| L'ultimo crodino |
| Scritto da Caterina Gangemi | ||||
| giovedě 19 marzo 2009 | ||||
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Regia Umberto Spinazzola In breve Due umomini decidono di compiere un’impresa folle: il sequestro della salma di Enrico Cuccia. Da una storia vera.
L'ULTIMO CRODINO In sala dal 20 marzo 2009 Genere Commedia
In principio furono i Soliti ignoti, sgangherata banda di ladruncoli di periferia capeggiati da un’esilarante e indimenticabile Totò, protagonisti di uno dei maggiori capolavori di Monicelli. Da allora, il cinema italiano ha tentato più volte di riproporre, con piglio spesso lontano dalla sarcastica ironia del regista toscano, le imprese di criminali da strapazzo di ogni sorta. Dai Mitici vanziniani al ladro gentiluomo Fantazzini, protagonista di Ormai è fatta di Enzo Monteleone, passando per La lingua del santo e Qui non è il paradiso: vari per registro, ora drammatico, ora più comico, e collocazione regionale, ma accomunati dalla stessa estrazione proletaria o piccolo-borghese dei personaggi, dal contesto provinciale, e da un’idea di “colpo” come occasione di svolta da situazioni opprimenti, se non proprio di riscatto sociale. E’ a questo filone che appartiene L’ultimo Crodino, seconda regia di Umberto Spinazzola, che con la pellicola di Tavarelli condivide la location piemontese e il legame con l’attualità, laddove invece l’idea del furto a scopo di estorsione di spoglie mortali inevitabilmente rimanda alla sacra reliquia di Mazzacurati. La storia è infatti quella vera di Giampaolo Pesce, detto “Pes” e Bruno “Crodino” Rapelli, due amici di mezza età di Condove, piccolo borgo della bassa Val di Susa. Operaio in un’acciaieria il primo, autista con velleità imprenditoriali il secondo, entrambi oberati dai debiti e da un’esistenza monotona, i due decidono di giocarsi tutto in un’impresa folle: il sequestro della salma del banchiere Enrico Cuccia, appena scomparso, con l’intento di chiederne il riscatto al figlio. È uno sguardo lucido e disincantato, quello di Spinazzoli, che parte dal dramma privato dei suoi personaggi, per inglobare via via questioni locali (la TAV, i rifiuti tossici) ,fino ad arrivare al malessere economico che affligge l’intero Paese. Il tutto condotto con delicatezza, ironia, e una squadra di attori simpatici e convincenti, tra i quali si segnala uno Iacchetti finalmente liberatosi dall’eterno ruolo di spalla. Certo, non mancano i difetti, ravvisabili in una sceneggiatura a tratti debole, che fatica a trovare il giusto ritmo, il taglio “televisivo” della regia, l’intervento invadente di sponsor e film commission che appesantisce la freschezza dell’insieme, a scapito del lato più ruspante di un lavoro comunque sincero ed appassionato. Un film fresco e leggero come una bibita analcolica, L’Ultimo Crodino, che si apprezza soprattutto per il merito di riscoprire un’umanità marginale e dolente, finalmente colta in luoghi autentici e reali. (Caterina Gangemi)
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In sala dal 20 Marzo 2009























