| Lo schiaccianoci 3D |
| Scritto da Martina Calcabrini | |
| sabato 10 dicembre 2011 | |
|
Recensione
Era il lontano 1816 quando l’affermato scrittore E. T. A. Thomas dava vita a Lo schiaccianoci, uno dei più bei racconti di tutti i tempi. Il pubblico si era subito innamorato dell’incantevole storia d’amore tra una bambina pura e innocente e un piccolo principe trasformato in un legnoso schiaccianoci. Troppo bella per restare chiusa in un libro polveroso, l’avventura dei piccoli innamorati ha fatto il giro del mondo attraversando, praticamente, tutti i media. Anche Andrei Konchalovsky, regista di Zio Vania, ha deciso di realizzarne una moderna versione tridimensionale. Mary è una bambina intelligente e sensibile, capace di emozionarsi per ogni piccolo gesto di affetto. Suo fratello Max, invece, è vivace e irruento e non comprende l’eccessivo (?) amore della sorella per i giocattoli. La sera della vigilia di Natale, lo zio Albert regala ai suoi due nipotini una casa delle bambole e N.C., uno schiaccianoci di legno che cattura subito l’attenzione e la fantasia di Mary. Durante la notte, N.C. si anima, mostrando alla sua nuova padrona che tutti i giocattoli prendono vita ogni notte, quando tutti i bambini dormono. Affascinato dalla dolcezza e dalla purezza di Mary, lo schiaccianoci le rivela di essere il Principe trasformato in schiaccianoci dalla malvagia Regina dei Topi per far salire al trono il suo inetto figlio. Mary, Max e tutti i loro amici, allora, aiuteranno N. C. nella battaglia contro l’esercito dei Topi per liberare la città dal fumo e dallo smog causato dalla fabbrica nemica in cui vengono bruciati tutti i giocattoli... Andrei Konchalovsky confeziona una pellicola molto particolare con evidenti pregi e altrettanti difetti. Lo schiaccianoci 3D è una fiaba per i bambini di oggi che assembla al suo interno le favole dei bambini di ieri, noi. N.C., infatti, è Pinocchio nella sua dicotomia tra principe e schiaccianoci (quindi: persona e personaggio), è la Bestia nella sua apparente falsa natura (dovuta a un incantesimo), è Peter Pan nel suo amore per una bambina (più matura) appartenente ad un altro mondo, e chi più ne ha, più ne metta. Eppure, sebbene i riferimenti siano sofisticati e aulici, finiscono per apparire altamente artificiosi. La storia, infatti, non segue un percorso logico (o cronologico), non si ferma ad analizzare i personaggi nelle loro sfaccettature, non guida lo spettatore nel mondo incantato dello schiaccianoci. Gli eccessivi effetti speciali, le creature in CGI, il make up artificiale degli uomini-topo finiscono, ben presto, per apparire barocchi e assolutamente fuori posto. Non basta, infatti, creare l’atmosfera di un mondo fatato se poi, effettivamente, non ci sono né incantesimi né fate disposte ad abitarlo. Gli attori sono bravissimi nell’aderenza ai propri ruoli, capaci di essere credibili e divertenti allo stesso tempo. Una spanna su tutti la piccola Elle Fanning che dimostra, ancora una vota, di essere una giovane forza della natura. (Martina Calcabrini)
» Nessun commento
Non ci sono commenti fino ad ora.
» Invia commento
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|

In sala dal 2/12/2011 Genere Fantasy



















