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Beauty Full Beast
Scritto da Alessandra Sciamanna   
Tuesday 22 February 2011

Un film di Federico Sfascia

Genere Horror, commedia

In breve Un film bizzarro ma bilanciato, assurdo ma con logica, trash ma in grande stile: una mina vagante che mescola commedia romantica, horror e fantasy.

 

Genere Horror, commedia Regia Federico Sfascia
Cast Tommaso della Vedova, Eleonora Donati, Gabriele Propersi, Maurizia Rubino
Paese Italia, 2007 Durata 85'
Web www.rubaffetto.com

 

Recensione

Frank, ragazzo nerd con la mania dell’igiene e dei profumi, ha una mentalità un po’ all’antica. Proprio per questo, prima del matrimonio, è smanioso di conoscere i genitori di Rosa, la sua fidanzata. Dopo molte reticenze Rosa accetta, ma dà istruzioni precise al fidanzato su come raggiungere la sua abitazione, avvertendolo di seguire scrupolosamente le indicazioni segnalate. Il giro è troppo lungo e Frank decide arbitrariamente di prendere la strada più corta che lo porterà al cospetto di una strana abitazione. Una lunga “notte degli equivoci” sta per iniziare…

L’esordio alla regia di Federico Sfascia è una vera e propria anomalia: un film bizzarro ma bilanciato; assurdo ma con logica; trash ma in grande stile. Una mina vagante, che schizza dalla commedia romantica all’horror, dal fantasy allo splatter con grande scioltezza, grazie ad una serie interminabile di idee originali e azzeccate. Ripescando a piene mani da miti come la Bella e la Bestia, si resta inghiottiti da un mondo di favole nerissimo, dove la Bestia è bestia davvero, la Bella è una dark lady figona che spacca tutto a suon di tacchi a spillo, e il frutto del loro amore è una figlia dal corpo perfetto ma col volto devastato (che molto “annuncia” il recentissimo Jenifer di Argento). Dalla favola poi, si passa all’horror più concitato, con una manica impazzita di zombi polentoni, e scene splatter studiate a puntino. Poi tutto torna sul piano favolistico, con delle gomitate curiosissime alla nostra infanzia... E se qualche momento di “demenza” troppo esibita non tarda a farsi sentire, la baracca resta in piedi e non perde mai i pezzi, grazie ad un montaggio schizzato e vivace, al “tono” sempre scanzonato e ironico dei dialoghi e allo spirito appassionato e squisitamente artigianale di Sfascia, che ovvia alla questione budget - ovviamente ridottissimo - con grande acume, facendo di necessità virtù.

Fare le pulci a questo film, significa non saper guardare oltre il proprio naso, e perdersi tutto un mondo che gli ruota attorno. Fruirlo in maniera serena e rilassata, può rivelarsi invece una piacevolissima esperienza. Di fronte a questo Beauty Full Beast - che per stessa ammissione di Sfascia rappresenta una “prova”, grazie alla quale si è potuto misurare per la prima volta con una telecamera e con un set - bisogna porsi in maniera onesta, quanto onesto è il suo autore. Girato nel 2007 ma avanti anni luce, per gusto e intuizione, rispetto ad autoproduzioni più recenti, il film dimostra (se ancora ce ne fosse bisogno) che la “rivoluzione”, in atto da tempo, sta dando alla luce ottimi germogli. Graziaddio, un grande appassionato di cinema, oggi, è finalmente libero di fare cinema e di fruirlo in maniera attiva e più consapevole, mettendosi in gioco in prima persona. Ovvio che alle prime ci possano essere sbavature, leggerezza e improvvisazione, ma le spalle grosse, come si dice, vengono col tempo e con l’esperienza. Lo stile genuino di Sfascia poi, riesce a spingere lo spettatore oltre: perché Federico Sfascia è un piccolo fuoriclasse, che forse ancora non sa di esserlo. (Alessandra Sciamanna)

 

 

PAROLA AL REGISTA FEDERICO SFASCIA
(Nella foto: Federico Sfascia)

Istruzioni:
Svegliarsi un giorno e comprendere che nella propria vita c’è pochissima figa.
Farsi un rapido calcolo, e decidere che fare un film potrebbe essere un’ottima soluzione al problema.
Non un corto.
Un film.
Senza mai aver preso in mano una telecamera.
Scrivere una roba ambiziosissima, senza avere soldi per realizzarla.
Passare svariate nottate a costruire oggetti di scena, effetti, maschere e costumi di mostri, utilizzando come materiale l’argilla e la colla a caldo.
Rendersi conto che con l’argilla e la colla a caldo puoi fare di TUTTO senza spendere SOLDI.
Rendersi conto che con l’argilla e la colla a caldo non puoi riparare la fiancata della macchina.
Preparare locations, comprare quattro faretti da muratore ed una macchina del fumo.
Pianificare i giorni di riprese.
Accendere una telecamera super vhs il giorno prima dell’inizio delle riprese, per vedere come funziona.
Radunare amici ed amiche e metterli nelle situazioni più umilianti, faticose e distruttive possibili per raggiungere il tuo scopo.
Sputare sangue e bile giorno e notte.
Rendersi conto che il tuo piano per scopare non funziona, perché scopano tutti tranne te che c’hai da fare il film.
Montare il film per mesi e mesi, fumando e mangiando schifezze…mentre gli altri scopano.
Renderti conto che il vuoto degli affetti è una realtà mica tanto lontana quando hai un obiettivo da raggiungere.
Finire il prodotto, confezionarlo, mandarlo a diversi festival, ottenere tanti applausi ma ZERO figa.
Se fai il poeta, scopi e non devi nemmeno essere bravo a fare quello che dici di fare.
Ecco, cosa mi ha insegnato Beauty Full Beast.
Adesso, infatti, io compongo versi.
Versi di animali.
Come la poetessa/attrice/performer svedese Dolphine Lundgren.
Facciamo l’alce in calore che sembra vero.
(Federico Sfascia)

 

 

Disegni preparatori

by Federico Sfascia

 

Trailer

 

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