| Paranormal Activity |
| Scritto da Leonardo Piva | |||
| venerdì 05 febbraio 2010 | |||
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►Grande esempio di creatività low-budget, ma la campagna marketing e l'entusiasmo di critica e pubblico americano sono un po' eccessivi...
Recensione
Katie e Micah, una giovane coppia, si sono da poco trasferitasi in un appartamento suburbano e inziano ad essere disturbati da qualcosa nel bel mezzo della notte. Qualcosa che potrebbe essere paranormale. Un esperto del settore viene consultato, e gli rivela che quello che li tormenta non è un semplice fantasma, ma un demone che si ciba di energie negative. Micah decide allora di piazzare una videocamera nella loro stanza da letto per vedere quello che accade mentre dormono, scoprendo realtà inquietanti. Il tanto atteso film che ha terrorizzato Steven Spielberg, il quale ha anche contribuito attivamente alla realizzazione invitando Oren Peli a sostituire il finale, arriva nelle sale italiane forte di un notevole battage pubblicitario e di una storia alquanto singolare. Uscito in pochissime sale negli Usa, Paranormal Activity ha riscosso molto successo tra i fan e, grazie ad internet, si è creata la possibilità di richiedere la distribuzione anche nella propria città. Il film ha così ottenuto una distribuzione su scala nazionale e si appresta ad arrivare anche in Europa. Tralasciando le aspettative dovute appunto al marketing, che eleggeva il film di Peli a nuovo Blair Witch Project (come se questo fosse un complimento), Paranormal Activity risulta essere un film che tradisce in ogni caso le aspettative e le premesse. Il budget veramente ridotto della pellicola (15 mila dollari) è sicuramente un’attenuante, ma in certe scelte tecniche e narrative il film ha dimostrato egregiamente di saper sopperire a questo handicap iniziale. Il film riesce a entrare abbastanza velocemente nel vivo dell’azione, suscitando anche un discreto interesse, ma col passare dei minuti e l’arrivo delle tanto attese “notti di paura” qualche promessa non viene mantenuta. Solo in pochi casi, infatti, il film riesce a regalare momenti di tensione e paura all’altezza di quanto era lecito aspettarsi da un prodotto simile, che fonda tutto sul “non visto” e sull’atmosfera. Nemmeno l’uso della camera a mano riesce ad aiutare il film, che comunque trova nell’ultima mezz’ora le sue sequenze più belle, ma è tutto un’accumulare la tensione pensando più a ciò che potrebbe accadere che non a ciò che realmente è accaduto. Ha delle ottime premesse ma raramente anche delle ottime conclusioni; a differenza magari di [Rec], dove invece la causa era collegata a un effetto altrettanto avvincente e dove la camera a mano giocava un vero ruolo attivo e di inquadratura in soggettiva, non solamente limitata a un aspetto voyeristico. Le interpretazioni di Katie Featherston e Miach Sloat sono convincenti, anche se era auspicabile un ruolo più da protagonista per lo studioso interpretato da Mark Fredrichs. Enorme merito va comunque attribuito ad Oren Peli e alla sua bravura nell’aver realizzato un film dall’enorme appeal con un budget veramente esiguo. In Italia non possiamo far altro che imparare, e anche se questo primo risultato è stato sostanzialmente sufficiente, il coraggio e la bravura pagheranno alla distanza. (Leonardo Piva)
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In sala dal 05/02/2010 Genere Thriller




















