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Special Forces - Liberate l'ostaggio
Scritto da Emanuele Rauco   
Sunday 20 May 2012

In sala dal 11/05/12 Genere Drammatico
Regia Stephane Rybojad Con Diane Kruger, Djimon Hounsou, Benoit Magimel, Raz Degan, Tchéky Karyo
Paese Francia, 2011 Durata 107'
Distribuzione Eagle Pictures

►Azione bellica all'americana, ma con la mano francese di Stephane Rybojad. Due modi diversi per fare lo stesso film, con gli stessi problemi...

 

Recensione

Ecco uno degli elementi per cui l'industria cinematografica francese è la più importante d'Europa. Perché azzardano, e gli capita non di rado, dove solo gli americani sanno osare. E non si parla di thriller o horror, ma di action-movie, di colossi pirotecnici. Come Special Forces, film bellico diretto da Stephane Rybojad che mette in campo una sorta di Seals europei nella più classica missione di salvataggio.

E l'ostaggio da recuperare è una corrispondente di guerra presa dai talebani in Afghanistan, prossima all'esecuzione. Arrivano le forze speciali, che però dovranno affrontare un epico viaggio per arrivare al quartier generale e riconsegnare la donna sana e salva. Scritto dal regista - all'esordio nel cinema dopo molti documentari tv - con Michael Cooper, il film è un tipico film di guerra stile Missing in Action che però nel corso dei minuti diventa più un western contemporaneo.

Questa trasformazione di generi non è evidente solo dalla scelta delle ambientazioni, montagne brulle o gelide distese, il gran Canyon dell'Asia e i fortini naturali, ma anche nell'ideologia, manichea fino all'ingenuità, con cui vengono ritratti i buoni soldati e i cattivi terroristi, tratteggiati con la mano greve di molto cinema classico. Dove Rybojad fa lo scarto è nel realismo delle riprese, nel suo essere un film di luoghi, come un National Geographic degli action, nell'originalità di alcune sequenze avventurose: ma alla fine dei conti, è cinema di hard rock ed esplosioni come molti altri e il paternalismo cacciato dalla porta torna dalla finestra (il soldato morente che mitraglia orde di talebani al ralenti gridando “Io però non vi odio”: incommentabile).

Nell'anno di Act of Valor, non si sentiva certo la mancanza di un film del genere, che però - rispetto all'esigenza militarista di arruolare uomini del film americano - ha coerenza di struttura e onestà d'intenti. Il resto, seppure ben messo in scena, è poco più che routine adrenalinica, e spiace vedere il fascino di Diane Kruger in un ruolo inerme come questo. Ma d'altronde è il prezzo da pagare se si vuole fare gli americani ma si è nati a Paris. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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