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Nel paese delle creature selvagge
Scritto da Emanuele Rauco   
Sunday 01 November 2009

In sala dal 30/10/2009 Genere Fantastico
Regia Spike Jonze Cast Max Records, Katherine Keener, Mark Ruffalo
Nazione Usa, 2009 Durata 101′
Distribuzione Eagle pictures

Emozionante viaggio nell’universo intimo e mentale di un bambino, che Jonze realizza con anarchico spirito infantile.

 

Recensione

Parlare ai bambini e dei bambini è una cosa per niente facile, specie se ci si accosta alla materia con l’atteggiamento paternalista dell’industria hollywoodiana che vede i bimbi come menti da tenere a bada e il cinema come un grande baby-sitter. Spike Jonze, sulla base di un famoso racconto di Maurice Sendak per l’infanzia, decide di rinnegare i cascami della fiaba classica o dell’intrattenimento per raccontare la storia della crescita di un bambino entrando il più possibile nel suo piccolo mondo. Film spiazzante ma molto suggestivo.

Max è un bambino che non riesce a gestire la propria vitalità e rabbia; dopo una lite con la mamma fugge via, lontano da casa, in un luogo immaginario abitato da strane creature, tra le quali Carol, mostro che non sa gestire le emozioni. Una favola contemporanea, esplicitamente psicoanalitica, scritta da Jonze e Dave Eggers, che cerca di rendere in modo fedele l’infanzia senza lasciarsi irretire dalle voglie sentimentaliste degli adulti.

Infatti, fin dalla scelta di un protagonista iperattivo e non necessariamente simpatico, il film preferisce guardare al mondo interiore di un ragazzino con schiettezza, raccontando (senza figure adulte di supporto) il percorso autonomo che porta Max a comprendere e risolvere i propri problemi, confrontandosi con gli altri e verificando sulla realtà i propri voli d’immaginazione. Jonze rinuncia del tutto alle strutture convenzionali, lascia il racconto ai sussulti emotivi dei personaggi e preferisce ritrarre un mondo fantastico coi tratti della realtà, piuttosto che blandire lo spettatore con carinerie concilianti.

Certo, rischia molto, la sceneggiatura si struttura con libertà assoluta senza paura di prendersi i suoi tempi, ma la regia è perfetta nel porsi davvero ad altezza bambino (il perfetto incipit, quasi truffautiano) e risulta parecchio tenera nel cercare di comprendere o amare personaggi impossibili. Bellissimo, inoltre, il lavoro visivo sulle creature: pupazzi che parlano tramite una delicatissima computer grafica, che si integra in modo dolce con la prova del piccolo (e sincero) Max Records. Film che traspira emotività e onestà a ogni inquadratura. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

 

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