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Pink Subaru
Scritto da Emanuele Rauco   
lunedì 29 agosto 2011

In sala dal 2/09/2011 Genere Commedia
Regia Kazuya Ogawa Con Akram Telawe, Lana Zreik, Michal Yanai, Akram Khourie, Nidal Badarneh
Paese Italia/Giappone, 2009 Durata 96'
Distribuzione Iris Film Distribution

Curiosissimo esperimento di commedia on the road tra Giappone, Israele e Italia. Ma la confusione ha la meglio...

 

Recensione

Kazuya Ogawa è un regista giapponese che dopo aver studiato a New York si trasferisce in Italia, dove incontra un attore arabo-israeliano che lo convince a viaggiare in Israele e Palestina. È questo l'antefatto di un curioso esordio cinematografico che del suddetto miscuglio di influenze e culture porta evidente il segno.

Pink Subaru racconta di Elzober e del suo grande sogno di comprare un'automobile: ma a poche ore dall'acquisto la macchina viene rubata. Parte un lungo e difficile tentativo di ritrovarla, che passa da una parte all'altra della Cisgiordania, tra ricettatori, streghe e parenti vari. Il regista scrive con il protagonista Akram Telawe e Giuliana Mettini una particolare commedia on the road che racconta in chiave tragicomica uno spaccato inconsueto di vita israelo-palestinese.

Come annuncia un cartello in apertura, il film racconta la curiosa situazione delle piccole città mediorientali, i cui abitanti hanno assoluta necessità di un'auto per muoversi ma che devono scontare la scarsa produzione, cosicché una macchina è un prezioso da rubare e rivendere: in questo contesto intelligentemente descritto, il film riflette sugli status symbol e la multi-culturalità giocando con uno spirito quasi anacronistico; purtroppo per Ogawa il suo sorridente film si perde nella confusione di una messinscena che ha poco polso e ancora meno verve.

La sceneggiatura non riesce a gestire al meglio, a rendere compatte le varie tracce e a evitare la morale finale, ma è soprattutto la regia a creare i problemi maggiori, per l'involuzione tecnica e per la mancanza di una visione d'insieme (oltre che di un'idea di cinema forte) che spreca i momenti migliori del film. Che comunque scorre abbastanza sereno e simpatico, grazie soprattutto alla vivacità di un cast composito che Telawe comanda con brauvra. Almeno lui. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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