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Resident Evil: Retribution
Scritto da Emanuele Rauco   
Wednesday 07 November 2012

In sala dal 28/09/2012 Genere Azione
Regia Paul W. S. Anderson Con Milla Jovovich, Michelle Rodriguez, Kevin Durand, Sienna Guillory, Shawn Roberts
Paese Usa, 2012 Durata 95’
Distribuzione Sony Pictures

► Quinto capitolo della serie tratta dal videogioco Capcom: sempre più roboante e sempre meno interessante con Paul W. S. Anderson ancora dietro la macchina da presa...

 

Recensione

Videogiochi e/o 3D, non se ne scappa. La carriera di Paul W. S. Anderson, tra i massimi registi di cine-games, si muove tra questi due estremi non proprio distanti che, dopo I 3 moschettieri, arrivano a un punto d'incontro in Resident Evil: Retribution, 5° episodio della serie cinematografica aperta proprio da Anderson sulla scorta del celebre videogioco Capcom.

Stavolta Alice si sveglia dentro una struttura clandestina della Umbrella Corporation dalla quale dovrà cercare di scappare per salvare il mondo tra alleanze, colpi di scena e un'infinità di scontri. Scritto (ma la parola è chiaramente eccessiva) dallo stesso Anderson, Resident Evil: Retribution è un tipico action incessante, tra horror e fantascienza, che sembra più un promo del videogame e meno un prodotto cinematografico.

Collegandosi direttamente al primo film della serie, come a voler chiudere un cerchio che invece pare destinato all'infinità, Retribution cerca di rimpolparne i meccanismi narrativi, anche del tipo di film, prendendo in prestito congegni e trovate che vanno dal cinema di Nolan a Lost: e così piani temporali e narrativi che si sovrappongono e s'intrecciano, incipit raccontati al contrario partendo dalla fine del precedente, false piste. Ma Anderson non è il tipo adatto a tali contorsioni e infatti tralascia presto l'interesse al racconto e bombarda letteralmente i 95 minuti con duelli, combattimenti e tutto l'armamentario possibile di spettacolarità in salsa videoludica.

Ma come si è detto fin troppe volte, un film non è un videogame: e non perché manca un solido appiglio nell'intreccio – sebbene la logica narrativa sia assente, i piani si confondano di continuo e il finale sia del tutto ridicolo – quanto perché a livello di regia e linguaggio l'interazione non funziona, il senso del progetto e del contesto naufragano nell'azione estenuante e perché, nonostante Anderson si confermi bravo nell'uso della stereoscopia, il suo guardare spesso alle video-installazioni è del tutto pretestuoso. Si aggiunga una prova del cast davvero al di sotto delle soglie della decenza e Retribution può tranquillamente essere etichettato come figlio illegittimo doppio, tanto del cinema, quanto del videogioco. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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