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Pinocchio
Scritto da Emanuele Rauco   
Thursday 14 February 2013

In sala dal 21/02/2013 Genere Animazione
Regia Enzo D'Alò Con le voci di Gabriele Caprio, Rocco Papaleo, Paolo Ruffini, Maurizio Micheli, Lucio Dalla
Paese Italia, 2012 Durata 78'
Distribuzione Lucky Red

►Enzo D'Alò disegna il più celebre racconto infantile di sempre grazie alle matite di Mattotti, ma sarebbe servito più tempo per rendere il risultato davvero convincente...

 

Recensione

Arriva nelle sale dopo la 69^ mostra del cinema di Venezia, Pinocchio di Enzo D’Alò: un progetto lungamente caldeggiato dopo la pausa imposta dall’uscita del Pinocchio di Benigni, che ha portato il maestro dell’animazione italiana a far uscire il film nelle sale a Carnevale dopo aver perso l'uscita natalizia.

La storia è arcinota, anche se qui l’ispirazione al romanzo di Collodi è più diretta rispetto ai classici Disney o altro: il falegname Geppetto per non restare solo costruisce un bambino, partendo da un ciocco di legno parlante. Il “burattino” però, è tutt’altro che obbediente e coinvolgerà il padre in avventure incredibili. Scritto da D’Alò con Umberto Marino, Pinocchio cerca di ritagliarsi un posto tra le infinite traduzioni della favola puntando molto sulle matite e i colori di Lorenzo Mattotti, praticamente un co-autore, e le musiche di Lucio Dalla, ma anche sull’immediatezza del racconto. Più che una storia sull’educazione di un bambino anarchico, nelle mani di D'Alò Pinocchio diventa una piccola elegia sull’essere padre e sulla difficoltà di insegnare ai propri figli come diventare uomini (e quindi bambini) in un mondo in cui la giustizia e l’onestà funzionano al contrario e il denaro pare l’unica autorità. Il regista contamina l’onestà e l’umiltà del progetto, lo sguardo diretto ai più piccoli con l’ambizione di farne una sorta di Odissea – non a caso, ricorre il mare – che mescola la magia e la malinconia.

La breve durata costringe la sceneggiatura a fare i salti mortali, togliendo respiro al racconto soprattutto nella prima parte; ma poi Mattotti fa esplodere la propria fantasia, i colori invadono lo schermo con tocchi onirici e il jazz sbilenco e fiabesco di Dalla li accompagna con leggerezza, così come le voci dei doppiatori che non irrompono con violenza ma tratteggiano con delicatezza (Rocco Papaleo e Paolo Ruffini). D’Alò continua un percorso a suo modo invidiabile e ammirevole, anche se viene il sospetto che avrebbe bisogno di produzioni più coraggiose, che ad esempio non costringano il film a 78 minuti quando ne servirebbero almeno 90. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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