| The Raven |
| Scritto da Emanuele Rauco | |
| domenica 25 marzo 2012 | |
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►Come il Coppola di Twixt, McTeigue usa Poe come cuore di un'investigazione: ma qui è il pretesto di un thriller semplice, efficace, vecchio stampo...
Recensione
La stagione 2011/'12 sembra essere quella di Edgar Allan Poe: dopo il geniale e teorico omaggio di Francis Ford Coppola in Twixt, James McTeigue (V per vendetta) costruisce il suo terzo film attorno alla figura dello scrittore e poeta americano. O meglio attorno alle sue opere principali, come Il Pozzo e il pendolo o Il corvo, appunto. E ne trae un'opera che convincerà gli appassionati. Lo stesso Poe è protagonista dell'intreccio, che vede al centro un copycat, un serial killer che imita i delitti descritti proprio nei romanzi dello scrittore, il quale – bisognoso di ritrovare il successo – aiuta la polizia a svelare l'enigma dietro la scia di sangue. Thriller horror vecchio stampo che ricorda certi film della Hammer più tarda, come Oscar insanguinato di Hickox, scritto da Hannah Shakespeare e Ben Livingston cercando una sorta di via americana a From Hell. Costruito attorno al vero, grande mistero della vita di Poe, ossia cosa successe nei giorni precedenti la sua morte, su una panchina di un parco, da solo, The Raven usa un plot tipico del giallo e del thriller per riflettere magari ironicamente sui topoi e convenzioni del genere, sul meccanismo creativo e anche, se non soprattutto, sulle distanze incolmabili – nonostante il post-moderno – tra originali e copie. McTeigue, fuori dagli estremismi visivi del precedente Ninja Assassins, sa trarre il meglio dalle suggestioni tecniche e visive (fotografia di Danny Ruhlmann, scene di Roger Ford) per creare un film semplice e affascinante che approda a un finale, a suo modo, straziante. La sceneggiatura sa rievocare lo spirito di Poe, perduto tra amore, dissoluzione mentale e bisogni materiali, all'interno di una solida impalcatura narrativa che la regia gestisce senza fronzoli e col giusto polso, dando il meritato spazio a una buona coppia d'attori, con John Cusack – Poe sui generis – battuto ai punti dal granitico e molto convincente Luke Evans, uno che vorremmo vedere più spesso e in ruoli sempre migliori. Senza strafare, il film sa mettere assieme le tre basi di qualunque buon film, regia, scrittura e attori: non male per il vituperato cinema medio contemporaneo. (Emanuele Rauco)
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In sala dal 23/03/2012 Genere Thriller

















