Home arrow Pop Corn arrow Real Steel

Real Steel
Scritto da Martina Calcabrini   
Saturday 26 November 2011

In sala dal 25/11/2011 Genere Azione
Regia Shawn Levy Con Hugh Jackman, Evangeline Lilly, Dakota Goyo, Kevin Durand, Anthony Mackie, Hope Davis, James Rebhorn, Olga Fonda, Marco Ruggeri, Karl Yune
Paese USA, 2011 Durata 127’
Distribuzione Walt Disney Pictures


► Real Steel è una pellicola intensa e toccante che, mischiando dramma, azione e fantascienza, riesce ad appassionare grandi e piccini...

 

Recensione

Richard Matheson è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori scrittori di sci-fi dei nostri tempi. Dopo Io sono leggenda, Hollywood ha puntato l'attenzione anche su Acciaio, costruendo Real Steel come una macchina tecnologica in continua evoluzione. In cabina di regia, dunque, ha piazzato Shawn Levy, mago degli effetti speciali formato famiglia, autore di quell'irriverente Una notte al museo che aveva tanto divertito grandi e piccini.

Real Steel racconta la storia di Charlie Kenton, un ex puglie che non ha mai avuto l'opportunità di diventare campione del mondo perché robot meccanici hanno preso il posto degli uomini sul ring. Mentre Charlie passa le sue giornate assemblando robot con materiali scadenti (ma comprati a buon prezzo), la sua ex fidanzata muore e gli lascia in eredità un figlio, Max, che lui non ha mai conosciuto. La grinta, la passione e l'intelligenza sfrenata del bambino non tarderanno a fare breccia nel cuore del padre che, sotto la corazza, è un uomo fragile e delicato. Deciso ad avere un robot tutto suo, Max sceglie Atom, un vecchio robot da allenamento, una macchina senza speranza, un ammasso di ferro costruito per prendere botte piuttosto che per darle. E mentre robot sempre più tecnologicamente avanzati padroneggiano nelle gare clandestine e in quelle legali, Max dona "personalità" al proprio androide e convince suo padre ad allenarlo come se fosse umano.

I riferimenti a Rocky ci sono tutti, e sono più che legittimi. Hugh Jackman abbandona il costume da macho (ma non troppo) per indossare gli abiti di un uomo infelice e costantemente arrabbiato per colpa di un sogno spezzato. Eppure, basta un piccolo ma testardo bambino di 11 anni a fargli (ri)scoprire la bellezza della vita e del ruolo di padre. Il talento e il fascino di un attore come Hugh Jackman non sono certo una novità, eppure la sua luce radiosa viene subito subissata da quella del piccolo Dakota Goyo, un concentrato di irriverenza, dolcezza e carisma. Un giovane attore capace di esprimere le emozioni soltanto con i muscoli del viso. Chioschetto biondo, occhi azzurro cielo e una lingua biforcuta, il piccolo Dakota non tarderà a catturare le simpatie del pubblico. Persino i robot, nelle loro corazze di acciaio laccato, appaiono più sensibili e più umani degli uomini stessi. E se la loro forza bruta li paragona a degli dei - tant'è vero che il più forte si chiama Zeus - la loro fragilità dimostra che nessun essere vivente (benché alimentato da elettricità e comandato con joypad) è immortale. L'unica cosa che non avrà mai fine, semmai, è il sentimento che lega un figlio al proprio padre (e viceversa) che lui lo voglia o meno.

Sebbene la storia non sia delle più originali (basti pensare ai film di boxe come Rocky, Warrior o The fighter), il merito di Real Steel è senz'altro quello di aver saputo trovare il giusto equilibrio tra dramma, azione e fantascienza. I robot che tanto ricordano i Trasformers di Hollywood, hanno l'umanità di tutte le creature artificiali di Spielberg (che non a caso, produce la pellicola) e l'anima di un uomo imprigionato in un corpo alieno. La bravura registica di Shawn, infatti, è quella di mostrare il mondo attraverso due punti di vista opposti e complementari: quelli di Charlie che vede la terra come una massa grigia, buia e opaca e quelli di Max che ne catturano le sfaccettature colorate, vivaci e piene di speranza. Real Steel, dunque, non può lasciare indifferenti perché è una pellicola intenzionata a ricordare a tutti che non basta essere dei colossi di ultima generazione per avere il cuore grande. E l'insegnamento arriva direttamente da un bambino di 11 anni felice di aver finalmente convinto il padre a credere in se stesso e nella forza dell'amore. (Martina Calcabrini)

» 2 Commenti
1Commento
il Tuesday 29 November 2011 22:42by Harry
Bella recensione, davvero molto toccante. Ha colto perfettamente tutti gli aspetti del film. Complimenti!
2Commento
il Friday 02 December 2011 18:40by Martina Calcabrini
Grazie Harry! ;)
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU