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Paradiso amaro
Scritto da Martina Calcabrini   
Saturday 25 February 2012

In sala dal 17/02/2012 Genere Drammatico
Regia Alexander Payne Con George Clooney, Judy Greer, Shailene Woodley, Matthew Lillard, Beau Bridges, Robert Forster, Rob Huebel, Patricia Hastie, Michael Ontkean
Paese USA, 2011 Durata 110’
Distribuzione 20th Century Fox

►Paradiso amaro è una dramma tanto amaro quanto intenso, capace di far riflettere sul vero valore della famiglia…

 

Recensione

Alexander Payne è uno di quei registi "bizzarri" che invece di filmare pellicole commerciali per intrattenere il grande pubblico, preferisce parlare di verità scomode e dolorose. Dopo aver realizzato Sideways, un vero e proprio inno all’amicizia e ai piccoli piaceri della vita, il regista statunitense torna dietro la macchina da presa per realizzare Paradiso amaro, la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Kaui Hart Hemmings.

Matthew King è un uomo estremamente dedito al suo lavoro e, quindi, un marito fedele ma distante e un padre premuroso ma freddo. Quando la moglie Elizazbeth muore per un incidente in barca nel mare di Waikiki, Matt si ritrova a dover crescere due figlie adolescenti da solo e a dover affrontare il dolore di un lutto imprevisto e di un tradimento inaspettato. Deciso a conoscere l'amante della moglie, Matt e le sue figlie partono per uno strano viaggio in cui (ri)scopriranno il vero valore della famiglia.

Un George Clooney incredibilmente intenso e due giovani promettenti attrici si contendono il podio (e il punto di vista) della narrazione. Tre modi diversi di affrontare il dolore, tre modi differenti di reagire alle difficoltà della vita, tre modi dissimili di amarsi. In uno scenario che, a prima vista, sembra un vero e proprio paradiso, un ambiente naturale in cui la flora e la fauna non sono soltanto semplici elementi scenici, irrompe una tragedia talmente forte e dolorosa che sembra un vero e proprio maremoto. Payne, però, è capace di non eccedere nel patetismo dosando in modo calibrato disgrazie e successi, gioie e dolori, vinti e vincitori nell'eterna battaglia della vita. Quello che, inizialmente, sembra una condanna, un passaporto per l'inferno, infatti, si rivela un viaggio nella propria anima alla scoperta delle (piccole) gioie della vita. L'amore che lega un padre ad una figlia, carne della propria carne, infatti, è più forte di qualsiasi dolore, basta soltanto scoprirlo. E se per farlo è necessario l'intervento di un elemento straniante (e straniato), qui interpretato dal bravissimo Nick Krause, allora, Payne ha fatto nuovamente centro. Musiche, scenografie, recitazione e una sceneggiatura ben strutturata, confermano il talento di un regista in continua lotta per la conquista dell'Oscar. (Martina Calcabrini)

 

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