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One Day
Scritto da Emanuele Rauco   
Saturday 12 November 2011

In sala dal 11/11/2011 Genere Commedia
Regia Lone Scherfig Con Anne Hathaway, Jim Sturgess, Patricia Clarkson, Ken Stott, Rafe Spall
Paese Gran Bretagna, 2011 Durata 107’
Distribuzione BIM

Lone Scherfig adatta il romanzo best-seller di David Nicholls mantenendone l'idea narrativa principale. Ma le differenze di linguaggio non sono un'opinione...

 

Recensione

Prendere un libro molto venduto e molto amato per farne un film è pratica che si perde nella notte dei tempi cinematografici, e non cambia molto della scaltrezza commerciale dell'operazione il fatto che il romanzo non sia un thriller di Grisham ma un romanzo amato da molta critica come Un giorno di David Nicholls. Il vero nodo sta nel modo in cui il romanzo diventa film. E qui lo fa in un modo non del tutto comprensibile.

Il film racconta un giorno all'anno per 20 anni, per la precisione il 15 luglio, quando Dexter ed Emma s'incontrarono per la prima volta: un amore sotterraneo che passa tra amicizia, differenze, diffidenze e drammi quotidiani. Sceneggiato dallo stesso Nicholls, il film è una commedia drammatica “all'inglese”, brillante nei dialoghi e sentimentale nei toni, che racconta i fuori campo del destino.

Infatti il film, nel seguire una vita attraverso un singolo giorno, riflette sui percorsi imprevedibili dell'esistenza, sul destino che rincorre i personaggi, in un mood perfettamente in linea con molta narrativa e cinematografia britannica (Serendipity, per esempio) che porta a dare una patina di romanticismo sommesso alle combinazioni del quotidiano; Scherfig, già regista di An Education tratto da Hornby, però sceglie di mantenere non solo la struttura del romanzo ma anche soprattutto l'idea di base che, scegliendo un solo giorno, la gran parte del racconto accada da un'altra parte, in un altro momento, fuori campo come un'ellissi appunto. E se questa scelta funziona perfettamente sulla carta, permettendo allo scrittore di raccontare e qunidi di utilizzare una forma puramente letteraria, risulta del tutto anti-cinematografica, perchè tutto avviene tramite le parole, lasciando poco spazio a immagini ed eventi che scorrono via superficiali.

E il problema sta proprio nella scelta di Nicholls come sceneggiatore, che avrà pure sfrondato un bel po' del suo romanzo, ma è stato incapace di usare il linguaggio del racconto filmico, sbagliando i tempi e mancando il respiro soprattutto nella prima parte. Poi il finale non può non commuovere, e il tocco di Scherfig negli ultimi 15 minuti vale il resto del film, ma resta la sensazione di un'operazione tanto furba e programmatica, quanto parzialmente sbagliata. Ci si può comunque accontentare, soprattutto se si è letto il libro. E soprattutto se ci si lascia cullare dalla bellezza e dalla complicità di Jim Sturgess e di Anne Hathaway, coppia dal carisma gentile eppure contagioso. (Emanuele Rauco)

 

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