| Thor |
| Scritto da Martina Calcabrini | |
| martedì 26 aprile 2011 | |
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►Dopo il successo di Iron Man, la Marvel affida la trasposizione cinematografica di Thor a un regista teatrale e innovativo come Branagh che aggiunge il 3D agli effetti speciali...
Recensione
Quando si vociferava dell’intento della Marvel di realizzare una trasposizione cinematografica di Thor, uno dei fumetti più amati di tutti i tempi, molti brividi hanno percorso le nostre schiene. Persino i meno appassionati temevano che la casa di produzione avrebbe rovinato uno dei miti dell’immaginario mondiale. Ma quando il nome di Kenneth Branagh è stato accostato all’opera, un sospiro di sollievo ha, fortunatamente, avuto il sopravvento sulla preoccupazione. La storia prende piede in un universo diviso in nove regni collegati l’un l’altro da tunnel spazio temporali. Asgard e Jothuneim, la patria dei Giganti di Ghiaccio, rivali da sempre, vivono in un periodo di pace grazie al temperamento del buon Re Odino. Suo figlio Thor, erede al trono, crede che sia necessario un intervento bellicoso per fermare un atto di ribellione delle creature glaciali. Aiutato dal fratello Loki e da alcuni amici, Thor fa segretamente irruzione nel regno dei Giganti uscendone sconfitto. Deluso e amareggiato, Odino lo caccia dal regno di Asgard e lo relega sulla Terra finché il principe non avrà imparato ad usare il dono dell’umiltà e della pazienza. Sarà difficile per lui vivere da uomo comune senza agi né privilegi, ma soprattutto senza poter utilizzare i suoi poteri per difendere l’umanità in pericolo… Dopo il successo di Iron Man, era inevitabile che la Marvel decidesse di (ri)utilizzare lo stesso tipo di effetti speciali e di aggiungervi l’uso, ormai sempre più di moda, del 3D per compiacere il pubblico. A sancire la differenza di questo prodotto dai precedenti, è stata sicuramente la scelta di un regista teatrale e innovativo come Branagh, dichiarato amante di Shakespeare. É proprio come in una tragedia classica, infatti, che si snoda la vicenda di Thor, un principe iracondo e arrogante che disobbedisce al padre, litiga con il fratello e inizia una storia d’amore complicata (ma non impossibile). Potevano mancare, dunque, i dialoghi toccanti e scenografici tipici degli attori sul palcoscenico? Kenneth Branagh si conferma un abile burattinaio, un “manipolatore di talenti” che affianca alla professionalità affermata di Anthony Hopkins, la bellezza naturale di Natalie Portman e il carisma estremo (quasi disarmante) di Chris Hemsworth. La storia fumettistica viene arricchita con humor e citazioni cartoonesche tanto che il martello richiama, in modo palese, la spada nella roccia. Il fatto che la Marvel sia stata recentemente acquistata dal gruppo Disney, probabilmente, ne è la prova. E se dunque, Thor è inizialmente un ragazzo che non vuole dimostrare a sé stesso di essere un uomo, basta l’arrivo di Jane per farglielo ammettere. Potremmo, allora dire, che la Jane di Thor è, almeno un po’, come la Jane di Tarzan? Forse si, perché grazie all’amore, Thor non solo (ri)diventa un principe ma, bensì, si trasforma in un eroe. Insomma, non c’è che dire: un vero e proprio t(h)ornado! (Martina Calcabrini)
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