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Terminator Salvation
Scritto da Emanuele Rauco   
Saturday 06 June 2009

In sala dal 5 Giugno 2009 Genere Fantascienza
Regia: McG Con: Christian Bale, Sam Worthington, Anton Yelchin, Moon Bloodgood, Bryce Dallas Howard
Paese Usa, 2009 Durata 115'
Distribuzione Sony

Martellante action bellico dal cupo sapore fantascientifico che sopperisce con ritmo e spettacolo alle carenze narrative.

 

Recensione

Chi pensava che dopo il deludente terzo capitolo la saga di John Connor fosse finita dovrà ricredersi: in effetti i T-1000, Skynet e tutta la mitologia legata ai personaggi creati da James Cameron hanno ancora molto da dire, specie in un’epoca ossessivamente tecnologica come la nostra, e la recente serie televisiva ne è un ulteriore riprova. Il quarto capitolo, o meglio l’inizio di una nuova saga, è diretto da McG, produttore e regista adolescenziale che qui invece sposa un lato cupo, dark e furiosamente spettacolare e cerca di rilanciare un marchio, oltre che una storia. E seppure in modi difficoltosi, riesce a convincere e divertire.

Mentre John Connor è al comando dei sopravvissuti all’olocausto nucleare provocato da Skynet (il giorno del giudizio), cercando un modo per disattivare le macchine, un condannato a morte si risveglia nel futuro e conosce Kyle Reese (colui che nel primo film proteggerà Sarah Connor e le farà concepire John), il primo nella lista degli obiettivi di Skynet. La trama fin troppo complessa di John Brancato e Michael Ferris diventa un action fantascientifico debitore di Mad Max, che mescola la violenza e lo spettacolo tonitruante della saga con un’atmosfera bellica molto più marcata.

Scegliendo di ripartire dal 2018, quattro anni dopo la guerra nucleare, il film racconta una realtà ben piantata nel tessuto sociale americano, ovviamente parafrasato, in cui poteri troppo forti per avere persino un’identità e un volto combattono contro pochi e illuminati elettiche cercano di ristabilire una verità: il tutto condito dalle solite simbologie mistiche della nuova carne (l’androide, le croci, il bosco, le fiamme: la macchina-dio che si fa carne) e da un riflessione sulla tecnologia, anche dal punto di vista cinematografico in cui, più le macchine prendono il sopravvento – anche come dose di effetti speciali – più il racconto si concentra sugli umani. Non tutto fila liscio, specie dal punta di vista del racconto e della tenuta, sbandando nel finale, ma lo spettacolo funziona egregiamente e con rari cali di ritmo, lo stile da reportage bellico (il piano sequenza dall’elicottero) funziona e l’apparizione di un finto Schwarzy fa sorridere di nostalgia. La sceneggiatura non s’impegna particolarmente nella gestione dei paradossi, ma resta agganciata a una mitologia in fieri, in cui la regia e i reparti tecnici (da segnalare la fotografia di Shane Hurlbut) sostituiscono la virile poesia che ha reso memorabili i primi due film della serie. In compenso c’è un attore come Christian Bale a ricoprire il ruolo di Connor, che stranamente gli calza (nonostante il cattivo doppiaggio di Riccardo Rossi) tanto da farsi scrivere più battute, e una radiosa Bryce Dallas Howard, oltre a un più anonimo, e per questo convincente, Sam Worthington. Qualche amante del genere potrebbe storcere il naso, ma pur con meno stile, questo frammento della saga appre più degno e oculato, figlio legittimo della potenza di Cameron. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

 

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