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The Box
Scritto da Caterina Gangemi   
martedě 20 luglio 2010

In sala dal 21/07/2010 Genere Thriller
Regia Richard Kelly Con Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, James Rebhorn, Holmes Osborne
Paese USA, 2009 Durata 115′
Distribuzione Lucky Red

Dopo l’exploit postumo in odor di cult di Donnie Darko, e il flop del successivo Southland Tales, Richard Kelly torna con The Box, ambizioso thriller filosofico ad alto budget...

 

Recensione

Può un oggetto banale come una scatola stravolgere la vita di chi ne entra in possesso? Talvolta sì. Ed è proprio ciò che accade ai Lewis, coppia middle-class della provincia americana che, di punto in bianco, si vede recapitare sull’uscio di casa un misterioso contenitore in legno. Neppure il tempo di riprendersi dalla sorpresa e dare una risposta agli interrogativi sull’inaspettato omaggio, che i due ricevono la visita di un inquietante personaggio dal volto sfigurato che rivela loro il funzionamento dell’oggetto e il diabolico patto che esso racchiude: un milione di dollari in contanti e pronta consegna, contro la morte di una persona a caso in qualunque parte del mondo. Semplicemente pigiando il bottone in cima alla scatola.

Dopo l’exploit postumo in odor di cult di Donnie Darko, e il flop del successivo Southland Tales (da noi uscito solo per il mercato home video), Richard Kelly torna con The Box, ambizioso thriller filosofico ad alto budget che richiama, nei temi e nelle atmosfere proprio quell’opera di esordio che gli è valsa la fama, forse prematura, di enfant-prodige del nuovo cinema statunitense.

Alla base questa volta c’è il racconto di Richard Matheson Button, Button, pubblicato nel 1970 e già all’origine di uno degli episodi della celebre serie tv Twilight Zone- Ai confini della realtà, che Kelly assume come pretesto per una rielaborazione dei topoi del suo cinema, dall’intrigo politico-scientifico, alla riflessione su destino e libero arbitrio, fino alle immancabili derive apocalittiche. Tuttavia, più che nel ricorso a cifre stilistiche, in The Box sembra rintracciabile, piuttosto, il tentativo maldestro da parte del regista di ricondurre all’interno di un universo stilistico e tematico a lui più congeniale e già collaudato con successo, perfino nella messinscena, un materiale fin troppo articolato e altrimenti difficilmente padroneggiabile. Il risultato è un insieme discontinuo e ingarbugliato, che parte pure bene, con una prima mezz’ora sufficientemente tesa da creare la giusta atmosfera di angoscia e paranoia vissuta dai protagonisti, che presto si disperde in arzigogolate elucubrazioni fanta-politiche goffamente supportate da una sceneggiatura che denuncia la sua artificiosità perfino negli aspetti più ordinari della vicenda (dallo status socio-economico dei Lewis - lui ingegnere della Nasa, lei insegnante in un liceo privato- che piangono miseria come neanche due operai cassintegrati, alla menomazione al piede di Norma, risalente alla sua adolescenza, ma tutti sembrano accorgersene lì per lì) trascurandone le implicazioni più interessanti legate al dilemma morale, a favore di una trattazione semplicistica degna di un qualunque thriller hollywoodiano anni ’80. Poco funzionale, risulta, infine, perfino il cast, dove l’ottimo Frank Langella non riesce a trovare adeguato supporto nella mal assortita coppia di protagonisti, con una Cameron Diaz precocemente sfiorita e a disagio nei toni drammatici, improbabile moglie del belloccio tutto salute James Mardsen. (Caterina Gangemi)

 

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