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Nightmare (2010)
Scritto da Emanuele Rauco   
lunedì 23 agosto 2010

In sala dal 25/8/2010 Genere Horror
Regia Sanmuel Bayer Con Jackie Earle Haley, Kyle Gallner, Rooney Mara, Katie Cassidy
Paese USA, 2010 Durata 94′
Distribuzione Warner Bros

Il reboot del personaggio di Wes Craven si rivela una falsa (ri)partenza, nel tentativo di prosciugare, più che rilanciare, un mito dell’horror che fu.

 

Recensione

Il grande parco mostri dell’immaginario horror che, tra gli anni ’70 e ’80, il cinema ha reso collettivo è diventato ormai da qualche anno il mercatino dell’usato, il rigattiere da cui passare per prendere un personaggio, ripulirlo e adattarlo ai gusti odierni. È stato fatto con Leatherface di Non aprite quella porta, con Michael Myers di Halloween, con Jason Voorhees di Venerdì 13. All’appello mancava Freddy Krueger: ecco perciò arrivare il baldo Samuel Bayer all’esordio, sotto lo sguardo di Michael Bay produttore, a mettere nuova mano al film di Wes Craven. E ne vien fuori un’altra cosa, nel bene e nel male.

A Elm Street, placida via di un sobborgo urbano, tutti i ragazzi fanno lo stesso sogno: un uomo sfigurato e armato di lame che vuole ammazzarli. E il bello è che ci riesce. Potranno Nancy e Quentin comprendere il significato del sogno ed eliminare quel mostro di nome Freddy? In puro stile industriale, Wesley Strick ed Eric Heisesser riscrivono il film dell’83 per restituirne il fascino e il terrore onirico al pubblico di ragazzini degli anni ’10.

Ma è proprio qui che nascono i dubbi, prima che dall’effettiva qualità del film: a che serve un reboot di un personaggio il cui volto e la cui valenza iconica non è morta negli anni e nei seguiti come accaduto per Halloween o Venerdì 13? Inoltre a cosa può servire un azzeramento di una serie cinematografica se non c’è nessun lavoro sul personaggio portante? E’ questo il difetto principale del film di Bayer, relegare Krueger al ruolo di un mostro qualunque, senza considerarne mai davvero la forza e le caratteristiche e mettendo in evidenza solo il lato pedofilo, tanto per coccolare la vena reazionaria e per nulla ironica della nuova industria.

La sceneggiatura non gira intorno alla trama, è secca, e Bayer sa giocare tra realtà e finzione sfruttando il proprio talento da videoclipper e le scenografie di Patrick Lumb (Nemico pubblico), ma non sa dare un vero spessore immaginifico alla regia e si perde in flashback e sogni fin troppo facili e didascalici, che annientano ancora di più il carico orrifico di Freddy. Un’icona horror che, tra l’altro, non può staccarsi dall’interpretazione di Robert Englund e che il pur bravo Jackie Earle Haley (Watchmen) non riesce a eguagliare. Anche perché, non ha più un vero e proprio personaggio da interpretare. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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