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Marilyn
Scritto da Martina Calcabrini   
Monday 28 May 2012

In sala dal 1/06/2012 Genere Biografico
Regia Simon Curtis Con Michelle Williams, Kenneth Branagh, Julia Ormond, Eddie Redmayne, Dougray Scott, Judi Dench, Pip Torrens, Emma Watson, Geraldine Somerville
Paese Gran Bretagna, 2011 Durata 99’
Distribuzione Lucky Red

►Pellicola malinconica e poetica che omaggia una delle donne più belle e più sensuali che la storia (del cinema) abbia mai avuto...

 

Recensione

Marilyn Monroe era una donna particolare, bizzarra, unica. Il suo sguardo magnetico, il suo sorriso mozzafiato e la sua bellezza disarmante non tardarono ad incoronarla regina del cinema mondiale. Marilyn, infatti, aveva l’insolita capacità di saper “parlare” con la macchina da presa, capendo perfettamente cosa il pubblico volesse, tanto da diventare, subito, la più grande diva della storia del cinema. A 50 anni dalla sua enigmatica morte, Simon Curtis realizza Marylin, una pellicola ispirata alle memorie che il giovane Colin Clark scrisse durante la realizzazione de Il principe e la ballerina di Laurence Olivier.

Nel 1956 il giovane Colin Clark lavorava come terzo assistente alla regia di Laurence Olivier per il film Il principe e la ballerina. Marylin Monroe, indiscussa star della pellicola, era una donna delicata e problematica che iniziò ad avere bisogno del supporto del giovane apprendista a causa delle pressioni che subiva sul set e dell’improvvisa partenza del marito Arthur Miller. Colin Clark descrisse dettagliatamente in un diario la settimana che passò al fianco della donna, confortandola e spronandola a continuare le riprese del film. Dopo anni di silenzio, Colin decise finalmente di rendere pubbliche le sue memorie.

Riuscire a creare un’opera che parlasse di Marylin, come Marylin, non era facile. Lontano da qualsivoglia promessa di fedeltà storica, Simon Curtis realizza un’opera soggettiva e personale che permette allo spettatore di guardare l'artista attraverso gli occhi di un uomo comune, ammirandola prima come persona e poi come personaggio. Michelle Williams, truccata e vestita come la diva, ha studiato centinai di libri su di lei e visionato tutte le interviste disponibili per cercare di carpirne l’anima. Davvero magistrale la sua interpretazione: ne viene fuori una donna sensuale e fragile, insicura e tenera, malinconica e spensierata che apparentemente si mostra sicura di sé ma che interiormente è dominata da paure e insicurezze. Marylin, eccentrica e stravagante, finì presto per rimanere intrappolata nel personaggio che lei stessa aveva creato e interpretato, proprio come un usignolo costretto a cantare in una gabbia dorata.

L’accuratezza delle scenografie, dei costumi e delle musiche anni ’50 va di pari passo con la raffinatezza registica e la fluidità del montaggio. Una pellicola malinconica e poetica che, oltre a farsi essa stessa metafora della fascinazione che gli spettatori nutrono per i proprio divi, è un sincero omaggio ad una delle donne più belle e più sensuali che la storia (del cinema) abbia mai avuto. (Martina Calcabrini)

 

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