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Lo stravagante mondo di Greenberg
Scritto da Emanuele Rauco   
martedì 05 aprile 2011

In sala dal 8/04/2011 Genere Commedia
Regia Noah Baumbach Con Ben Stiller, Greta Gerwig, Rhys Ifans, Jennifer Jason Leigh
Paese Usa, 2010
Distribuzione BIM

Noah Baumbach dirige un sorprendente Ben Stiller in una commedia psicologica e intimista in salsa agrodolce...

 

Recensione

Quasi completamente dentro al filone del cinema indipendente che flirta col mainstream, Noah Baumbach (Il calamaro e la balena) si diverte a raccontare personaggi spostati, marginali ed emarginati, giocando sul filo della tragicommedia; col suo nuovo film, va ancora più a fondo nelle intenzioni e nella pratica di un cinema “laterale”, regalando un ruolo serio al ridanciano Ben Stiller. Il quale è Roger, un quarantenne mentalmente difficile che va a Los Angeles per tenere la casa del fratello in vacanza: qui, oltre a badare al cane, cerca di non fare assolutamente nulla come scelta di vita e conoscerà Florence, l'assistente della famiglia Greenberg. Scritto da Baumbach con la moglie (e attrice) Jennifer Jason Leigh, un film che racconta i tentativi di vita alternativi, le esistenze che cercano di ribellarsi, ma che - sulla scia del cinema anni '70 -non riescono, se non nelle imprese minime.

Uno di quei film tutti giocati sulla relazione tra il personaggio e il mondo sociale che lo circonda, la borghesia losangelina di ex-talenti e nuovi falliti, dediti a droghe e rimpianti, in cui emerge la difficoltà contemporanea di confrontarsi col presente, con l'azione, con gli elementi della realtà, in sostanza coi rapporti. E Baumbach riesce a far fluire dal minimalismo alla base del racconto una visione del mondo diversa e onesta, disillusa ma mai cinica, che rifugge dalla mentalità del successo attraverso una sorta di inno all'inazione.

La sceneggiatura, fatta di lunghi dialoghi e brevi scene, è sciolta e abile a giocare coi tempi morti della narrazione e Baumbach, senza edulcorare la sgradevolezza del personaggio, riesce a intenerire lo spettatore che riesce a superare la mescola di cliché e la loro derisione. Aiuta nella riuscita del non facile compito, la prova adulta, matura, convinta e convincente di Ben Stiller che, come il regista, gioca con la sua figura e i suoi stereotipi di nevrotico per tirare fuori un ritratto a un tempo contemporaneo e lontano dalle mode. Che avrebbe fatto felice un Hal Ashby, per esempio. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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