| Red |
| Scritto da Fabio Rovoletto | |
| venerdì 13 maggio 2011 | |
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►Cosa può succedere se la Cia decide di eliminare quello che era il suo miglior agente? E come potrà evolvere la trama se l’agente in questione, Frank Moses, è interpretato da Bruce Willis?
Recensione
RED: Retired Extremely Dangerous, ovvero Pensionati Estremamente Pericolosi. Cosa può succedere se la Cia decide di eliminare quello che era il suo miglior agente? E come potrà evolvere la trama se l’agente in questione, Frank Moses, è interpretato da Bruce Willis? Ovviamente coinvolgerà i suoi ex commilitoni. Ovviamente qualcuno morirà. Ovviamente il finale sarà quello che ci aspettiamo. Partendo dall'omonimo fumetto DC Comics a firma Warren Ellis e chine di Cully Hamner, il tedesco Robert Schwentke, già autore di Tattoo e Fightplan, rimane purtroppo entro i binari della prevedibilità narrativa, sia per gli sviluppi dell’intreccio che per l’immancabile happy end. D’altronde, se si accetta la consuetudine secondo cui lo spettatore di action-comedy non vuole essere stupito ma solo intrattenuto, si può riconoscere al regista di aver compiuto un ottimo lavoro, grazie soprattutto a due fattori. Da un lato l’efficacia del cast - assemblato con originalità e capace di sfruttare lo stato di grazia degli interpreti giocando sullo scardinamento ironico dei loro ruoli abituali - che, oltre al protagonista, vede un inedito e spassoso John Malkovich, assolutamente il migliore, senza poi dimenticare le vecchie glorie Morgan Freeman ed Ellen Mirren. Non da meno, i personaggi di contorno con Brian Cox, nei panni di un accattivante agente russo con molto aplomb, Karl Urban perfetto per il ruolo dell’agente della Cia atletico e senza scrupoli, e soprattutto lui: Ernest Borgnine, 94 anni splendidamente portati con verve e una presenza scenica impareggiabile. D'altra parte c'è l’utilizzo dei cliché del genere, molto ben gestito e divertito, e di riferimenti più o meno espliciti a varie pellicole della categoria, da Ocean’s Eleven e i suoi sequel, a tutte quelle su James Bond, con particolare occhio di riguardo per True Lies. Peccato, però, che Schwentke non sia Soderbergh né Cameron. Abbinando spettacolari scene d'azione dai risvolti comici e lentezze (nonché inverosimiglianze) narrative, Red riesce comunque a offrirsi come un film godibilissimo per lo spettatore medio, quanto un po’ indigesto per i palati più esigenti. (Fabio Rovoletto)
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