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The Artist
Scritto da Martina Calcabrini   
Monday 19 December 2011

In sala dal 9/12/2011 Genere Drammatico
Regia Michel Hazanavicius Con Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell
Paese Francia, 2011 Durata 100’
Distribuzione BIM Distribuzione
 

►The Artist è una pellicola malinconica e poetica che ricorda a tutti la bellezza delle origini di qualsiasi cosa…

 

Recensione

Inizio. Origine. Principio. Il momento iniziale di ogni cosa è sempre, inesorabilmente, il più bello. Il primo raggio di sole della giornata, lo sbocciare di un amore, la nascita di un bambino, sono momenti senza precedenti. Anche il cinema, prima di diventare la settima arte che tutti noi conosciamo, era un dispositivo di sogni, un meccanismo semplice con pochi ingranaggi funzionali. Gli attori recitavano attraverso le espressioni del volto, comunicando con lo sguardo più di quanto avrebbero potuto fare le parole, le scenografie erano essenziali per esprimere (anzi: accrescere) i loro stati d’animo, le luci e le ombre erano vere e proprie armi nelle mani dei registi. Una storia d’altri tempi, insomma, una di quelle, ormai, racchiuse in libri impolverati. Almeno fino ad oggi. L’esordiente Michel Hazanavicius, infatti, ha realizzato The Artist, una pellicola malinconica e poetica per ricordare a tutti la bellezza delle origini di qualsiasi cosa.

Hollywood, 1927. George Valentine è uno dei più talentuosi divi del cinema muto che, accompagnato dal suo fedele cagnolino, si destreggia abilmente da un film all’altro. Scontratosi accidentalmente con l’affascinante ballerina Peppy Miller, le darà un consiglio fondamentale per essere notata dal grande pubblico. Da quel momento, però, i loro destini sembrano subire una sorta di inversione: Peppy raggiunge velocemente il successo mentre George inizia a perdere carisma e a finire in disgrazia. Con l’avvento del sonoro e la fatale crisi del ’29, infatti, l’uomo perde sia i lavoro che la casa ma, troppo orgoglioso per accettare l’aiuto della giovane soubrette, cade in depressione e tenta il suicidio.

Michel Hazanavicius non sarebbe potuto riuscire a realizzare una pellicola più toccante e commovente di questa, nemmeno se avesse voluto. Autentica, vera, genuina, The Artist è un prodotto davvero di altri tempi. La figura di George Valentine, interpretato dal magistrale Jean Dujardin, è l’incarnazione stessa di tutti i valori che un’epoca porta con sé e che, nel momento del suo tramonto, non si possono cancellare. L’orgoglio, l’ostinazione, la fedeltà eccessiva ad un mondo ormai scomparso, dimostrano proprio la validità dei suoi stessi ideali. E se, dunque, George simboleggia il passato, il vecchio e l’antico, Petty, la bellissima Bérénice Bejo, rappresenta il presente, il moderno e il nuovo. Per quanto diversi, i protagonisti sono le due facce (opposte e complementari) della stessa medaglia, due modi differenti di vivere la vita e di reagire alle sfide che questa ci propone.

The Artist racchiude in sé tutti i momenti salienti della storia del cinema, ammiccando a tutti quei registi che lo hanno reso grande con la loro presenza: da Orson Welles a Billy Wilder, da Murnau a Vidor, da Lubitsch a Donen. Ma The Artist non è solo questo, non è una (semplice) opera citazionistica. L’impressionante talento registico del suo autore si sposa perfettamente con l’uso intelligente dei suoni, delle luci, delle scenografie e delle magnifiche musiche - composte dal bravissimo Ludovic Bource - che riflettono davvero l’essenza dell’epoca del muto. Un applauso, dunque, a Michel Hazanavicius capace di realizzare un vero e proprio inno agli albori del cinema. E non solo… (Martina Calcabrini)

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