| Miss Marzo |
| Scritto da Emanuele Rauco | |||
| mercoledì 01 luglio 2009 | |||
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► Volgare e deplorevole, ma rozzamente divertente: una commedia collegiale per erotomani tra Porky’s e La ragazza della porta accanto.
Recensione
Quando si parla di gioventù e post-adolescenza nei film e nelle serie tv americane, il centro della discussione rimane il sesso: l’ossessione repressa dalla cultura puritana che i ragazzi sfogano esclusivamente col porno, con la masturbazione e ovviamente con la “Bibbia” Playboy. Alla rivista di Hugh Hefner e al suo immaginario, Zach Cregger e Trevor Moore, dedicano questo film nel segno della bellezza soft-core e della volgarità più dirompente. Per chi sta al gioco, le risate arrivano. Eugene e Tucker sono amici da sempre, uno dedito alla castità, l’altro scaltro pornomane: quando il casto finisce in coma e si risveglia dopo quattro anni, scopre che la sua donna è diventata una coniglietta di Playboy. I due amici partono così alla sua ricerca, con le devastanti conseguenze del caso. Una commedia di pura e semplice goliardia, scritta dai due registi – anche protagonisti – infarcendo una trama perfetta per quanto concerne le gag, con deliri scatologici e sessuali e accenni di discutibile buonismo. Si potrebbe definire una sorta di on the road, un film stile John Landis senza alcuna finezza, in cui le situazioni paradossali e le scenette si accavallano cercando un gioco di accumulo che guarda a Edwards ma a cui, ovviamente, non si può nemmeno accostare. C’è comunque un interessante approccio ai valori puri dell’american way of life, dal matrimonio al sesso fino alla venerazione stelle e strisce dei pompieri, che lo rendono quasi politically uncorrect. Sensazione prontamente “rientrata” visti i ricattini sentimentali con cui i due infarciscono il finale del film che riesce lo stesso a infilare una serie notevole di gag e situazioni disgustose capaci di strappare la risata (ammesso che ci si riesca a sintonizzare sulla lunghezza d’onda del progetto). La sceneggiatura è praticamente un catalogo di situazioni da manuale e le soluzioni comiche sono esclusivamente becere, ma efficaci – come la gag finale del dottore che risveglia i pazienti dal coma o la donna che vola via dal camper – mentre la regia (al limite minimo di decenza richiesto) sembra conformarsi con gusto al gioco: quello di un gruppo di maschi stupidi, arrapati ma sinceri, che sanno come parlare ai loro coetanei. Un film sicuramente spensierato ma inevitabilmente stupido. (Emanuele Rauco)
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In sala dal 3/7/09 Genere Commedia




















