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State of play
Scritto da Giacomo Ioannisci   
Thursday 30 April 2009

In sala dal 30 Aprile 2009

Regia Kevin Macdonald

In breve La morte dell’assistente di un noto deputato statunitense potrebbe cambiare il corso di un processo sulla supervisione delle spese per la difesa nazionale...

 

STATE OF PLAY

In sala dal 30 Aprile 2009 Genere Thriller
Regia Kevin Macdonald
Con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Jeff Daniels, Helen Mirren
Paese Usa, 2009 Durata 125'
Distribuzione Universal

 

 

Giornalisti e politica: negli anni Settanta insieme formavano una sorta di motto dell’ondata esplosiva del New Cinema. Oggi quel binomio sembra stia tornando di moda, un po’ per necessità, un po’ perché quel cinema schierato senza peli sulla lingua manca tremendamente a tutti. L’ultimo caso riuscito negli Stati Uniti risale al 2003 con il visionario e sottovalutato The manchurian candidate di Johnatan Demme, ma quella era tutta un’altra storia. Poi calma piatta. State of play, invece, è più un incrocio tra Tutti gli uomini del presidente (1976) di Alan J. Pakula e I tre giorni del Condor (1975) di Sydney Pollack.

L’assistente del noto deputato Stephen Collins (Ben Affleck) viene travolta dai vagoni della metropolitana. Sembra apparentemente un suicidio, ma le dichiarazioni commosse di Collins fanno presagire un grosso scandalo sentimentale che potrebbe appannare la riuscita del caso sulle spese per la difesa nazionale in Iraq che vede coinvolte grossi magnati dell’industria delle armi. Per fortuna che Cal McAffrey (Russell Crowe), suo amico di vecchia data e tenace giornalista del The Washington Globe, ha diversi indizi che collegano la morte della giovane assistente ad un altro caso di omicidio verificatosi la sera prima del fatto. Aiutato dalla blogger del suo giornale, Della Frye (Rachel McAdams) scopre uno scandalo che minaccia di scuotere le più potenti istituzioni del Paese.

State of play appartiene a quella sfortunata “partita” di pellicole rimaste in stand by in seguito allo sciopero generale degli scrittori del Writers Guild of America, iniziato alla fine del 2007 e terminato all’inizio del 2008. Ma, probabilmente, visti anche i protagonisti scelti in seconda battuta, non è poi andata tanto male. Il film di Macdonald, qui al suo secondo lungometraggio totalmente di fiction dopo L’ultimo re di Scozia (2006), le tenta proprio tutte: il dramma, il legal-thriller, la fantapolitica e il cinema di denuncia. E ne viene fuori con un film tutto sommato riuscito e robusto che, pur trotterellando qua e là con lungaggini di sceneggiatura adatte direttamente per le scene eliminate del dvd, regge abbastanza bene alle sue oltre due ore. Merito soprattutto di un cast formato da prime e seconde linee che tutti vorremmo vedere un po’ più spesso, in particolare un Russell Crowe da applausi per il suo look tra il frontman dei Pearl Jam, Eddie Vedder, e il Big Lebowski, ma nei panni di un giornalista-giornalista solitario, perché come dice la direttrice del The Washington Globe, Cameron Lynne (Hellen Mirren), il giornale per cui il suo personaggio lavora: “I bravi giornalisti non hanno amici, ma solo fonti”. (Giacomo Ioannisci)

 

Trailer:

 

 

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