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Riunione di famiglia - Festen: il lato comico
Scritto da Giacomo Ioannisci, Emanuele Rauco   
Thursday 30 April 2009

In sala dal 30 Aprile 2009

Regia Thomas Vinterberg

In breve Una cittadina danese per festeggiare i suoi 750 anni ospita un noto cantante d’opera nato e cresciuto lì, ma la sua presenza in paese porterà a galla vecchi segreti familiari...

 

RIUNIONE DI FAMIGLIA - FESTEN: IL LATO COMICO

Titolo originale En mand kommer hjem
In sala dal 29 Aprile 2009 Regia Thomas Vinterberg
Con Oliver MØller Knauer, Thomas Bo Larsen, Ronja Mannov Olesen
Paese Danimarca/Svezia, 2007 Durata 96 min
Distribuzione Teodora Film

 

 

RECENSIONE

Con Riunione di famiglia sembra proprio che si voglia raschiare il barile fino in fondo ed evitare l’oblio dell’anonimato. Thomas Vinterberg, infatti, dopo i magrissimi risultati di Le forze del destino (2003) e Dear Wendy (2005), ha scelto di ritoccare il suo film più famoso, Festen (1998), per aggiornarlo e ritoccarlo con un tono da commedia degli equivoci.

In una piccola cittadina danese l’atmosfera è in subbuglio per i preparativi della tanto attesa feste dei suoi 750 anni dalla fondazione. Ospite d’onore è il noto cantante d’opera Karl Kristian Schmidt (Thomas Bo Larsen), nato e cresciuto lì. Ma ad attenderlo sono alcune verità che lo legano al giovane cuoco Sebastien (Oliver MØller Knauer), prossimo alle nozze, che nel frattempo ha ritrovato Maria, il suo primo amore d’infanzia. Tutto finirà con situazioni al limite e la verità, una volta venuta a galla, rischierà di fare dei seri e grossi pasticci.

Si salvi chi può, davvero. Festen era già tanto, ma ora addirittura la versione capovolta. L’obiettivo pare essere il medesimo: contrapporre la fragilità umana, quella giovane e quella viziata degli adulti. Ma il risultato è davvero molto basso. Prevedibile. Vinterberg ha però dichiarato che gli sarebbe piaciuto moltissimo girare Riunione di famiglia in Italia, perché stanco di fare film al freddo. Purtroppo i produttori gli hanno comunicato che nel nostro Paese non ci sono soldi, né finanziamenti poiché Berlusconi ha fatto tabula rasa per il cinema. (Giacomo Ioannisci)

 

Incontro con il regista

Bello e impossibile: Thomas Vinterberg presenta Riunione di famiglia

Nella piccola e raccolta sala del cinema Eden, Thomas Vinterberg, ex esponente del Dogma e pupillo di Von Trier, presenta la sua ultima fatica, in uscita nelle sale dopo il passaggio al festival del cinema di Roma del 2008.

Subito si comincia parlando del suo film più famoso Festen, di cui questo Riunione di famiglia – secondo la distribuzione italiana – dovrebbe esserne "il lato comico", ma più che comico, per l’autore, è la naturale prosecuzione del suo lavoro che, dopo il grande successo di quella pellicola, vibrava di voglia di sperimentazione. “Questo è come se fosse il mio secondo film: dove quello era aggressivo e duro, questo è caldo e solare”, dice Vinterberg, temendo un po’ i paragoni. Paragoni che vengono spontanei però, vista anche la sodale collaborazione col direttore della fotografia Anthony Dod Mantle (fresco premio Oscar): il tempo speso a guardare i film e ricreare un’atmosfera italiana (il luogo in cui originariamente si sarebbe dovuto girare il film) hanno dato i loro frutti.

Tasto importante nella carriera del regista è il rapporto col Dogma, un movimento che, per ammissione del regista, è morto nel momento in cui la sua follia energetica e anti-convenzionale è diventata convenzione a sua volta, anche se nulla fa escludere un suo riapparire. Del Dogma, comunque, resta il rapporto con gli attori, un rapporto viscerale, empatico: Brigitte Christensen, la protagonista, dice che è stato difficile rapportarsi con una sceneggiatura così poco etichettabile, ma poi, grazie a un regista carismatico come Thomas, tutto è diventato più facile. “In effetti io amo lavorare intensamente con gli attori – dice il regista – faccio molte prove e improvvisazioni, perché il mio obiettivo è cercare di ricreare la vita sul set”.

Tanto che, proprio nelle scene ambientate nella cucine dell’albergo, Vinterberg ha messo in scena una metafora del set cinematografico, e della vita in Danimarca, dove bisogna gridare per scrollarsi di dosso il grigiore e la mediocrità della gente. Mediocrità dalla quale emergono le figure femminili, forti e determinanti, come le due donne che fanno da madri al protagonista e che rispecchiano un tipo di donna molto presente nella cultura danese. E presenti anche rnell’infanzia di Vinterberg in una comune hippy dove "le donne erano forti e gli uomini pulivano e guidavano la carrozzina, diventando lesbiche, forse, per la mancanza di uomini forti. E non credo che dagli ’70 a oggi siano diminuite le lesbiche!” Nel suo prossimo film, Vinterberg cambierà di nuovo strada, in Submarino racconterà una bellissima storia dark sul lato freddo e grigio della periferia di Copenhagen: dopo quello fintamente comico di Festen, ci aspettiamo qualcosa per fremere davvero. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

 

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