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Prince of Persia
Scritto da Emanuele Rauco   
giovedě 20 maggio 2010

In sala dal 19/05/2010 Genere Avventura/Fantasy
Regia Mike Newell Con Jake Gyllenhall, Gemma Arterton, Ben Kingsley, Alfred Molina
Paese USA, 2010
Distribuzione Walt Disney

Scorrevole filmetto avventuroso per i fans del videogame o per gli amanti della serie B anni ’80.

 

Recensione

Se è vero - come sostiene il comico inglese Marcus Brigstocke - che con le sue sale scure, le pillole magiche e la musica elettronica ripetitiva, Pac Man inventò i rave party, allora Prince of Persia, col suo personaggio che salta da una parte all’altra della città su pali, cornicioni e muri, ha inventato lo sport estremo del parkour. Ora, il videogioco Ubisoft dell’89, diventa un atteso film Disney diretto da Mike Newell, che potrebbe anche soddisfare qualche fans.

La trama racconta di Dastan, un trovatello adottato dal re di Persia che, dopo l’ingiusta conquista di un regno straniero, è coinvolto nella cospirazione per uccidere e spodestare il re: al centro della cospirazione un pugnale magico, capace di riavvolgere il tempo. Una sorta di Indiana Jones senza archeologi né nazisti, scritto da Boaz Yoakin, Doug Miro e Carlo Bernard ispirandosi più che al videogioco, a quei film che cercavano di copiare le avventure create da Spielberg.

C’è infatti tutto il mix che si deve per un film del genere, cioè azione veloce e acrobatica, che pare uscita da un promo per gli sport estremi, effetti speciali, ricerche e “cacce al tesoro” in giro per il mondo (in questo caso per l’impero persiano), il tutto spruzzato da insistenti sprazzi di commedia che diventa perfino satirica, quasi a dare credito alle suggestioni sulla politica USA in Iraq o alle battute sugli imprenditori che evadono il fisco. Il problema è che Newell non cerca mai vera ispirazione né nel tono sfrontato dell’avventura né in quello arguto della commedia, e si limita a qualche frivolezza molto lontana dal suo precedente Harry Potter e il calice di fuoco.

La sceneggiatura, in pratica, si limita a qualche personaggio gustoso e tracce ironiche, incartandosi pesantemente quando si deve dirimere la questione temporale, mentre Newell lascia praticamente il suo lavoro ai reparti tecnici, specialmente stuntman e grafici del computer. Il resto spetterebbe agli attori, ma nessuno chiederebbe a Jake Gyllenhall (dal nuovo gonfio fisico), Gemma Arterton, Alfred Molina o Sir Ben Kingsley qualcosa in più della semplice presenza. Anche perché a saltare e fare capriole ci pensano le controfigure. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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