancora monopolizzato da drammi familiari e coniugali, o sarà ancora per il suo porsi a testimonianza di come sia possibile realizzare un’opera spettacolare pur in assenza di budget cospicui, ma con la sola forza delle idee e del talento. Certo è che L’Uomo Fiammifero, opera prima del giovane Marco Chiarini, si è subito messo in evidenza come caso cinematografico dell’anno. Un exploit più che meritato, considerata l’abilità del regista nel mettere in scena, all’interno della cornice del racconto di formazione, una storia delicata e fantastica che fonde riprese dal vero e deliziosa animazione naif, capace di affascinare e stimolare la fantasia dei più piccoli e intrattenere col suo intelligente uso del mezzo filmico gli adulti. Caso raro, nel panorama degli autori più vicini al pubblico infantile, Chiarini libera e asseconda il fanciullino che è in lui, col risultato di riuscire a parlare ai bambini, e dei bambini, captandone sogni, paure, aspettative e curiosità con spontaneità e freschezza, lontano da birignao o leziosità, mettendo insieme trovate curiose e originali e una galleria di personaggi memorabili e pittoreschi in un immaginario autoriale tanto semplice, quanto fortemente connotato nella sua poeticità. Tutto ciò fa de L’Uomo Fiammifero un film piccolo ma prezioso che diverte e un po’ commuove, una fiammella capace di illuminare un orizzonte che, sempre più spesso, sembra anteporre l’assalto al botteghino alle emozioni e ai sentimenti. (Caterina Gangemi)

 

CONVERSAZIONE CON MARCO CHIARINI
a cura di Caterina Gangemi

Il film è stato realizzato con i proventi della vendita dell'omonimo libro. Ci puoi dire qualcosa in più sulle modalità di produzione e sulla genesi dell'opera?
Avevamo urgenza di girare questa storia ma sapevamo che nessun produttore avrebbe scommesso su degli sconosciuti. Sentivamo la necessità di non poter aspettare. Allora abbiamo deciso di autofinanziarci, ma tenendoci lontani da quelle operazioni che sanno di “elemosina per girare un filmino tra amici”. Allora ho messo in vendita i miei disegni, gli acquarelli, le foto preparatorie al film; tutto il materiale è stato pubblicato in un libro che raccontava l'impianto visivo del progetto. Chi acquistava i disegni o il libro sapeva che il ricavato sarebbe stato utilizzato per finanziare le riprese. E così è stato. Dopo pochi mesi avevamo poco più di 20.000 euro e molti sostenitori. Oltre al Cineforum Teramo si sono uniti all'impresa Dimitri Bosi e Fabrizio Cico Diaz, che hanno creduto come me nelle potenzialità della storia, investendo anche con risorse proprie. Allora è stata coinvolta una troupe di professionisti fino ad arrivare a Francesco Pannofino che ci ha assecondato nel nostro sogno. Da qui, con un gruppo unito e deciso abbiamo girato per 23 giorni nel settembre 2005.

Parlaci del casting, e in particolare della scelta del giovane Marco Leonzi e del coinvolgimento di Francesco Pannofino...
Il giovane Marco è un teramano che ho potuto conoscere grazie al mio primissimo cortometraggio, Apple Pie: l'attrice del corto è sua sorella. Lo avevo notato e l'ho coinvolto nel mio corto di diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Era ed è bravissimo, spontaneo, molto telegenico e ho subito pensato a lui già dalle prime bozze di storia. Francesco Pannofino, invece, è stato coinvolto come si fa normalmente, facendogli leggere il copione. Nel nostro caso avevamo anche il libro e la nostra voglia di realizzare un bel film. Tutti questi dettagli insieme, lo hanno convinto a unirsi nell'avventura produttiva.

Uno degli aspetti che maggiormente colpiscono del film è la varietà di trovate “curiose” (la casa dello zio Disco, per esempio) e di personaggi bizzarri e memorabili, a partire dallo stesso Uomo Fiammifero. Come sono nati? È tutto frutto della tua fantasia o ci sono riferimenti al tuo vissuto?
Quando abbiamo scritto la storia sapevamo che dovevamo girarla con pochissimi soldi: sapevamo che tutte le trovate del film non potevano far riferimento ad un budget ricco. Allora abbiamo sempre ragionato su soluzioni narrative "a costo zero". Ad esempio nel caso di Zio Disco, che parla attraverso i dischi, bastava mettere un filtro audio alla sua voce per avere l'effetto "speciale"... Stessa cosa per le locations: abbiamo prima trovato dei posti fiabeschi e magici, e poi abbiamo immaginato l'azione in quei luoghi. Infine abbiamo capito che la fantasia del bambino andava raccontata con un linguaggio genuino ed elementare avvalendosi di espedienti apparentemente semplici come l'animazione stopmotion con la carta ritagliata.

Il film si avvale di una modalità distributiva originale e alternativa. Puoi dirci qualcosa a riguardo?
Nel luglio 2009 abbiamo presentato il film al Giffoni Film Festival, il più importante evento mondiale di cinema per ragazzi. Il film è stato accolto con grande passione ed entusiasmo. Da quel dì abbiamo cominciato a dare il film a tutte le case di distribuzione italiane, credendo che il riscontro sarebbe stato immediato. Ma così ovviamente non è stato, per vari motivi. Non per una volontà precisa ma perchè il meccanismo distributivo è molto complesso e non è facile trovare una distribuzione dopo aver finito il film; per lo meno così è stato per noi. Però avevamo continuamente conferme sulla qualità del lavoro e sull'entusiasmo di grandi e piccoli. Allora ci siamo decisi a distribuire il film con le nostre forze, perchè non riuscivamo a contenerci più dalla voglia di farlo vedere. Ma distribuire il film "porta a porta" è molto difficile, soprattutto è difficile farlo proiettare per vari giorni ad un vasto pubblico che non ti conosce. Abbiamo così coinvolto i cineforum, i circoli di cinema, le associazioni culturali, tutti coloro che lavorano molto sul territorio e hanno una comunità che li segue. Così è stato più facile riempire le sale e proiettare il film in tutta Italia.

 

 

Trailer

 

 
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