Home arrow Pop Corn arrow Rasputin

Rasputin
Scritto da Caterina Gangemi   
giovedì 07 aprile 2011

In sala dal 8/04/2011 Genere Drammatico
Regia Louis Nero. Con Francesco Cabras, Daniele Savoca, Franco Nero, Ottaviano Blitch
Paese Italia, 2011
Distribuzione L'Altrofilm

Un coraggioso prodotto atipico e anticonvenzionale all'interno di un panorama monopolizzato da commedie e drammi sentimentali...

 

Recensione

Vita, morte e presunti miracoli di Grigorij Efimovic Rasputin, dalle steppe della Siberia alla corte di Nicola II. Al suo quinto lungometraggio, il torinese Louis Nero si misura con uno dei personaggi storici più controversi e al tempo stesso affascinanti per l'aura di mistero che ancora oggi ne ammanta la figura: mistico dagli straordinari poteri taumaturgici per alcuni, ciarlatano alcolizzato secondo altri; rozzo contadino o diabolico manipolatore; seduttore dal fascino ammaliante e dedito al libertinaggio più sfrenato, capace di conquistare la fiducia dello Zar assumendo un ruolo cruciale nella vita politica della Russia di inizio Novecento.

Fedele a un'idea di cinema costruita sulla sperimentazione e la destrutturazione dei linguaggi, Nero si misura con il bio-pic, sulla scia dell'esempio di autori come Jarman e Ken Russell, mettendo in scena un suggestivo docu-drama nel quale la staticità pittorica della messa in quadro si innesta in un impianto di stampo teatrale e in un gioco di contaminazioni figurative che richiama gli esperimenti di video-arte di Greenaway.

L'obiettivo è quello di tracciare un ritratto il più possibile lontano da ogni forma di giudizio, quasi una sorta di processo – secondo le parole del regista – volto a restituire l'essenza di una personalità complessa e multiforme attraverso le testimonianze di coloro che con lui ebbero a che fare. Un approccio distaccato e frontale che trova la sua riuscita nell'impiego funzionale dello straniante susseguirsi di tableaux vivants all'interno di una narrazione asciutta che, accompagnata dalla voce di Franco Nero e interamente focalizzata sulla persona, ricostruisce le dinamiche della congiura che ne determinò la morte, per poi richiudersi in un flashback volto a ripercorrerne l'esistenza, dalle origini contadine fino all'ascesa al potere. Il tutto si traduce, per lo spettatore, in un'esperienza visiva straniante e contemplativa - sostenuta dalla magnetica fisicità del protagonista Francesco Cabras ed enfatizzata dall'ipnotica colonna sonora di Theo Teardo – e, più in generale, nel coraggio di un prodotto atipico e anticonvenzionale all'interno di un panorama monopolizzato da commedie e drammi sentimentali, sempre più chiuso al rischio e all'innovazione. (Caterina Gangemi)

 

Trailer:

 

» Nessun commento
Non ci sono commenti fino ad ora.
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU