Home

L'invasione degli Astronazi
Scritto da Alessandra Sciamanna   
Tuesday 09 March 2010

Regia Alberto Genovese

Genere Fantascienza

In breve Svastiche volanti invadono la Terra nel lungometraggio d'esordio di Alberto Genovese: "il primo kolossal realizzato senza soldi"!

 

Genere Fantascienza Regia Alberto Genovese
Cast John Simian, Max Muntoni, Yuri Plebani, Luigi Vitale
Paese Italia, 2009 Durata: 86'
Web: http://astronazi.splinder.com/

 

Recensione

Alberto Genovese è un veterano della fantascienza casalinga italiana: anni di intenso lavoro trascorsi nel suo piccolo “laboratorio” (Loboart production), a trafficare con gli oggetti di casa e i materiali più impensabili, lo hanno portato a realizzare innumerevoli cortometraggi di genere (tutti reperibili in rete), guadagnandosi col tempo una certa stima e credibilità nell’ambiente indipendente italiano. Ma la vera sfida di "Mr. Fantascienza", il grande salto nel buio di questo imprevedibile regista, è il lungometraggio L’invasione degli Astronazi: un vero e proprio fantakolossal low budget, pieno zeppo di passione, trovate e humour cazzarellone.

Il mondo è sotto attacco alieno: la Terra sta per essere conquistata da un'orda impazzita di creature extraterrestri, devote al pensiero - e al cervello - di Hitler. Paradossalmente, le sorti del pianeta, sono in mano a due furbi ladruncoli che, attraverso un bancomat universale, tentano di svaligiare il conto di Satana. Fantascienza con la F maiuscola, ma senza una lira in tasca: è a dir poco incredibile quello che Genovese riesce a regalare ai nostro occhi. Tra astronavi rotovolanti a forma di svastica e un mostro gigante che ringhia e distrugge palazzi a suon di pedate, c’è posto anche per riprese aeree ed esplosioni in pieno giorno. Tutto meticolosamente ricreato con modellini, pupazzi travestiti, broccoletti modificati e qualche bella ripassata al computer. In poche parole, un delirio di creatività e un lavoro “artigianale” enorme.

La riflessione nasce spontanea (e forse non è un caso che nasca proprio in questa pagina). Chi segue questa sezione, e più in generale le produzioni indipendenti e autoprodotte italiane, avrà sicuramente notato che, ormai da ormai qualche anno, ci troviamo di fronte a un tangibile, e quanto mai sperato, “ritorno al passato”, soprattutto per quanto concerne i film di genere: passato inteso come stile, creatività, approccio, intenzione, tipici di un certo modo di fare cinema, artigianale e fantasioso, rimasto soffocato troppo a lungo. Una scuola di pensiero che, dopo anni di fermo e di buio totale, riaffiora nel presente come precisa (e sentita) necessità. In fondo, dopo un periodo di crisi c’è sempre una ripresa: è da qui che nascono opere come L’invasione degli Astronazi, realizzate con due spicci e mille intuizioni, pochi mezzi e tanta creatività. Film che emergono a fatica principalmente da questo fitto sottobosco (e non dal grande circuito), all’interno del quale è più facile sperimentare, azzardare e ricercare nuovi linguaggi. Questi “giovani” registi non hanno nulla da perdere e, facendo del cinema la propria passione, prima che il proprio mestiere, compiono un piccolo miracolo. Non avendo ancora una vera e proprio fetta di mercato definita, e quindi di pubblico, non restano schiacciati dalle logiche di mercato e dal peso del “giudizio”. Alberto Genovese, con il suo Astronazi, è sicuramente uno dei giovani registi italiani che più incalza questa riflessione. (Alessandra Sciamanna)

 

 

DICHIARAZIONI DEL REGISTA

“Sin da ragazzo ho avuto un’insana passione per registi che avevano fatto propria l’arte dell’arrangiarsi, gente come Mario Bava, Antonio Margheriti, Roger Corman e John Waters raccontavano delle storie con tutti i mezzi disponibili, che spesso e volentieri erano veramente esigui. Personalmente ho seguito i loro insegnamenti con umiltà e passione, ovviamente il budget per “L’Invasione degli AstroNazi” non esisteva né mi sono preoccupato di cercarlo, ho preferito dedicare il mio tempo ad apprendere e studiare ogni singola scena, per renderla al meglio. Oggi esiste la convinzione che per fare Fantascienza ci vogliono milioni di Euro, così nessuno vuole farla in Italia: niente di più sbagliato! Fantascienza vuol dire soprattutto ideare una proiezione del futuro in varie chiavi: ironiche, pessimiste, drammatiche, vuol dire esportare le ansie e le paure, i sogni e le speranze amplificandole all’interno di un mondo che è evoluto, magari estremizzandone alcuni aspetti. Astronazi è ambientato in un immaginario parallelo dei giorni nostri, dove l’inquinamento impedisce alla gente di uscire, dove città dal nome sovietico come Vistakovia sono annesse agli Stati Uniti ma anche all’Europa, dove, insomma, non esistono più confini. Se hai solo i milioni e non hai uno straccio di idea non fai fantascienza ma solo ostentazione gratuita e piatta del tuo potere economico sugli altri.” (Alberto Genovese)

 

Trailer

 

» 1 Commento
1"l'invasione degli astro."
il Monday 17 May 2010 22:04by Simone La Rocca
gran bel film, per passione e per alcune sequenze ricorda il grande Ed Wood Jr di Piano 9 dall'interspazio.
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU