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The Hunter
Scritto da Emanuele Rauco   
Tuesday 14 June 2011

In sala dal 17/06/11 Genere Drammatico
Regia Rafi Pitts Con Rafi Pitts, Mitra Hajjar, Malek Jahan Khazai, Ali Mazinani, Ismaïl Amani
Paese Iran, 2010 Durata 90'
Distribuzione Fandango

Laconico thriller iraniano con cui il regista e interprete Rafi Pitts recupera il senso umano della suspense.

 

Recensione

Spesso, almeno per chi ragiona in compartimenti stagni (e la distribuzione italiana non fa eccezione), la nazionalità di un film ne definisce il genere o perlomeno lo stile: un film cinese, un film francese, un film russo evocano fantasmi filmici diversi. Così come un film iraniano: meno male che dopo la partecipazione al festival di Berlino l'anno scorso, Fandango fa uscire al cinema The Hunter, quarto lungometraggio di Rafi Pitts, che spariglia l'idea dei generi “nazionali”.

Il film racconta di Ali, un uomo che si vede togliere all'improvviso moglie e figlia, ammazzate dalla polizia durante una manifestazione: per vendicarsi, uccide a caso due poliziotti e poi fugge. Ma le forze dell'ordine gli danno la caccia. Pitts dirige, scrive e interpreta un thriller drammatico laconico e intimista che sembra la versione nera del cinema di Kaurismaki.

Il film, ambientato a ridosso delle elezioni che dovrebbero cambiare il volto dell'Iran, gioca chiaramente le carte dell'allegoria politica, raccontando in chiave di tragedia e di thriller il dramma di un regime che lentamente soffoca, bracca il singolo cittadino. E così, Pitts riesce a renderlo anche una più universale riflessione sulla solitudine, sulla disperazione di un uomo a cui tutto è stato tolto e che di tutto è capace, anche di uccidere degli innocenti. Più che sulla sceneggiatura, comunque notevole nell'intrecciare politica e umanità, il film fonda la sua bellezza su una regia acuta, che lavora sulla composizione dell'inquadratura, sullo stile empatico, sul pessimismo, per raggiungere un'intensità trattenuta eppure a tratti folgorante. Certo il ritmo è complesso e la vicenda a tratti pare un po' criptica, ma il quadro generale è preciso e reso ancora più affascinante dalla prova silenziosa, fragile e granitica di Pitts, che in tutto il film dirà 10 parole, ma sa far passare le emozioni dalla durezza del suo volto. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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