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Priest
Scritto da Caterina Gangemi   
Thursday 16 June 2011

In sala dal 15/06/11 Genere Horror
Regia Scott Stewart Con Paul Bettany, Cam Gigandet, Maggie Q, Karl Urban, Lily Collins
Paese USA, 2011
Distribuzione Sony Pictures

Tratto dall'omonima graphic novel coreana, Priest è uno spettacolare mash-up di action, horror e fantascienza al servizio della potente performance di un Paul Bettany torvo ed energico come non mai...

 

Recensione

In un mondo devastato da una lotta secolare tra uomini e vampiri, il prete guerriero Ivan Isaacs si trova costretto a sciogliere i voti e rompere la tregua imposta dall'Ordine ecclesiastico per trarre in salvo la nipote diciottenne, tenuta in ostaggio dagli storici nemici. Lo aiuteranno nell'impresa un rude sceriffo dal grilletto facile, fidanzato della ragazza, e una sacerdotessa esperta di combattimenti.

Tratto dall'omonima graphic novel coreana di Hyung Min Woo (edita in Italia da Star Comics) e diretto da Scott Stewart (Legion), Priest è uno spettacolare mash-up di action, horror e fantascienza al servizio della potente performance di un Paul Bettany torvo ed energico come non mai.

Forte di un budget consistente e di un'esperienza maturata nel campo degli effetti visivi, Stewart gioca le sue carte migliori nella costruzione di uno scenario dal dirompente impatto visivo, che innesta entro un immaginario mutuato dagli svariati generi di riferimento (compresa l'animazione della sequenza iniziale) le suggestioni post-apocalittiche di una location metropolitana sordida e decadente, negli archetipi iconografici e narrativi di un'insolita dimensione western ripresa dall'ambientazione originaria del fumetto. Da Mad Max ai ralenti alla Matrix, da Blade alla serie True Blood (con Stephen Moyer - qui nel ruolo del fratello di Isaacs - a fare da trait d'union), con un tocco di Blade Runner, Carpenter e Ford, l'atmosfera si dipana con efficacia nella tensione giocata tra le dinamiche dell'assedio e della pulsione al riscatto del protagonista-eroe, e nell'adrenalinico susseguirsi di acrobatici duelli, esplosioni pirotecniche ed efferatezze varie sostenute con piglio registico agile e dinamico.

Una potenza figurativa che, tuttavia, non trova adeguato riscontro in un racconto che, improntato alla compatta aderenza all'azione, parte in medias res tralasciando la contestualizzazione degli eventi e dissipando il retroterra religioso, con le inevitabili spese a carico dei personaggi caratterizzati esclusivamente in funzione delle loro gesta e prosciugati di ogni retroterra umano ed emozionale.

Ne risulta così, un lavoro indubbiamente raffinato sul piano della messa in scena, quanto arido e didattico al pari di un impeccabile saggio di regia, troppo teso alla perfezione formale per coinvolgere o avvincere nonostante l'ottima prova di Bettany, ormai avvezzo alle vesti clericali, capace di unire con convinzione l'imponenza solenne e ieratica con la muscolarità del tipico action-hero più coatto. (Caterina Gangemi)

 

Trailer:

 

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