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Piede di Dio
Scritto da Emanuele Rauco   
giovedì 27 agosto 2009

In sala dal 28/08/09 Genere Commedia, Drammatico
Regia Luigi Sardiello Con Emilio Solfrizzi, Filippo Pupillo, Rosaria Russo, Elena Bouruka
Paese Italia, 2009
Distribuzione Achab Film

Commedia “all’italiana” che parla di calcio e della nostra società con un po’ troppa approssimazione.

 

Recensione

Il calcio è di sicuro lo sport più popolare e praticato del mondo eppure, nonostante i miliardi di appassionati, è un mistero come non si riesca a farne un grande filone cinematografico. Sarà che lo sport di per sé non è particolarmente cinegetico - con il campo troppo lungo, le azioni troppe fluide e poco adatte al montaggio - fatto sta che, se si esclde Fuga per la vittoria e Zidane, un homme du XXI siècle, non abbiamo mai goduto di grandi film sull’argomento. Così ci accontentiamo dei bassifondi (come Ultimo minuto di Avati), quelli stessi bassifondi che vuole indagare Luigi Sardiello nel suo film d’esordio, che racconta il mondo del calcio e la società da esso plasmata attraverso gli occhi di un piccolo procuratore; ma il film non convince più di tanto.

Michele è un piccolo traffichino del calcio, sempre a caccia di talenti da poter “vendere”; in Puglia, su una spiaggia, trova il fenomenale Elia, che vorrebbe subito cedere a una grande squadra, visti anche i debiti che lo minacciano. Peccato che Elia sia, in un certo senso, ritardato e che cercare di “addomesticarlo” sarà molto difficile.

Una sorta di Rain Man nostrano, scritto dallo stesso regista, che mescola commedia e dramma col tocco classico della tradizione italiana, provando così al contempo a parlare di umanità e società contemporanee. Per parlarne viene usata quella che è la lente d’ìingrandimento popolare per eccellenza, il calcio, di cui Sardiello racconta retroscena, speranze, cattiverie in un momento cruciale della sua storia, quel 2006 in cui, mentre Calciopoli faceva crollare il gioco e l’industria del calcio, la nazionale vinceva il mondiale di Germania. Al centro della scena due sprovveduti, due pesci piccolissimi che dimostrano modi opposti di vivere la loro vita e le loro aspirazioni. Sardiello, che ama e conosce il calcio di provincia, è sincero sia nel ritratto d’ambiente sia nei toni descrittivi dei personaggi, ma cade vittima di qualche semplificazione di troppo, specie nel personaggio candido di Elia, nelle gag e nelle situazioni scontate, nell’approssimazione della messinscena, nella svolta patetica poco giustificata (Elia travestito da Maradona al luna park). Qualche finezza, nella sceneggiatura, c’è, come la passione per gli uccelli di Elia che si sposa con il personaggio di Garrincha, mitica ala brasiliana che fa da metafora del film. Ma la regia, fortemente acerba, non ha molta forza per limare i difetti e deve affidarsi esclusivamente agli attori: Emilio Solfrizzi conferma la sua statura e misura interpretativa coadiuvato da Filippo Pucillo, una sorta di Cassano cinematografico che pare più vero di un documentario. Per il resto sono abbozzi e tentativi di un regista che forse ha qualcosa da dire di vero e solido, ma non ha ancora i mezzi e le idee chiare per farlo.(Emanuele Rauco)

►►Incontro con il regista►►

 

Trailer:

 

 

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