Home arrow Pop Corn arrow Roman Polanski: A Film Memoir

Roman Polanski: A Film Memoir
Scritto da Emanuele Rauco   
Wednesday 30 May 2012

In sala dal 18/05/2012 Genere Documentario
Regia Laurent Bouzereau Con Roman Polanski, Andrew Braunsberg
Paese Italia, 2012 Durata 94’
Distribuzione Lucky Red

►Il dialogo tra il celebre regista e l'amico Andrew Braunsberg - sotto l'occhio di Laurent Bouzereau - diventa una confessione umana e fin troppo intima...

 

Recensione

Una chiacchierata tra amici. Quanto di meno interessante ci potrebbe essere su un grande schermo. Eppure nel documentario di Laurent Bouzereau (celebre regista di making of), Roman Polanski: A Film Memoir (fuori concorso al festival di Cannes), il dialogo tra due amici di vecchia data quali il celebre regista di Rosemary's Baby e il suo produttore, permettono a una “biografia” di diventare anche qualcos'altro.

Polanski racconta la sua vita, dall'infanzia nel ghetto di Varsavia dominato dai nazisti alla fine dell'incubo giudiziario che l'ha tenuto in carcere e ai domiciliari per quasi un anno, passando per i suoi amori, da Sharon Tate a Emmanuelle Seigner. Prodotto dallo stesso Braunsberg con la Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, il film è una video-intervista, un album fotografico in movimento che riesce ad aprire squarci emotivi dentro il racconto della vita - soprattutto personale - di uno dei maggiori registi in attività.

In due incontri, uno durante i domiciliari l'altro sei mesi dopo, Polanski mette a nudo la sua straordinaria e tormentata esistenza attraverso le parole e i racconti, ma anche con le immagini del repertorio, dell'album fotografico del regista, dei film della sua magnifica carriera, che raccontano come e meglio della voce, 70 anni di gioie e dolori: Il pianista per accompagnare il giogo nazista e la distruzione della sua famiglia, Per favore non mordermi sul collo come memoria della bellezza della sfortunatissima Sharon Tate, moglie uccisa da Charles Manson, Frantic per dichiarare il suo amore all'attuale moglie e così via. Al centro, quell'intreccio di scandalo sessuale, morbosità mediatica e corruzione giudiziaria che lo perseguita da trent'anni.

Mai Polanski si era aperto così tanto e il rapporto stretto con Braunsberg permette a un film basico e tipico nel suo impianto di illuminarsi di emozione, di sincerità. Ma ne è anche il principale limite, perché senza un punto di vista esterno, si limita la capacità di (auto)analisi del personaggio, impedendo al film di spiccare il volo. Ma è un peccato veniale, Bouzereau limita il più possibile i tocchi patetici e sa far entrare lo spettatore - non per forza fan - in un rapporto d'amicizia che in sé è forse più interessante del percorso artistico di un maestro. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

» Nessun commento
Non ci sono commenti fino ad ora.
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU