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My Son, My Son, What Have Ye Done
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo   
venerdì 10 settembre 2010

In sala dal 10/09/2010 Genere Grottesco
Regia Werner Herzog. Con Willem Dafoe, Michael Shannon, Chloë Sevigny, Brad Dourif, Loretta Devine
Paese Usa/Germania, 2009 Durata 91′
Distribuzione One Movie

“Volevo realizzare un film dell’orrore senza il sangue, le seghe elettriche e le scene cruente, ma con una strana paura anonima che striscia piano sotto la pelle” (W. Herzog)

 

Recensione

“Volevo realizzare un film dell’orrore senza il sangue, le seghe elettriche e le scene cruente, ma con una strana paura anonima che striscia piano sotto la pelle”. Così, il regista Werner Herzog, descrive il suo film My Son, My Son, What Have Ye Done, realizzato sotto la produzione esecutiva di un altro grande maestro del cinema mondiale quale David Lynch.

Tratto da una storia vera, il film racconta di Brad McCullum, un giovane attore che, dopo aver ucciso la madre con una spada, si è chiuso in casa con due ostaggi. Mentre il detective Havenhurst indaga sulle ragioni di questo gesto di follia, ci si rende conto che non esiste separazione tra la realtà e il suo opposto.

Quanto c’è di Herzog e quanto di Lynch in questo film? A toglierci il cruccio è lo stesso regista tedesco, quando dichiara che il suo stimato collega statunitense non è direttamente intervenuto sul lavoro, eppure tanti elementi del cinema lynchano sono comunque convogliati indirettamente all’interno dell’opera. Quello che ne vien fuori infatti è il primo step verso una perfetta fusione di stili, simili nei presupposti ma diametralmente opposti nel metodo. Mentre Herzog, soprattutto nei suoi documentari, filma il “quotidiano” fino a trascenderlo e renderlo “alieno”, Lynch porta “l’alieno” all’interno del quotidiano, fino a confonderlo con quanto lo circonda. Dalla fusione di due approcci simili ne risulta un film assolutamente “altrove”, dove nulla è al posto giusto ma tutto sembra in ordine (appunto il quotidiano è alieno e l’alieno è quotidiano). Una sorta di bolla spazio-temporale vissuta come un sogno da tutti i protagonisti, che sembrano aver sbagliato strada entrando in un nuovo piano di realtà (un po’ quel che succede nella testa del protagonista Brad McCullum). Uno stralcio d’esperienza mistica, un esercizio di totale sospensione dell’apparenza. Aspettiamo nuove incredibili collaborazioni tra i due grandi maestri, per poterne constatare le “estreme conseguenze”. (Daniele ‘Danno’ Silipo)

 

Trailer:

 

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