| Una notte blu cobalto |
| Scritto da Emanuele Rauco | |
| giovedì 17 giugno 2010 | |
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►Lo sbilenco esordio di Daniele Gangemi deve barcamenarsi tra spunti interessanti e curiosi, e realizzazioni inadeguate.
Recensione
Nel solito girotondo di lamentele, pianti, difficoltà e ostacoli che un film italiano affronta per vedere il buio della sala, ci si trova di fronte a un premio al Festival di Houston. È questo il bottino con cui si presenta Daniele Gangemi al suo esordio nel lungometraggio: esordio che tra la scrittura della sceneggiatura, la produzione e la distribuzione ha dovuto patire quasi tre anni, ma che alla fine – tra alti e bassi – è sopravvissuto al mercato nostrano. Protagonista della storia è Dino, studente depresso per la fine del suo amore che cerca di scuotersi lavorando in una pizzeria a domicilio chiamata Blu Cobalto: che fa una pizza molto particolare per clienti altrettanto particolari. Scritto dal regista assieme all’altrettanto esordiente Carla Marcialis, e in seconda battuta con gli interpreti Corrado Fortuna e Regina Orioli, Una notte blu cobalto è un film tutto in una notte, un cammino nel buio catanese tra commedia surreale e minimalismo esistenziale. Un viaggio tra il metafisico e il realista, nei vicoli e nei meandri del barocco siciliano, inteso non solo dal punto di vista architettonico – e la città di Catania si presta a meraviglia – ma anche umano, girovagando in Vespa tra le follie e le contraddizioni della fauna urbana (come l’esilarante performance canora di François e le coccinelle); peccato le ambizioni non collimino coi risultati e l’asprezza degli autori si faccia sentire oltremodo. Tanto in sceneggiatura, con macchiette e stereotipi a far capolino tra le suggestioni fantastiche, quanto nella regia ripetitiva, lasca, a tratti inadeguata. E in una generale atmosfera di idee, di fermento, ma anche di approssimazione, anche gli attori non paiono esprimere un potenziale e se Corrado Fortuna ha la simpatia dalla sua e Alessandro Haber un sicuro talento, Regina Orioli sembra scocciata e assente, come lo è stata per anni dalle scene. Un ritorno che non garantisce qualità, per un film a cui comunque auguriamo buona fortuna. (Emanuele Rauco)
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In sala dal 18/06/2010 Genere Commedia surreale



















