Home arrow Pop Corn arrow Shutter Island

Shutter Island
Scritto da Caterina Gangemi   
lunedì 01 marzo 2010

In sala dal 05/03/2010 Genere Thriller
Regia Martin Scorsese Con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson
Nazione Usa, 2010 Durata 138'
Distribuzione Medusa

Quasi un classico, capace di esprimersi con autorevolezza nel più innovativo e incisivo immaginario filmico del regista newyorkese..

 

Recensione

 

Prosegue l’incursione di Martin Scorsese nel cinema di genere con un altro thriller mozzafiato grazie al quale, dopo l’ottimo The departed, il maestro italo-americano esplora le nefandezze del potere e l’ambiguità della violenza in un’ottica psicoanalitica e visionaria che rende omaggio ai classici di Hollywood e al cinema espressionista tedesco.

Ispirato all’omonimo romanzo di Dennis Lehane (già autore di Mystic river e Gone baby gone, portati al cinema con successo da Clint Eastwood e Ben Affleck), Shutter Island assume come pretesto la missione di due agenti di polizia (Leonardo Di Caprio e Mark Ruffalo) –inviati all’inizio degli anni ‘50 in una misteriosa isola in cui ha sede un importante manicomio criminale gestito con metodi innovativi dallo psichiatra Cawley (Ben Kingsley), con l’incarico di indagare sulla scomparsa di una pericolosa paziente- per esplorare gli anfratti più reconditi e oscuri della psiche umana e, con essi, l’ambivalenza del male.

Una storia, almeno sulla carta, non particolarmente originale, sulla quale Scorsese riesce a costruire un fulgido esempio di “cinema di regia”, che affida la significazione non al coté letterario, quanto a una scrittura filmica fortemente connotativa e di grande impatto visivo e spettacolare. Supportato da una sceneggiatura solida e di mestiere, che disarticola il testo di Lehane giocando sui flashback e l’affiorare a sprazzi dell’oscuro passato del protagonista, il regista mette in scena un racconto multisfaccettato nel quale le varie dimensioni, oniriche, allucinatorie e reali sono demandate ai diversi registri stilistici e visivi, all’interno di un’atmosfera insolitamente cupa e claustrofobica che non nasconde l’influenza dei dipinti di Escher e il debito, esplicitamente dichiarato, verso capolavori del passato quali Il Gabinetto del Dottor Caligari di Wiene, gran parte delle opere di Lang, e, soprattutto, Le catene della colpa di Tourneur. Decisivo al riguardo, l’apporto di uno staff tecnico che riunisce il meglio sulla piazza: da Dante Ferretti alle scenografie al direttore della fotografia Bob Richardson, recentemente visto all’opera nell’ultimo Tarantino, ai quali si deve la creazione dell’universo ostile e destabilizzante dell’isola e dei suoi edifici, fino alla storica collaboratrice Thelma Schoonmaker, artefice di un montaggio impeccabile e serrato che assicura al film il ritmo ottimale per tenere lo spettatore inchiodato alla poltrona. Tutto ciò contribuisce a fare di Shutter Island un perfetto esempio di film d’autore declinato con fedeltà ad un genere del quale rispetta i fondamentali elementi di suspence, tensione e colpi di scena: quasi un classico, capace di esprimersi con autorevolezza nel più innovativo e incisivo immaginario filmico del regista newyorkese.

E infine non si può parlare del film senza menzionare lo straordinario apporto del cast, a partire dall’ottimo Mark Ruffalo nei panni di Chuck, cordiale ma reticente collega del protagonista, e dal redivivo Jackie Earle Haley, ex bambino prodigio tornato alla ribalta con ruoli “disturbati” (in attesa di vederlo come Freddy Kruger nel prossimo capitolo della serie Nightmare, lo ricordiamo come il Rorschach dei Watchmen di Zach Snyder), fino a vecchie glorie della recitazione come Ben Kingsley e Max Von Sydow, passando per il talento emergente di Emily Mortimer e quello consolidato di Michelle Williams, e il gustoso cameo di Elias Kotea. (Caterina Gangemi)

 

Trailer:

 

» Nessun commento
Non ci sono commenti fino ad ora.
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU