| Louise Michel |
| Scritto da Nicola Roumeliotis | ||||
| domenica 05 aprile 2009 | ||||
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Regia Benoit Delépine, Gustave Kervern In breve Commedia nera con killer imbranato piuttosto morbosa e tanto ritmata. Premio per l'originalità al Sundance Film Festival.
LOUISE MICHEL
È bizzarro che, scrivendo sul motore di ricerca di Google "Louise Michel", esca prima di tutto il nome di una insegnante francese anarchica. Fondatrice della "Lega delle donne", Louise Michel, entra ed esce di prigione; fa conferenze, lavora, raccoglie fondi, quando necessario sa anche sparare. Tutte cose che, i registi di questa straordinaria commedia nera - appunto, Louise Michel - sapevano già, e hanno scelto i nomi dei loro protagonisti cercando proprio questo gioco anagrafico. Se l'intento dei due realizzatori, Benoit Delépine e Gustave Kervern, era quello di fare un film dallo stile assolutamente libero, montato in modo semplice e originale, dai dialoghi asciutti ed essenziali, incentrato sulla storia umana - una storia di anarchia che strappa più di qualche risata - ci sono riusciti perfettamente creando qualcosa di veramente unico ed esclusivo. Abbiamo visto questa commedia, per la prima volta, alla Festa di Roma, ma l’anemico festival della capitale non ha saputo cogliere le potenzialità di una pellicola scoppiettante in cui l’umor nero si fonde con l’analisi sociale in una maniera esemplare. Talmente esemplare che è riuscita a vincere il premio per l’originalità in un altro festival, quello del cinema indipendente per eccellenza, lo statunitense Sundance. Ma Louise Michel non è solo un semplice film, è un fumetto cattivissimo (come non se ne vedevano dall’epoca di Frank Tashlin) girato con attori in carne e ossa. E, nel caso degli strepitosi attori Yolande Moreau e Bouli Lanners, più carne che ossa. Come dice Kervern: “Una volta sapevi che il padrone lo trovavi nel castello, oggi, come nel film, non si riesce nemmeno a sapere chi è. Se il G20 pensa di moralizzare questo capitalismo clandestino, gli auguro buona fortuna... Certo, finché ci saranno tv e aiuti alimentari, le rivoluzioni non verranno: ma, come ha dimostrato il morto proprio al G20, in un momento così delicato basta una scintilla per far esplodere tutto”. Insomma, una risata vi seppellirà e scusate se è poco. (Nicola Roumeliotis)
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