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Pollo alle prugne
Scritto da Martina Calcabrini   
Friday 06 April 2012

In sala dal 6/04/2012 Genere Drammatico
Regia Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud Con Mathieu Almaric, Maria De Medeiros, Golshifteh Farahani, Jamel Debbouze, Edouard Baer, Chiara Mastroianni, Isabella Rossellini, Eric Caravaca
Paese Francia/Germania, 2011 Durata 93’
Distribuzione Officine Ubu

►Appassionante, intenso, commovente Pollo alle prugne è una favola poetica e romantica: cerca di diventare strumento di riconciliazione tra anime solitarie che si rincorrono senza incontrarsi mai…

 

Recensione

Marjane Satrapi, talentuosa fumettista, disegnatrice e illustratrice iraniana, riesce a raggiungere il successo internazionale nel 2007 grazie a Persepolis, film d’animazione basato sull’omonima graphic novel, da lei scritto e diretto. A quattro anni di distanza, la regista naturalizzata francese, torna in cabina di regia (insieme al collega Vincent Paronnaud) per dirigere un istrionico Mathieu Almaric e le bravissime Maria De Medeiros e Golshifteh Farahani in Pollo alle prugne.

Teheran, 1958. Nasser Ali Khan è il miglior violinista dell’Iran, un uomo stimato e ammirato da tutti. Quando la moglie distrugge il suo violino, Ali cerca di procurarsene un altro altrettanto valido, arrivando persino a spendere tutto ciò che possiede per ottenere quello di Mozart. Ma le corde dello strumento non producono la stessa melodia del precedente. L’uomo è disperato e così, quando incontra casualmente il suo primo amore e lei non lo riconosce, perde la voglia di vivere e decide di lasciarsi morire. Sdraiato nel letto, senza toccare né cibo né acqua, rinunciando al fumo e alla luce del sole, Ali attende la morte. Negli otto giorni successivi, il film ci racconta tutto il possibile sulla vita dell’uomo, sul suo talento, sulla sua musica e sulla sua (perenne) infelicità.

Lo stile di Marjane si percepisce in ogni fotogramma, attende paziente il passare delle dissolvenze, si rivela in tutti i colori delle immagini. Sebbene il malessere di Nasser Ali Khan non sia ironico e drammatico quanto quello della protagonista di Persepolis, è sempre lei, Marjane, la burattinaia della situazione. Decide liberamente di far iniziare la storia come una fiaba persiana che sostituisce al classico “c’era una volta” il melodrammatico “non c’era una volta nessuno”. Il sarcasmo del racconto, l’esuberanza della memoria, il dramma di un sogno spezzato, in un film funambolico perennemente in bilico tra commedia e dramma. Appassionante, intenso, commovente, Pollo alle prugne è una favola poetica e romantica: cerca di diventare strumento di riconciliazione tra anime solitarie che si rincorrono senza incontrarsi mai. (Martina Calcabrini)

 

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